Catania, Cosa nostra: spunta il nome di un Santapaola - Live Sicilia

“Famiglia ce n’è una sola, si chiama Santapaola”

Nella requisitoria del processo Sotto Scacco si citano intercettazioni dove spunta il nome di un Santapaola.
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CATANIA – Ancora una volta spunta il nome di Gabriele Santapaola, figlio di Turi ‘Colluccio’ e fratello Francesco finito in manette nel 2016 per ‘essere il reggente della famiglia catanese di Cosa nostra”, in un’inchiesta mafiosa. Il pizzico di sangue ‘blu’ nelle vene – come si vantava la zia Grazia, moglie del boss Turi Amato e cugina di Nitto Santapaola, diversi lustri fa – e il cognome potrebbero avere un peso nel ‘reset’ dell’organizzazione mafiosa dopo gli arresti ‘eccellenti’ dell’operazione Chaos nel 2017. Sono ormai passati cinque anni dal blitz che ha smantellato la cupola, portando in carcere Antonio ‘penna bianca’ Tomaselli.

Questa volta il nome del giovane Santapaola è finito nella requisitoria dei pm Andrea Bonomo e Giuseppe Sturiale nel processo ‘Sotto Scacco’ che ha ‘cristallizzato’ gli affari mafiosi all’ombra del castello normanno di Paternò. Nel 2018 ci sarebbero state tensioni all’interno del clan Allerruzzo-Assinata-Amantea. E in particolare tra Pietro Puglisi – organico al clan di Mimmo Assinnata – e Salvatore Vito Amantea, figlio dell’uomo d’onore Franco. I due si sarebbero “contesi gli affari di droga”. E grazie alle intercettazioni, Amantea, con il suo fidato Giuseppe Beato, si ‘vantava’ dei contatti con esponenti dei Santapaola di Catania, in particolare proprio Gabriele Santapaola e Michele Schillaci (quest’ultimo da tempo in carcere e per un periodo ai vertici del gruppo dei Nizza) per la compravendita di droga. Salvatore Vito Amantea è nipote di Mimmo Assinnata, perché ricordiamo che il padre Franco ha sposato la figlia del vecchio boss di Paternò. Ma come ha raccontato l’ex capomafia Santo La Causa, ad un certo punto – nei primi anni 2000 –  i Santapaola hanno puntato proprio su Franco Amantea e lo hanno fatto uomo d’onore. Amantea jr avrebbe raccontato a Gabriele Santapaola dei contrasti con Puglisi rivendicando però che il personaggio più importante a Paternò fosse il padre. 

Ma c’è una intercettazione che fa ben comprendere come nel 2019 veniva vista dai catanesi la famiglia catanese di Cosa nostra. E cioè come un’unica entità. Giuseppe Beato, parlando con Barbaro Stimoli, altro uomo del clan, fa una vera e propria lezione di codice mafioso: “e poi c’e’ una cosa, quello che non ha capito il primo Piero (Puglisi) , che gliel’ho spiegato quando e’ uscito, famiglia ce n’e’ una sola, non ce n’è Assinnata, Taccuni, cose, chiddu, chiddu, perche’ si chiama solo Santapaola e basta e ancora lui non lo capisce, percio’ per questo Gabriele (Santapaola) quel giorno ci unghiau a minchia, gli ha detto se dici..cu spacchiu si? dice … cosi’ stu pazzu”.

E ancora una volta viene fuori il nome di Gabriele Santapaola. Siamo nel 2019, ma anche nel 2020 – come documentato nelle indagini denominate Impero dalla polizia – ci sono contatti tra i Santangelo-Taccuni di Adrano e il rampollo catanese. Un altro pezzo di puzzle che può aiutare a definire chi è al comando della cupola di Cosa nostra catanese. 


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