Etna, brand universale |Valorizzarlo per rilanciare l'Isola - Live Sicilia

Etna, brand universale |Valorizzarlo per rilanciare l’Isola

Una lunga e intensa giornata di lavori, voluta dai giovani di Confcommercio e dal Parco dell'Etna. per valorizzare il vulcano più alto d'Europa.

ETNA – Sviluppo (eco)sostenibile, offerta turistica, tutela e valorizzazione del territorio: questi i temi del convegno che oggi ha animato il monastero di San Nicolò La Rena di Nicolosi, patrocinato dai Giovani Imprenditori di Confcommercio. Idea fondante, quella di una gestione del territorio che superi le iniziative individuali, composta invece da reti di progetti e azioni concrete. Da ciò, la presenza di decine di esperti in settori diversi: dai trasporti alle scienze ambientali, dalla letteratura allo spettacolo, politici, economisti e guide escursionistiche.

Tutti, con le loro competenze, si sono confrontati attraverso tavoli tecnici cercando punti di contatto e soluzioni ottimali, realizzabili soprattutto in breve tempo. Fulcro del discorso è un’idea fortemente inclusiva del territorio etneo: una “macroregione”, nelle parole di Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna: “Occorre avviare un processo di crescita verso lo sviluppo sostenibile”, afferma la presidente, “e questo è un obiettivo primario anche rispetto a quello economico. Il territorio compreso tra Alcantara, Simeto e costa ionica è fortemente inquinato: noi intendiamo realizzare un luogo che sia soprattutto vivibile”.

“Possiamo dare una svolta alla provincia”, concorda in termini simili Pietro Ambra, presidente dei Giovani Imprenditori catanesi, “bisogna costruire reti e diffondere cultura, appoggiandoci alla memoria storica ma coi mezzi di comunicazione attuali. Perciò oggi abbiamo chiamato a raccolta soggetti ed enti diversi, con un riscontro che ci pare ottimo”. Affermazione ribadita dal presidente nazionale, Alessandro Micheli. Nella conferenza della mattina, moderata dalla giornalista Melania Tanteri, si sono sollevati spunti diversi sul tema. Largo spazio è stato dato ovviamente all’Etna, sorta di nume tutelare dell’iniziativa di oggi nonché patrimonio UNESCO: la dott.ssa Agata Puglisi ha ampiamente illustrato il programma “Man and the Biosphere”, messo a punto dall’agenzia fin dagli anni ’70 per proporre una forma di sviluppo tendente a coniugare scienze ambientali, economia e risorse energetiche rinnovabili: un patto per il benessere della popolazione, volto ad un’armonizzazione empatica con l’ambiente naturale, fuori dal concetto limitante di “riserva”.

“L’Etna è un’opportunità innegabile per il rispetto dei valori della sostenibilità a livello collettivo”, ha ribadito Valentina Palermo, del Comitato Giovani UNESCO Sicilia. “Usciamo ormai dall’idea individuale di ‘benessere’ “, ha fatto notare Francesco Mannino, presidente dell’associazione “Officine Culturali”, mettendo in luce il superamento di un modello di vita che chiede necessarie alternative rivolte alla comunità. Sul versante dei trasporti, Nino Torrisi –amministratore delegato SAC- ha ribadito la necessità di una connessione tra strutture aeroportuali, imprenditori e realtà istituzionali; Alessandro Di Graziano, direttore FCE, ha esposto alcuni dei progetti che renderanno la rete ferroviaria catanese un’ulteriore eccellenza dei trasporti interni, snellendo sempre più la presenza di automobili: il completamento della metropolitana, previsto entro i prossimi sette anni, darà un contributo notevole. Per il resto, la storica azienda catanese risulta aperta alle idee più valide nel proprio ramo. Mario Bevacqua, vicepresidente UFTAA, ha stigmatizzato lo scollegamento totale tra le iniziative attorno al “continente Etna”, ribadendo l’esigenza di “sistemi” di collegamento tra strutture e la necessità di superare ogni possibile rivalità in nome di una riuscita comune. Paolo Patané ha esposto i vantaggi non indifferenti dell’inclusione tra i siti UNESCO, conseguibili tuttavia in un regime di cooperazione: tutela e valorizzazione dei luoghi, produzione di risorse economiche e, non ultimo, la possibilità di attrarre idee, talenti e investimenti.

I lavori sono stati anche occasione per presentare un antico palmento: luogo a suo modo simbolico, che rappresentava il cuore economico dell’antico monastero, ed è oggi completamente ristrutturato per accogliere prossimamente una struttura museale. Qui si è tenuto un momento conviviale, allietato da un’ottima selezione di prodotti tipici: anche questo versante rientra nell’ esperienza della cultura locale.


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