"Ecco il nostro progetto civico | Una donna può fare la differenza"

“Ecco il nostro progetto civico | Una donna può fare la differenza”

“Ecco il nostro progetto civico | Una donna può fare la differenza”
Valentina Chinnici

Intervista a Valentina Chinnici. Un nuovo movimento, la città e le scadenze elettorali.

Consigliera Valentina Chinnici, del gruppo ‘Avanti insieme’ a Palazzo delle Aquile, cosa bolle in pentola?

“Stiamo per andare oltre il palazzo per costituire un movimento civico. Ci sono io, c’è Massimo Giaconia, c’è Paolo Caracausi, c’è Tony Sala, c’è Totò Orlando…”.

L’obiettivo?

“Esattamente il ritorno al civismo, il rilancio della società civile, vecchio termine a me molto caro. Ci presenteremo a febbraio con una struttura snella. Vogliamo essere il contenitore delle migliori esperienze dal basso che devono fruttare, di chi non si arrende e lotta ogni giorno”.

Ma perché, scusi, la società civile esiste ancora?

“Certo, la incontro continuamente nei quartieri con una forte connotazione. Oltre la propaganda, c’è una città viva. Ci sono i volontari allo Zen, a Ballarò, a Borgo Vecchio, c’è Fra’ Mauro a Danisinni, ci sono quelli che hanno imparato tanto da Rita Borsellino…”.

Una donna meravigliosa e compianta, come, del resto, Alessandra Siragusa. Però Palermo non le ha forse premiate come avrebbero meritato. Nessuna delle due è mai diventata sindaco.

“Si sono impegnate e hanno dato splendidi risultati in altri ambiti”.

Ma non sarebbe finalmente giunto il momento di un primo cittadino al femminile, solo per provare uno scenario diverso?

“Non credo negli stereotipi di genere, oltretutto, secondo me, sarà difficile se non impossibile sostituire un gigante come Leoluca Orlando. Però, se ci fosse una donna intenzionata a non imitare il modo maschile di fare politica, perché no? Potrebbe essere un valore aggiunto. Sì, potrebbe fare la differenza. Ma io la leadership la declino al plurale. Mi riferisco al ‘noi’, Sempre”.

Le ultime notizie dal Palazzo, parliamo della Ztl, annotano un Orlando in difficoltà, costretto a scendere a patti.

“Non sono d’accordo. Ha scelto consapevolmente un cambio di passo con un maggiore ascolto del Consiglio”.

Ne è sicura? Non è stata una resa?

“Sì, sono sicurissima. Leoluca Orlando è un decisionista, uno che non lascia niente al caso e non ha paura di risultare impopolare se è convinto di avere ragione. Si è trattato di un passo consumato nella massima libertà”.

Come sta Palermo?

“Abbiamo tanti problemi. I Comuni, tutti, attraversano un momento terribile per mancanza di risorse. Non siamo negli anni Novanta. Qui sperimentiamo un senso di immobilismo. La visione politica c’è. Talvolta, proprio per quella mancanza di risorse, non c’è la necessaria ricaduta nella macchina burocratica”.

Resta qualche anno per rimediare.

“Io temo molto il vuoto politico della campagna elettorale. Noi ci esponiamo perché è arrivata l’ora di pensare alla città, di ricucire, di favorire la coesione del territorio”.

Lei si candiderà a ‘sindaca’?

“E’ una domanda che adesso non ha senso”.

Perché?

“Prima vengono le idee, i progetti e la capacità collettiva di costruire. I singoli, in questa fase, non contano”.

 

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