E adesso spegniamo la tv - Live Sicilia

E adesso spegniamo la tv

IL PROFETA DEL TELEQUIZ
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Buonanotte, Mike. Non eri una creatura semplicemente umana. Eri la televisione. Eri il numinoso messaggero venuto ad annunciare l’avvento di una nuova divinità. Eri il bianco evangelizzatore del tubo catodico, l’intermediario che avrebbe condotto, per sempre, nel paradiso del telequiz noi poveri e fragili spettatori, bimbi sperduti nel limbo della frequenza, nelle spire del telecomando. Tu, più di tutti, hai saputo incardinare il linguaggio di quella comunicazione originale nel cuore delle poltrone sistemate ogni sera davanti al teleschermo. Tu, angelo del focolare, più di tutti, sapevi farti grande come la dea che rappresentavi e, al tempo stesso, ridurti all’infinitesima piccolezza degli ultimi occhi mischiati agli altri centomila per assistere allo spettacolo. Guardarti con riconoscenza, trovarti immancabilmente al tuo posto, con quell’accento, con quella pettinatura, significava guadagnare la sicurezza eterna e quotidiana. Fidare nella circostanza suprema: nulla ci avrebbe turbato. Anche per quella notte l’asse terrestre non si sarebbe spostato.
In un’era lontana gli uomini e la tv si guatavano con reciproco sospetto. Troppo caldi gli uni, troppo algida l’altra, soltanto l’ennesimo elettrodomestico impiccione. E infatti ebbe buon gioco il grande Eduardo. Una volta lo chiamarono a casa e qualcuno incautamente disse: “Maestro, qui è la televisione”. Lui rispose, da napoletano mordace: “Uè, un momento che le passo il frigorifero”. Poi arrivasti tu, il Dulcamara che infuse nella retina di tutti un veritiero elisir d’amore. I tele-spettatori e la tele-visione cominciarono ad andare d’accordo. Strinsero un’alleanza nel tuo nome. Non a caso, amico dei tuoi penultimi e ultimi giorni è stato Fiorello, l’ultimo essere umano passato (per caso) nel deserto della tv contemporanea.
E adesso che ne sarà di quel patto? Noi lo consideriamo revocato. La tele-disumanità di oggi ti aveva già messo al margine con la sua arrogante sconcezza. Buonanotte, signor Bongiorno. Buonanotte signora Longari. E adesso noi spegniamo la tv.


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