Emergenza acqua a Palermo | Ecco il piano di Musumeci

Emergenza acqua a Palermo | Ecco il piano di Musumeci

Emergenza acqua a Palermo | Ecco il piano di Musumeci

L'Ars tornerà a riunirsi dopo le elezioni politiche: la prossima seduta si terrà mercoledì 7 marzo.

PALERMO – L’emergenza acqua a Palermo è stata certificata dal governatore Musumeci all’Ars: “Nel biennio 2016-2017 si è registrata una generale riduzione della piovosità sull’intero territorio regionale e in particolare su quello di Palermo. La domanda di approvvigionamento dell’area di Palermo e dei comuni costieri, in condizioni di regime ordinario, è di 3.300 litri al secondo, 2700 solo per il capoluogo. Allo stato attuale l’erogazione è di 3.000 litri al secondo, 2.400 su Palermo”. Nero su bianco nella relazione del presidente della Regione la crisi idrica che sta preoccupando i palermitani da settimane. L’8 febbraio la Presidenza del Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza e adesso, ha spiegato il governo regionale (Cordaro ha parlato per Musumeci, afono per via di una laringite) “siamo in attesa dell’ordinanza della Protezione civile per disciplinare nel dettaglio interventi e modalità”. Gli interventi del governo si indirizzano principalmente in tre direzioni: ripristino ed ammodernamento della rete attuale, realizzazione di nuovi dissalatori, utilizzo di pozzi privati per far fronte all’emergenza dovuta, anche, “alla diminuzione delle piogge”.

Ecco la lista degli interventi proposti: bypass dell’acquedotto di Scillato, per il rifacimento del tratto di acquedotto danneggiato dalla frana del 2002, un intervento già previsto nel Patto per la Sicilia, costo 4 milioni 880 mila euro, con la partecipazione di fondi Amap; il ripristino dell’esistente condotta per il parziale vettoriamento delle acque di Presidiana di Cefalu, per l’abbattimento dei sali, costi a carico dell’Amap; impianto di dissalazione alimentato con acqua di Presidiana; nuovi e moderni impianti di dissalazione a Trapani e Palermo, che “permettano di affrontare anche eventuali futuri scenari di crisi conseguenti ai cambiamenti climatici in atto”; utilizzo di pozzi privati resi disponibili dai proprietari; uso di ulteriori pozzi in prossimità di esistenti condotte di adduzione.

“Una delle cause della crisi idrica in Sicilia è data dalle perdite nelle reti, addirittura oltre il 50 per cento. Per questo DiventeràBellissima presenterà un disegno di legge per obbligare i Comuni a redigere un piano quinquennale di mappatura delle proprie reti, indispensabile pure per contrastare gli allacci abusivi”,ha detto Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars, intervenendo in aula ed aggiungendo: “C’è pure un problema relativo al costo all’ingrosso dell’acqua in Sicilia, il secondo più alto di tutta Italia. La parte fissa erogata da “Siciliacque spa” costa ben 69 centesimi per metro cubo e alla fine a pagare il conto sono gli utenti, con bollette superiori di oltre il doppio di quanto accade in Lombardia”.

Aricò ha poi ha puntato l’indice contro “la gestione poco accorta del Dipartimento regionale dell’Acqua durante il governo Crocetta, con ad esempio la chiusura dei dissalatori di Trapani, Gela e Porto Empedocle” e ribadito “la necessità di tenere conto delle mozioni sulla continuità territoriale approvate dall’Ars, in modo da dare risposta all’emergenza pure nelle isole minori”.

La seduta è proseguita con gli interventi dei promotori delle diverse mozioni sul tema, che saranno votate al termine dei lavori d’aula, e con il dibattito parlamentare. “I cittadini hanno il diritto di sapere qual è l’entità della crisi idrica e come il governo Musumeci intende far fronte all’emergenza per evitare il razionamento dell’acqua”, ha detto il presidente del gruppo parlamentare Pd Giuseppe Lupo in Aula. “L’acqua è un bene prezioso e l’aumento dei consumi, tipico della stagione estiva che si avvicina, non può cogliere impreparati. È urgente intervenire – ha proseguito Lupo – per rendere pienamente utilizzabili le risorse idriche che abbiamo a disposizione con un adeguamento dell’impiantistica e una corretta programmazione a partire da una gestione del sistema idrico integrato, che preveda sinergie tra autorità d’ambito e singoli Comuni”. “È necessario – ha concluso – che il governo informi puntualmente l’Ars sull’andamento della crisi idrica ed in particolare sugli interventi realizzati e da realizzare in base a un preciso cronoprogramma”.

“Il Governo regionale – ha detto invece Claudio Fava – non si può limitare alla disamina tecnica dell’esistente ma deve assumere responsabilità ed impegni precisi. Oltre il 45% dell’acqua immessa in rete si perde, mentre nel 2006 era il 35%. Gli invasi sono in buina parte inutilizzabili per mancanza di collaudi e manutenzione, una situazione fotografata già nel 2002 dall’allora presidente della Regione e che è rimasta invariata dopo 15 anni. I fondi spesi per la manutenzione degli impianti sono diminuiti di oltre il 75% in pochi anni. Questo, e non solo la situazione meteo, crea l’emergenza. E mentre oggi discutiamo di turnazioni e invasi abbiamo buttato a mare, letteralmente, milioni di metri cubi di acqua semplicemente perché non si è provveduto ai necessari lavori di manutenzione delle dighe”. “La mozione presentata oggi – ha concluso riferendosi all’atto di cui è primo firmatario – non si limita a ricostruire le origini del disastro ma avanza proposte per uscire dall’eterna emergenza idrica in Sicilia. Serve un piano di organico di interventi per la manutenzione degli impianti e degli invasi e serve, parimenti, dare finalmente piena attuazione al sistema di controlli e vigilanza nel rapporto con le società che gestiscono la distribuzione”.

Al termine del dibattito sulla crisi idrica l’Ars ha discusso ed approvato alcune mozioni sul tema, tra cui quella di Fava. Subito dopo sono stati approvato due ordini del giorno, il primo per la costituzione della commissione Statuto ed in secondo per la costituzione della commissione per lo studio del fenomeno del Randagismo in Sicilia. L’Ars tornerà a riunirsi dopo le elezioni politiche: la prossima seduta si terrà mercoledì 7 marzo alle ore 16.


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