Emendamento 'Salva-Sicilia' | C'è speranza per la manovra - Live Sicilia

Emendamento ‘Salva-Sicilia’ | C’è speranza per la manovra

Una norma presentata alla Camera permetterebbe di spalmare tutto il disavanzo in 30 anni.

Bilancio
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PALERMO – Ora la norma c’è. O almeno l’emendamento. E la speranza è che il Parlamento lo approvi facendolo diventare legge e dando una boccata d’ossigeno alla Sicilia.

L’auspicio è risuonato ieri più volte nel dibattito d’Aula a Sala d’Ercole sul bilancio. La Regione ha un disavanzo da due miliardi e cento milioni da ripianare. Per un miliardo e mezzo è stato concesso alla Sicilia di spalmare la somma in trent’anni, con rate da poco più di cinquanta milioni Ma per seicento milioni si è dovuto recuperare tutto in tre anni, infliggendo un capestro da duecento milioni all’anno che ha strozzato i documenti contabili portando alla manovra “lacrime e sangue” che tra otto giorni sarà discussa a Sala d’Ercole.

E allora, per ridare fiato ed evitare il massacro, l’unica speranza è che anche quei seicento milioni si possano spalmare in tre decenni. Ma perché ciò sia possibile serve un intervento normativo, auspicato più volte ieri negli interventi in Aula. Adesso, un emendamento presentato ieri al ddl di conversione del decreto legge sulla semplificazione può risolvere la faccenda. L’emendamento è firmato dal deputato toscano di Forza Italia Felice Maurizio D’Ettore e da altri forzisti. Non è formalmente destinato solo alla Sicilia ma è una norma generale che consente alle Regioni di recuperare in trent’anni il disavanzo, “liberando così significative risorse per investimenti con funzione anticongiunturale e di sostegno all’economia”, si legge nella relazione, e se approvato consentirà alla Sicilia di spalmare anche i 600 milioni in trent’anni, evitando così i tagli pesantissimi della manovra.

“Una norma ragionevole, a costo zero per lo Stato, che in un contesto di recessione come quello certificato dall’Istat si rende ancora più auspicabile”, commenta con ottimismo l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao. Se il Parlamento voterà l’emendamento, si potrà rimettere mano ai documenti contabili, rimpinguando le somme tagliate. Il Pd oggi con Giuseppe Lupo ha criticato la scelta del governo di andare avanti piuttosto che prorogare l’esercizio provvisorio in attesa di “ottenere migliori condizioni per la copertura del disavanzo” da un confronto col governo. Un confronto che potrebbe essere non necessario se la norma di iniziativa parlamentare dovesse essere approvata.

 


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Commenti

    Quello che non si dice è che questo disavanzo è conseguenza della scelta del governo Crocetta e dell’assessore all’economia Baccei -il fiorentino proconsole di Renzi nell’isola- di cassare quasi 6 miliardi di crediti che la Regione Siciliana aveva nei confronti dello Stato dichiarandoli inesigibili. A un tratto così siamo diventati da creditori dello Stato a debitori e adesso noi Siciliani dobbiamo svenarci e sperare in qualche emendamento per pagare per chi sa quanti anni quello che prima era il nostro debitore.

    Si in effetti l’ottimismo del solito Armao di turno è comprensibile 600 milioni : 30 anni = 20 milioni di euro/anno + l’incognita di aggiunta da gestione allegra e stipendi agiati? Si in effetti un vero REGALO ALLA SICILIA ED AI GIOVANI ….. complimenti – OTTIMISMO

    Infatti ancora non capisco che aspettano ad impugnare quell’atto incosciente di un piccolo presidente.

    All’Assessore all’ Economia ed ai Deputati di Forza Italia va il mio personale plauso per l’eccellente soluzione che lascia Lupo e le sue eccellenti idee partorite al freddo e al gelo… Ma davvero non ti rendi conto di quanto fatto da te e dai tuoi predecessori. E da lettrice di Live Sicilia mi auguro di non leggere più del reginetto romano; specialmente quando canta la mezza messa.

    O legge o no del parlamento occorre evitare sprechi ed eliminare privilegi . Se non si fa la Regione continuerà a indebitarsi. Se la Regione spende con buon senso i diritti che derivano dallo Statuto autonomo posso essere rivendicati con forza iniziando dall’art. 38 dello stesso Statuto. La Sicilia in questi ultimi 10 anni è stata depredata dallo Stato. Ma La Sicilia ha le sue colpe e la classe politica ha le maggiori responsabilità.

    Ma sig. Fabrizio lei è veramente convinto che lo Stato..in affanno finanziario..avrebbe mai pagato quei crediti che la Sicilia diceva di vantare? Se vogliamo prenderci in giro e vantare coperture inesistenti a spese pazze e clientelari le do’ ragione.
    In realtà il disavanzo è stato originato, prevalentemente, dalle gestioni ante Crocetta, basta leggere i giudizi di parificazione della CdC ai precedenti esercizi. Tutti noi dovremmo farlo, giornalisti in primis, si trovano nel sito della CdC Sicilia, sono facilmente leggibili e c’e’ anche la sintesi della relazione e non sono particolarmente tecnici.
    Se ogni siciliano li leggesse non si farebbe prendere per i fondelli dai nostri politici ..

    Grazie sempre a Cricetta e alla rinuncia del contenzioso!

    Questi incompetenti con il loro STRAORDINARIO QUALUNQUISMO – hanno distrutto quotidanietà e speranze delle famiglie. VERGOGNA.

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