PALERMO – Raccontano che il primo campanello d’allarme per lei sia suonato solo qualche giorno prima che la bomba Humanitas scoppiasse in commissione Sanità. Dicono che quel giorno Lucia Borsellino abbia incontrato per caso Annunziata Sciacca. E che quando quest’ultima si è qualificata come madre del deputato regionale Luca Sammartino menzionando l’accordo tra Regione e Humanitas, l’assessore abbia cominciato a mettere a fuoco. Quel pasticcio che Lucia Borsellino, la cui integrità e trasparenza sono universalmente riconosciute, considera un errore. Per il quale, raccontano, non si dà pace. Vero o no che sia il racconto (di primissima mano) dell’incontro, la sofferenza dell’assessore è stata evidente. Chi l’ha vista in questi giorni riferisce di una persona molto provata. La Borsellino è stata profondamente amareggiata dal caso Humanitas e l’altroieri era pronta a dare le dimissioni, che Rosario Crocetta ha stoppato offrendole il massimo sostegno con dichiarazioni pubbliche. Ma l’amarezza per il pastrocchio dell’Humanitas, in cui l’assessore è caduta mani e piedi, resta tutta.
“Mi sono fidata e ho sbagliato”, si sarebbe sfogata con i suoi collaboratori più stretti la Borsellino, ricostruiva ieri Repubblica. Che, giurano tutti, non era a conoscenza delle contiguità “politiche” del caso Humanitas. Che non sapeva, scriveva ieri lo stesso quotidiano, che il dirigente del dipartimento Ispettorato Ignazio Tozzo, uno dei due dirigenti che ha predisposto la bozza d’intesa con Humanitas, è ritenuto vicino a Lino Leanza, leader di Articolo 4, il partito di Luca Sammartino, figlio e nipote dei due vertici manageriali della clinica catanese.
Gli attacchi frontali che le sono piovuti addosso dalla politica hanno fatto male alla Borsellino, che politica di professione non è. Nei suoi sfoghi, raccontano, sarebbe finita anche il segretario generale Patrizia Monterosso, che avrebbe dovuto consigliare meglio l’assessore, mettendola in guardia. Giovedì pomeriggio, quando le voci di dimissioni hanno cominciato a circolare e sono state puntualmente riportate da Livesicilia, dal Pd ci si è mossi per dare una mano all’assessore, che i democratici non vogliono trasformare in capro espiatorio. Il primo a darle solidarietà è stato proprio Pippo Digiacomo, il presidente della commissione Sanità che ha sollevato il caso Humanitas, esploso nelle mani del governo, che al netto di tutte le precisazioni non ha saputo dare una riposta convincente alla più semplice delle domande: perché deliberare quell’aumento di posti letto se la rimodulazione non era ancora pronta e se l’orientamento era quello del giro di vite alle strutture private?
La toppa messa da Crocetta e dalla solidarietà del Pd, però, non sembra sufficiente a chiudere il caso. La leveta di scudi a difesa della Borsellino ieri è proseguita, con dichiarazioni in sua difesa anche da Udc e Megafono. Nessuno vuole mettere in discussione l’assessore, che continua a godere di grande stima nella maggioranza. Ma nel day after l’impressione generale a Palazzo è che la vicenda Humanitas non potrà non avere uno strascico. “Qualche testa cadrà”, preconizza un peso massimo della maggioranza. “Fossi in Crocetta farei tabula rasa”, commenta un altro altissimo papavero della coalizione. Dove a questo punto, una volta salvato il soldato Lucia, ci si aspetta una mossa dal governo, magari una maxi-rotazione di personale, simile a quelle già varate da Crocetta in altri rami dell’amministrazione, che investa in pieno la Sanità. Il segretario dell’Udc Giovanni Pistorio, che conosce bene gli uffici di piazza Ottavio Ziino essendo stato in passato assessore al ramo, giovedì lo ha detto senza giri di parole: “Crediamo che questa sia l’occasione giusta per intervenire nella struttura dell’assessorato, dove probabilmente non tutti procedono in sintonia con le qualità, la correttezza amministrativa e lo stile dell’assessore”. Il count down per la resa dei conti interna è iniziato.

