E dunque, tanto tuonò che piovve. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio oggi pomeriggio annuncerà le sue dimissioni da capo politico del Movimento Cinque Stelle. Al momento si tratta di qualcosa di più di un sussurro, praticamente una notizia certa. Lo stesso Di Maio – secondo le prime informazioni – avrebbe anticipato la sua scelta questa mattina nella riunione con i ministri del Movimento. “Oggi pomeriggio alle 17 sarò a Roma insieme a tutti i facilitatori regionali. Mi collegherò in diretta perché ho delle cose importanti di cui parlarvi…Vi aspetto. A più tardi. Forza!”. Queste le parole dell’ormai ex leader grillino sui social. Il siciliano Vito Crimi – pare certo – sarà il reggente.
I Cinque Stelle, con la svolta delle dimissioni, cercano un po’ di serenità dopo giorni di polemiche e, soprattutto, nel corso di una emorragia di consensi che ha svuotato il Movimento.
Tra i critici più severi del condottiero, il deputato siciliano Giorgio Trizzino che ha sempre contestato, con incedere felpato, il doppio incarico ministro-capo. Proprio qualche ora fa, lo stesso Trizzino ha scritto su Facebook: “Perché Luigi Di Maio dovrebbe lasciare l’incarico di capo politico? Perché dovrebbe farlo prima delle elezioni regionali di domenica? Cosa può accadere a seguito di questa sua eventuale decisione sulla tenuta della maggioranza? Domande che in questo momento non trovano risposta ma che animano la coscienza e la consapevolezza di ciascuno di noi e stimolano il dibattito. Personalmente ho da sempre ritenuto che i due ruoli ricoperti contemporaneamente da Luigi Di Maio, quello di capo politico e quello di ministro degli Esteri, fossero incompatibili con il progetto di crescita del Movimento. La conferma è venuta dal calo dei consensi elettorali nelle ultime elezioni regionali e da una progressiva disaffezione da una parte del nostro elettorato, che ci aveva consentito di raggiungere il 32% di preferenze alle nazionali”.
E ancora: “Ho la certezza che Luigi Di Maio saprà assumere le decisioni più giuste in questo momento e che il Movimento farà tesoro di una esperienza che, seppure con alcuni errori di ingenuità, ha consentito comunque di creare le basi per un nuovo modello di governo del paese non più fondato sull’interesse di pochi ma sulla ricerca del bene comune. Con buona pace di Salvini, Meloni e Berlusconi”. Somiglia già a un addio senza troppe lacrime.

