Il selfie ed è polemica tra Falcone e Barbagallo

Falcone pubblica il selfie, Barbagallo attacca: la polemica

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Il selfie (con la macchina ferma, in coda, non in movimento). Ed è subito polemica. Scrive l’eurodeputato forzista, Marco Falcone su Facebook: “Con gli amici e colleghi Raffaele Stancanelli e Ruggero Razza, siamo riusciti a prendere da Lamezia Terme, in Calabria, l’ultimo volo utile per raggiungere Basilea, e quindi Strasburgo per la Plenaria di luglio del Parlamento Europeo”.

“Come migliaia di siciliani, stamattina (ieri, ndr) – si legge -, abbiamo sperimentato i disagi fra traghetti, code agli imbarchi e collegamenti aerei cancellati per la chiusura dell’Aeroporto Catania, dovuta alla cenere vulcanica. E poi c’è ancora chi si chiede a cosa serva il Ponte sullo Stretto…”.

“Noi continuiamo a lavorare in Europa, perché la nostra Isola abbia finalmente le infrastrutture che merita e perché la sua condizione di insularità non sia più un limite, ma una forza”, è la conclusione.

La replica di Barbagallo

La replica del segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, non si fa attendere. Sempre su Facebook. “La parte più divertente del racconto dei tre catanesi, rappresentanti della politica siciliana a Strasburgo è il ‘ci siamo sentiti come i siciliani'”. Ma anche NO!!! vi siete sentiti come tre eurodeputati costretti a cambiare itinerario”, scrive.

“I siciliani vivono ogni giorno con aeroporti in crisi, collegamenti insufficienti, sanità al collasso e nessun piano B quando qualcosa va storto. Come al solito, i siciliani e i turisti hanno dovuto cedere a speculazioni insopportabili per transfert da Catania a Palermo/Comiso ai soliti sciacalli che ne approfittano!! Il tutto senza nessun coordinamento e comunicazioni tempestive”.

Barbagallo incalza: “Se volete capire davvero come si sentono, iniziate a occuparvi dell’aeroporto di Catania e di quello di Comiso, della gestione fallimentare SAC o almeno di una CT-PA talmente orripilante da prendere lezioni di sicurezza e funzionamento financo dalla Salerno-Reggio Calabria! Che beffa. Della promessa del ponte c’è sempre tempo per parlarne. Dal 1866 è sempre attuale…”.


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