CATANIA – Una nuova eruzione laterale dell’Etna ha preso avvio nella notte di Capodanno, sorprendendo ancora una volta studiosi e osservatori. Intorno alla mezzanotte del primo dell’anno, i sensori satellitari hanno registrato anomalie termiche e, in mattinata, le immagini hanno evidenziato un nuovo flusso lavico nell’alta Valle del Bove, sotto la cresta di Serracozzo.
A descrivere l’evento è il vulcanologo dell’Ingv-Oe di Catania Boris Behncke, che spiega come si sia attivata una frattura eruttiva con più bocche in prossimità del Monte Simone, a circa 2.100 metri di quota. La colata ha raggiunto quota 1.580 metri e, pur apparendo visivamente bassa e vicina ai paesi del versante orientale, non rappresenta al momento un pericolo. “Dal fronte più avanzato mancano circa 5 chilometri a Fornazzo e 5,5 a Milo, distanze non facilmente superabili”, sottolinea.
L’inizio dell’eruzione non è stato osservato direttamente a causa della densa copertura nuvolosa, ma in serata un forte bagliore è diventato evidente nelle immagini delle webcam. Almeno due bocche mostrano attività di spattering, con il lancio di brandelli di lava incandescente.
“Ancora una volta – conclude Behncke – ci ha sorpreso : il tremore vulcanico era in diminuzione e l’attività ai crateri sommitali appariva modesta. Ma che vulcano incredibile che abbiamo”.
Aggiornamento sull’attività del Vulcano
Continua ad assere alimentata la colata che emerge della bocca effusiva nella Valle del Bove dell’Etna, in prossimità di monte Simone, a circa 2.100 metri sul livello del mare. Secondo osservatori presunti sul posto, il fronte lavico sarebbe avanzato arrivando a circa 1.420 metri di quota. Lo scenario eruttivo è quello di una zona desertica lontana dai centri abitati. L’allerta vulcanica per l’aviazione, il Vona, rimane di colore arancione, il terzo livello di allarme su una scala di quattro, ma l’attuale attività dell’Etna non impatta sull’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.

