Il buco nero del fallimento Kemonia | "Così sparirono 215 mila euro" - Live Sicilia

Il buco nero del fallimento Kemonia | “Così sparirono 215 mila euro”

L'avvocato Marcello Marcatajo

I finanzieri del Nucleo speciale di Polizia valutaria sono tornati a spulciare il faldone sequestrato nello studio dell'avvocato civilista arrestato con l'accusa di avere riciclato i soldi dei Graziano.

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PALERMO – Più che un fallimento è stato un buco nero che ha inghiottito 215 mila euro. La procedura della Kemonia srl, affidata dal Tribunale a Marcello Marcatajo, ha fatto acqua da tutte le parti.

E così i finanzieri del Nucleo speciale di Polizia valutaria sono tornati a spulciare il faldone sequestrato nello studio dell’avvocato civilista arrestato con l’accusa di avere riciclato i soldi dei Graziano, potente famiglia di costruttori mafiosi. Riciclaggio, ma anche peculato: Marcatajo ha utilizzato i soldi del fallimento per comprare degli immobili poi finiti nella disponibilità dei Graziano.

Qualche mese fa i finanzieri sono andati a ripescare i documenti della Kemonia alla sezione fallimentare del Tribunale di Palermo. Il fallimento dell’impresa edile con sede in via Roma, a Palermo, è stato chiuso nell’aprile del 2014 e, se non fosse stato per le indagini sfociate nel blitz dei giorni scorsi con nove arresti, la polvere che si accumula negli scaffali avrebbe coperto per sempre le irregolarità.

E sono tante: a cominciare dalla mancata descrizione della distribuzione dell’attivo fra i creditori e dalla rendicontazione finale dell’attività del fallimento. Naturalmente non c’è traccia, tra i creditori, della Afg (Angelo e Francesco Graziano) Costruzioni, della Sicinvest (società di cui Marcatajo è stato amministratore unico) e di Carmela Davì (cognata di Vincenzo Graziano) alla quale in pagamento un appartamento di via Jung sono stati girati degli assegni intestati alla Kemonia. Il civilista ha prelevato il denaro, come era logico aspettarsi, senza alcuna autorizzazione del giudice delegato. Un dato certo, però, è che il peculato è sfuggito ai controlli.

Un’ultima nota: il compenso di Marcatajo per l’incarico è stato stabilito in 80 mila euro, di cui trenta mila già incassati a titolo di acconto.


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Commenti

    Non dovrebbe esserci un giudice delegato che controlla i conti del fallimento?

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