Quanto è mancato un Bossi siciliano?

 È mancato un Bossi siciliano?

L'assenza di un leader in grado di suscitare entusiasmi e furori
LE POLEMICHE
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Tanta ridondante agiografia postuma perfino all’interessato sarebbe apparsa stucchevole. Umberto Bossi, il leader celodurista della Lega, scomparso qualche giorno fa, era un ispido combattente e lo sapeva. Nessuna concessione al fioretto, spazio alla metaforica clava.

Nel celebrare la sua indiscutibile verve innovativa, troppi hanno glissato sugli aculei di una comunicazione, condita di marcato antimeridionalismo, che anticipò e sdoganò un modo aspro di stare in politica.

Non c’erano mediazioni possibili nel linguaggio, mentre sparivano dal vocabolario bossiano le maniere un po’ ipocrite di un mondo in cui le ginocchiate (sempre metaforiche) sotto la cintura erano ammesse, benché fossero pubblicamente esecrate. Bossi fu un lottatore ferocemente leale nell’accettazione dei corpo a corpo più serrati. Oltre l’espressione del dovuto cordoglio, non è lecito dimenticare un grumo estremo di idee e slogan con vista sulla Padania.

Manca un Bossi siciliano?

Eppure, nello sviluppo di una collocazione storica tra chiariori e oscurità, viene da domandarsi: è mancato un Bossi siciliano? E’ mancato, alle nostre latitudini, un comandante in capo in grado di combaciare, in grande parte, con le aspirazioni di un popolo definibile, come è stato per l’uomo del Nord? C’è mai stato qualcuno che abbia saputo sollevare, in eguale misura, entusiasmi e furori?

Appena una suggestione. Poniamo la riflessione in punta di domanda, senza, dal canto nostro, scorgere un profilo che sia o che sia stato lontanamente assimilabile al fondatore della Lega Nord. Riconosciamo, a prescindere dagli eccessi, dalla foga, dalle offese, dalle storture, l’identificazione di una comunità con chi la rappresentò, giurando di difenderla, in una ordalia senza quartiere.

L’incoronazione di Grillo

Per la verità, i siciliani incoronarono Beppe Grillo, un fuoriconcorso, riconoscendogli l’inarrivabile carisma destinato a traboccare, dopo la famosa traversata. Il fondatore del Movimento Cinque Stelle seppe toccare le corde del risentimento di una terra depressa. Ma era arrivato soltanto per andarsene.

Chissà come sarebbe cambiata la storia della Sicilia con un Bossi nato, magari, a Ognina. Chissà come cambierebbe ancora se, fra diversi politici buoni o un po’ meno buoni, sorgesse nell’Isola un leader autoctono, con la stessa stoffa intrisa di orizzonti e vaffa. Al momento non c’è. Sarebbe, comunque, una storia da raccontare.

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