Fallimenti-bancomat e notai | Marcatajo, l'inchiesta si allarga - Live Sicilia

Fallimenti-bancomat e notai | Marcatajo, l’inchiesta si allarga

L'avvocato Marcello Marcatajo

L'avvocato civilista arrestato nell'operazione Cicero acquistava immobili con i soldi di una curatela fallimentare. Nessuno si è accorto del buco. Tirata d'orecchie per i notai: mai denunciate irregolarità nelle compravendite dei boss.

MAFIA, IL BLITZ DI PALERMO
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PALERMO – Nessuno vede. Nessuno provvede. E la mafia accumula patrimoni. L’avvocato Marcello Marcatajo usava i soldi della curatela fallimentare come se fossero i suoi. Firmava assegni appoggiati sul conto corrente della Kemonia, una srl palermitana che il Tribunale di Palermo aveva affidato al civilista arrestato per riciclaggio. È accaduto per un attico in via Jung e per alcuni box in via Corradini. Marcatajo, amministratore di una società, secondo l’accusa, comprava gli immobili con i soldi della Kemonia – mancano all’appello 215 mila euro – e poi li trasferiva nella disponibilità delle società dei Graziano. Altre volte, per ripulirli, faceva finta di acquistare immobili dalla famiglia mafiosa firmando dei preliminari che non venivano concretizzati.Oppure accendeva mutui bancari con le società a lui intestate e poi pagava le rate con soldi dei boss.  .

La cronaca del blitz di due giorni fa impone una nuova riflessione sulla gestione della sezione Fallimentare del Tribunale palermitano. I pubblici ministeri si chiedono come sia potuto accadere che nessuno si sia accorto della mala gestio dei soldi della Kemonia. Neppure i giudici che avevano nominato il legale nella curatela fallimentare. Non è escluso che Marcatajo possa avere fatto carte false per nascondere le operazioni illecite e farsi beffa dei controlli. In ogni caso il sistema ha mostrato delle falle su cui adesso indagano i magistrati e la Polizia valutaria. I finanzieri hanno prelevato nello studio dell’avvocato, in via Enrico Albanese, i faldoni del fallimento Kemonia e degli altri nove affidati dal Tribunale al professionista. Ce ne sono ancora otto aperti. Questo l’elenco completo: impresa individuale Virzì Cinzia, Siciliana Precompressi srl, Doma srl, Kemonia srl, Gurfa scarl, Casarubea Maria Silvana, Ditta Figli di G.B. Marino, Spera Antonio, Fin Leasing. Lito Sud. Tranne Kemonia e Gb Marino sono tutte procedure ancora in corso. Dal primo screening dei documenti emergono già delle irregolarità.

Irregolarità di cui, ed è un altro dato di cronaca, neppure i notai che hanno rogitato le compravendite di diversi immobili si sono accorti. Eppure, secondo gli investigatori, era impossibile non notare che gli assegni – circolare e non trasferibili – utilizzati per pagare gli immobili fossero intestati a persone o società che nulla avevano a che vedere con venditore e acquirente. Per uno dei notai, il cui nome si è ripetuto negli affari, secondo i pm Tartaglia, Del Bene, Picozzi e Luise, ci sarebbero stati i presupposti per un’incriminazione. Nel frattempo, però, il professionista è deceduto. Per tutti gli altri, e sono tanti quelli che popolano le carte giudiziarie, gli accertamenti sono in corso.

Si ripropone da subito un tema caldo agli investigatori: di fronte alla mole di indagini che smascherano eserciti di prestanome resta lettera morta l’obbligo dei professionisti iscritti agli ordini di segnalare operazioni commerciali e finanziarie sospette. Non siamo al cospetto di disperati che si intestano una società in cambio di poche centinaia di euro – accade anche questo -, ma di professionisti esperti. La legge anti riciclaggio obbliga tutti – banche, intermediari finanziari, notai, avvocati e commercialisti – a segnalare le operazioni sospette. In Italia esiste l’Uif, l’unità di informazioni finanziarie a cui dovrebbero pervenire le segnalazioni. Nell’ultimo triennio i numeri delle segnalazioni sono prossimi allo zero. L’anno scorso il colonnello Calogero Scibetta, il comandante del Nucleo di Polizia Valutaria che ha coordinato il blitz di due giorni fa, scelse proprio un convegno di notai per dire che era giunto il momento di essere davvero trasparenti. Non è un caso che il procuratore Francesco Lo Voi, proprio ieri, abbia annunciato l’impiego delle risorse più qualificate per stanare i professionisti al soldo dei boss. O, peggio, in combutta con i capimafia.


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Commenti

    Non ci posso credere…pure i notai….ma dai! E nessuno lo ha mai segnalato…sono basito.

    Ho già in altre occasioni ringraziato le forze dell’ordine, anche da questo sito, per il lavoro svolto. Lo ribadisco, in modo monotono, come monotono forse è il loro lavoro nello spulciare le carte di questi malfattori: grazie, grazie, grazie.

    economia malata,corrotta,spregiudicata ma che alla fine fa girare i soldi di un grande sistema economico che ci riguarda…senza questo andremmo ancora peggio …purtroppo.segnalazioni zero …ci credo i notai,avvocati,commercialisti…gli si ridurebbe il lavoro in maniera esponenziale come gia succcede con tutte queste leggi che frenano il sistema ma alla fine si trovano falle da tutte le parti.

    La passata presidenza del sez. Fallimentare dovrebbe dare parecchie risposte peccato che non vi sia nessuno che vi pone domande.

    Come mai i pm Tartaglia, Del Bene, Picozzi e Luise, della Procura di Palermo dico giustamente ravvisano reati di incriminazioni e la stessa Procura di Palermo magari sicuramente con altri PM nei Casi Saguto non ravvisano incriminazioni?

    Chi Sbaglia???

    sempre più fiducia nella giustizia?

    Dobbiamo avere fiducia nella giustizia! Per fortuna ci sarà sempre qualche magistrato che, per l’obbligatorietà dell’azione penale, indagherà sulla condotta di qualche collega.

    Il 90 per cento degli avvocati palermitani e non, sarebbero ben felici di lavorare in questo modo. Rischio calcolato ! Anche i muri a Palermo conoscono i tanti “amici” degli avvocati Marcatajo !!
    Si è perso completamente il senso…..

    Grazie si…ok…ma si sa come finirà…lavoro perso

    Un plauso alla Guardia di Finanza che gia’ da qualche tempo ha acceso la speranza nei cittadini onesti ,perchè possano respirare finalmente aria salubre in una citta’ martoriata.
    Non siamo poi’ cosi’ lontani da una possibile svolta,partendo dalla consapevolezza che nessuno possa piu’ rimanere impunito,cosi’ come accade da secoli !

    Complimenti alla Magistratura, alla Guardia di Finanza e a tutte le Autorità competenti che stanno lavorando alacremente per ridare DIGNITA’! e una immagine “pulita” e “perbene” alla Bella Terra di Sicilia.

    viene il lanzo viene

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