Sicilia, riunione del centrosinistra: le primarie finiscono in standby

Regionali, parte la corsa del campo progressista: primarie in standby

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Il vertice del Centro Pio La Torre
CENTROSINISTRA
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3 min di lettura

PALERMO – Il campo progressista siciliano ha avviato il suo percorso di avvicinamento alle elezioni regionali. Undici le sigle sedute al tavolo del Centro Pio La Torre di Palermo per la prima riunione post-amministrative.

Primarie in standby nel campo progressista

Il vertice, come era prevedibile, non ha sciolto i nodi sulla candidatura per Palazzo d’Orleans ma la rotta intrapresa dal campo largo sembra avere una direzione: si cercherà fino all’ultimo di trovare una sintesi tra i partiti, senza passare dalle primarie.

La consultazione con la base non è del tutto esclusa ma al termine della riunione del Pio La Torre appare una prospettiva più lontana. “Se non si riuscisse a trovare la sintesi per la scelta del candidato presidente e della squadra dubito che riusciremmo a metterci d’accordo per realizzare le riforme che servono alla Sicilia”, le parole del coordinatore regionale M5s Nuccio Di Paola poco prima del vertice.

Di Paola: “In passato le primarie ci hanno diviso”

I Cinquestelle, quindi, premono per evitare quello che viene ritenuto uno strumento comunque pericoloso per i rapporti interni alla coalizione. “Nel 2022 purtroppo le primarie ci hanno diviso, oggi i siciliani ci chiedono compattezza e unione per governare la Regione”, ha ricordato Di Paola.

Barbagallo: “Le primarie? Si può anche derogare”

“Noi continuiamo a proporle, però se dovessero esserci metodi condivisi o personalità così condivise da coinvolgere e convincere tutti i partiti si potrebbe pure derogare a questo strumento”, è l’apertura del segretario regionale del Partito democratico Anthony Barbagallo.

Nuccio Di Paola Miguel Donegani ed Anthony Barbagallo all’ingresso del Centro Pio La Torre

Montalto e Giambrone: “Avanti con il confronto sui territori”

Volti sorridenti anche da parte dei portavoce regionali di Avs, Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone: “Abbiamo ribadito quello che è un dovere politico nei confronti di questa regione, ovvero essere tutte e tutti insieme. Abbiamo anche definito dei punti programmatici fondamentali per andare avanti. La scelta del candidato o della candidata presidente verrà da sola e sarà il frutto del confronto che faremo sul territorio e dentro le nostre comunità”.

Un tour per il programma del centrosinistra

Un confronto che passerà da un tour attraverso le nove province della Sicilia. “Al centro del programma ci saranno proposte su sanità, legalità e servizi pubblici essenziali”, annuncia Barbagallo. Su tutta la riunione del centrosinistra siciliano aleggia l’autocandidatura di Ismaele La Vardera, che anche oggi ha annunciato di non avere alcuna intenzione di fare un passo indietro. Barbagallo però ha parato i colpi: “Arriverà il momento della scelta, in questo momento ci concentriamo sulla proposta da fare ai siciliani”.

Il segretario dem ha frenato anche sull’ipotesi di una candidatura del presidente dell’Antimafia regionale Antonello Cracolici, che su LiveSicilia si è detto disponibile a correre per Palazzo d’Orleans, e intanto ha portato a casa una sorta di giuramento di unità da parte di tutti i presenti alla riunione.

Chi c’era all’incontro del Centro Pio La Torre

“Il tavolo del campo progressista conferma la centralità dell’unità della coalizione, condizione indispensabile per offrire ai siciliani e alle siciliane un progetto credibile per mandare a casa il centrodestra con i suoi scandali e incapacità”, è l’incipit della nota unitaria firmata anche dagli altri presenti: Toni Costumati (Italia viva-Casa riformista), Miguel Donegani e Gandolfo Lo Verde (Controcorrente), Palmira Mancuso (+Europa), Giuseppe Bruno (+Uno), Nino Oddo (Psi), Carmelo Miceli e Antonio Ferrante (Progetto civico), Giovanni Scicolone (Spazio civico) e Pippo Zappulla (Sinistra futura).


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