E' Genovese l'uomo forte del Pd| E i renziani puntano in alto - Live Sicilia

E’ Genovese l’uomo forte del Pd| E i renziani puntano in alto

Francantonio Genovese

I risultati delle primarie in Sicilia ridisegnano la geografia del potere nel Pd: se Genovese è il nuovo uomo forte dei democratici, gli altri big racimolano ben poco, mentre i renziani raggiungono cifre inaspettate.

PRIMARIE IN SICILIA
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PALERMO – Le primarie del centrosinistra rischiano di rivelarsi un vero e proprio tsunami per il Pd. E non solo a livello nazionale. I risultati usciti dai gazebo di domenica scorsa, infatti, hanno in qualche modo ridisegnato la geografia del potere dei big democratici e dato luogo a nuovi rapporti di forza destinati a incidere profondamente in vista delle prossime Politiche.

Un trend che vale in tutto il Paese e, in particolar modo, in Sicilia. I gazebo siciliani, infatti, al netto delle entusiastiche dichiarazioni di facciata dei vertici regionali e locali, descrivono un Pd in pieno tumulto il cui nuovo uomo forte oggi è Francantonio Genovese. Ex sindaco di Messina, ex segretario regionale del Pd, il leader della corrente Innovazioni è l’unico big siciliano a uscire rafforzato da queste primarie che diventano l’ennesima dimostrazione della portata del suo consenso.

E per capirlo è sufficiente guardare ai numeri diffusi dal tavolo organizzativo delle primarie. Messina, feudo del rampollo di una storica famiglia democristiana, è per esempio la Provincia che ha registrato il maggior numero di votanti, ovvero 30.380: cifra da capogiro, specie se rapportata alla popolazione del peloritano di gran lunga inferiore alle province di Palermo e Catania che, sebbene superino il milione di residenti, praticamente doppiando quelli di Messina, si fermano rispettivamente a 28.332 e 22.470. E qual è la Provincia in cui Bersani ottiene la percentuale più alta? Semplice, sempre Messina che regala al segretario nazionale il 64,25 per cento delle preferenze contro il 45,56 del capoluogo e il 48,3 della città etnea.

Un exploit in piena regola, che è solo l’ennesimo successo di Genovese capace, unico fra i big del partito, di piazzare un assessore “politico” nella giunta Crocetta, ovvero il segretario del Pd messinese Nino Bartolotta, così come di aumentare rispetto a cinque anni fa le preferenze del cognato Franco Rinaldi, risultato il più votato alle ultime Regionali con 18.664 preferenze, 51 in più rispetto al 2007 in un periodo di piena anti-politica. Insomma, è Genovese il vero uomo forte del Pd siciliano e sarà lui a dare le carte in vista delle annunciate elezioni nazionali di marzo dalle quali dipenderanno anche i futuri assetti del partito.

Ma il successo di Genovese mette in luce anche i risultati poco esaltanti degli altri big democratici, specie a Palermo. Nonostante il partito isolano fosse al 100 per cento con Bersani, dal segretario regionale a quelli provinciali, passando per parlamentari nazionali e regionali, l’esecutivo e, specie nel capoluogo, anche consiglieri provinciali e comunali, Bersani in Sicilia non va oltre il 51 per cento e a Palermo si ferma addirittura al 45. Un risultato molto al di sotto delle aspettative che, viste le forze in campo, davano il segretario nazionale capace di fare il pieno delle preferenze, anziché fermarsi poco sopra la metà.

Una performance non particolarmente brillante dei vertici del partito, specie a Palermo, che ha creato non pochi malumori tra i democratici e che alcuni, dentro il Pd, già leggono come un chiaro segnale di sfiducia nei confronti dei dirigenti. Una situazione resa ancor più problematica dal fatto che proprio in Sicilia il Pd ha da poco eletto il governatore, che in prima persona si è speso per Bersani: uno schiaffo in piena regola, quindi, in una Regione in cui il Pd sulla carta dovrebbe dettare legge.

E da segnalare c’è anche un altro dato, che probabilmente è il più sorprendente: il 30 per cento ottenuto dei renziani. Una percentuale al di sotto della media nazionale, che però in Sicilia vale doppio se si considera che a sostenere il sindaco di Firenze sono un ex deputato regionale come Davide Faraone, un candidato sindaco sconfitto alle ultime comunali come Giacomo D’Arrigo e alcuni amministratori locali di piccoli centri in giro per la Sicilia, oltre a due ex consiglieri comunali di Palermo come Salvo Alotta e Salvo Mirabile. Insomma, non esattamente un’invincibile armata che però, contro ogni sondaggio che li dava al 10 per cento, hanno saputo raccogliere quasi un terzo delle preferenze con picchi a Palermo, Trapani, Ragusa e Siracusa.

Comunque vada a finire domenica prossima, la conquista del ballottaggio è già un successo per il sindaco di Firenze che, anche se perdesse, è ormai consacrato come un attore politico di primo piano che già da lunedì potrà sedersi al tavolo delle trattative. In caso di vittoria bersaniana, Renzi sarà comunque l’oppositore interno numero uno e in questa veste potrà trattare con i maggiorenti del partito in Sicilia per ottenere un posto al sole per i suoi, anche per le prossime Politiche. Così il Pd potrebbe ritrovarsi i rottamatori in posti chiave del partito, con buona pace di chi aveva esultato per la sconfitta di Faraone alle Regionali. E in caso di vittoria di Renzi, lo tsunami potrebbe anche essere peggiore.

 


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Commenti

    crocetta anzichè nominare suo cognato rinaldi assessore regionale ha nominato bartolotta (segretario prov del pd e uomo di genovese) in quanto “tecnico” ….mah!

    mmmm che foto inquietante…

    The walking dead!

    Definire “Genovese” “Uomo forte”, lla dice lunga sul “COMA” che pervade il PD, siciliano, in mano a “lumia & grecolici”.

    L’analisi fatta dall’individuo che ha scritto questo”articolo” è inconsistente . Il voto per renzi è il voto dell’antipolitica tradotto all’interno del Pd, quindi è assolutamente normale che raggiunga il 30% dei voti. Inoltre è proprio nella provincia di Palermo che si avverte piùà che altrove la crisi e la macchina del fango, complici anche testate online e non (voi ne sapete qualcosa) che hanno attaccato furiosamente il gruppo dirigente del Pd che si è intestato il cambiamento. Occorre anche sottolineare che la vittoria di crocetta parte proprio dal lavoro politico svolto da Cracolici e dal gruppo parlamentare pd all’ars: se non ci fosse stato il Pd, Lombardo avrebbe ricompattato con micchichè e con il Pdl, con il risultato che il fronte politico avrebbe visto una nuova vittoria di questa destra e del cuffarismo e dellutrianismo. Mi raccomando censurate !!!

    Uomo forte, con quella faccia?!? E’ proprio vero che “l’acqua cheta rovina i ponti”…

    Poi si cita D’Arrigo (Renzi nel suo comune ha perso nettamente) e non ad esempio Tadduni (sindaco di Gaggi) che ha sostenuto con molti voti Renzi.

    forse leggendo bene i dati, territorio per territorio, si può comprendere chi si è speso tanto e chi ha ritenuto, che era pago del risultato ottenuto alle ultime regionali, o ha sottovalutato la competizione per la ledearship a livello nazionale, che il voto / la preferenza è facilmente carpibile considerato che solo 3 dei 5 avevano molta visibilità nazionale, poi seguiva Tabacci, da sempre ospite in trasmissioni politiche e quindi la Puppato che tutto sommato ha avuto una buona perfomance. Anche da queste elezioni, le primarie del centro sinistra, è intuibile che i cittadini hanno una libertà limitata, sono condizionabili, emblematici i dati dei piccoli centri, dove la presenza di un consigliere comunale o altro schierato per uno dei candidati che fa la differenza. Quindi ritengo che anche se il voto deve essere decentrato per facilitare il cittadino nell’espressione del voto, lo spoglio delle prefenze deve essere fatto a livello provinciale per rendere incrontrollabile la volontà del cittadino del quartiere della grande città o del piccolo centro dell’interno dell’isola o sul mare. Ed i cittadini debbono sapere che la loro preferenza non può essere controllabile e che il suo voto è effettivamente segreto. Un abbraccio a tutti e complimenti all’On.le Genovese che mi pare si è impegnato molto per le regionali ed ora per Bersani.

    certo che chi scrive questi articoli potrebbe risparmiarsi l’inchiostro,la verità è che molti dei politici sono assolutamete inadeguati e non hanno consenso, gente trombata che cerca di farsi spazio millattando responsabilità che nessuno ha dato

    stiamo qui a commentare gli articoli di questo sito che tende sempre a screditare o il governatore o il PD in generale, non ho mai letto un articolo dove si evince che il Presidente fa bene o altro

    giulio
    ti è sfuggito qualcosa…o forse più di qualcosa!

    Buongiorno signora Totina, siamo quasi omonimi perchè anche a me qualcuno mi chiamava Totino, e questo non è poco per me, mi scusi per qualche refuso, però ho espresso un’idea per rendere il voto dei cittadini segreto, ed ho cercato di leggere il dato dell’articolo, punto. Pert il resto siccome non voglio sprecare tempo, La invito domenica p.v., 2/12/12, a darci una mano a continuare la pjulizia di un’area da destinare a campo di calcio nel quartiere S Giovanni Apostolo, ex CEP, di Palermo, di fronte la chiesa, un caro saluto da totino

    Forse qualcuno dimentica che i voti dati a Bersani o a Renzi, non sono da indicare come sintomo delle forze di partito che sostengono l’uno o l’altro candidato. La forza di Renzi si trova nello stesso Renzi, e quindi nè Faraone nè altri sono la causa di un ottimo risultato come quello di renzi

    “Messaggio del capo dello Stato a Roberto Giachetti, il deputato del Pd che ha interrotto uno sciopero della fame di 88 giorni per sollecitare la riforma del «Porcellum»

    Mannaggia a questi Politici !
    Una volta tanto che cercano di fare una cosa buona, poi la interrompono…….

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