PALERMO – La notizia del prossimo matrimonio a Palermo della popstar internazionale Dua Lipa accende il dibattito politico all’interno del Consiglio comunale. Se da un lato l’evento promette una vetrina mediatica globale per il capoluogo siciliano, dall’altro ripropone il tema della gestione degli spazi pubblici, della vivibilità urbana e dell’equilibrio tra grandi eventi e diritti dei cittadini.
Tra i corridoi di Palazzo delle Aquile, i rappresentanti di maggioranza e opposizione si dividono tra chi saluta l’appuntamento come un successo dell’amministrazione e chi ne approfitta per sollevare le storiche carenze nei servizi essenziali della città.
La maggioranza: “Successo della giunta Lagalla e ritorno di immagine”
I gruppi a sostegno del sindaco Roberto Lagalla compattano le fila, rivendicando la scelta della cantante come il risultato dell’attrattività internazionale recuperata dalla città e ridimensionando i possibili disagi logistici legati alle misure di sicurezza e alla privacy.
Per Dario Chinnici, capogruppo di Lavoriamo per Palermo: “Eventi come questo dimostrano la grande attrattività della nostra città a livello internazionale e non possono che favorire lo sviluppo economico, attuale e futuro. È il frutto del lavoro certosino portato avanti dall’amministrazione Lagalla. Siamo consapevoli dei disagi che un evento del genere comporta, ma che sono limitati a pochi giorni e compensati dall’enorme ritorno di immagine per tutta Palermo”.
“Importante occasione di visibilità per Palermo”
Sulla stessa linea d’onda si posiziona Leopoldo Piampiano, esponente di Forza Italia, che sposta l’accento sulla necessità di una pianificazione equilibrata: “Ritengo che la scelta di Palermo da parte di una personalità di rilievo come Dua Lipa rappresenti certamente un’importante occasione di visibilità per la nostra città, confermandone il fascino e l’attrattività a livello internazionale. Al tempo stesso, è fondamentale che le necessarie misure di sicurezza e di tutela della privacy siano gestite in modo da arrecare il minor disagio possibile ai cittadini. Bisogna trovare il giusto equilibrio, affinché un evento di tale rilevanza possa rappresentare un valore aggiunto per il territorio senza incidere eccessivamente sulla vita della comunità”.
“Polemica surreale”
D’accordo coi compagni di coalizione anche l’assessore alla Cultura Antonio Rini, già consigliere di Fratelli d’Italia, che bolla come pretestuosa la controversia: “La polemica è surreale. In questo momento sono presenti a Palermo le maggiori testate mondiali e le più grandi riviste patinate. Abbiamo tutti gli hotel pieni, un boom di turisti e tantissime maestranze che stanno lavorando sul territorio. Mi avrebbe fatto piacere se questi ‘indignati’ avessero mostrato la stessa reazione in via Lumia o in centro storico quando si è sparato. Parliamo di esponenti radical chic che fanno i manifesti contro Dua Lipa e poi restano in silenzio davanti ad altri episodi gravi, per i quali non ricordo alcun manifesto. Si tratta semplicemente di qualche ora di disagio a fronte, però, di un grandissimo ritorno economico e di immagine per Palermo”.
L’opposizione: “Centro storico nel caos e baratto di visibilità”
Di tutt’altro tenore le reazioni sui banchi della minoranza, dove l’evento viene letto come una distrazione mediatica rispetto ai problemi cronici della gestione urbana o come l’ennesimo sacrificio imposto ai residenti delle zone interessate.
Mariangela Di Gangi, consigliera del Partito Democratico, focalizza l’attenzione sulla quotidianità dei cittadini del centro storico: “Ben venga chi sceglie Palermo per celebrare un momento importante della propria vita. Capisco però le rimostranze di residenti e commercianti. Chi vive un luogo non deve avere la sensazione di essere ospite a casa propria. La sfida sarebbe stata trovare o pretendere un equilibrio tra le esigenze dell’evento e i diritti sacrosanti di chi quei luoghi li abita ogni giorno e affronta già quotidianamente le conseguenze di una gestione del centro storico che, sotto troppi aspetti, continua a lasciare irrisolti problemi persino elementari di vivibilità. Dua Lipa se ne andrà via, quei problemi purtroppo no”.
“L’occasione andava colta ma non dimentichiamo i veri problemi della città”
Critico anche Antonino Randazzo, esponente del Movimento 5 Stelle, che contesta l’ordine delle priorità cittadine dettato dai social network: “Avrei preferito parlare della non gestione pubblica delle spiagge e dei gravissimi ritardi sul Pudm, o del diserbo e del mancato spazzamento ormai cronico, piuttosto che di Dua Lipa, come vuole il sacro social. Posso solo dire che è una occasione importante di visibilità della nostra città che andava certamente colta”.
Il nodo dei servizi e dei grandi eventi
Il matrimonio della popstar riapre dunque il dossier sulle ordinanze di chiusura e sui servizi di prossimità nel perimetro urbano. Se l’ala governativa spinge sulla narrazione di una Palermo hub culturale e turistico globale, le opposizioni restano guardinghe, chiedendo che i riflettori accesi dalle celebrità non finiscano per oscurare le vertenze aperte sulla manutenzione ordinaria e sul decoro dei quartieri.

