Fango e strade distrutte | Licata si scopre fragile

Fango e strade distrutte | Licata si scopre fragile

Licata

La città è ferita. E scatta la polemica politica sulla prevenzione. Foto Scifo

Dopo il nubifragio
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LICATA (AGRIGENTO) – Il pericolo è scampato a Licata. La notte di paura è passata senza pioggia, contrariamente alle previsioni che annunciavano ancora temporali. La protezione civile, però, ha esteso l’allarme fino al pomeriggio di oggi. Questa mattina splende il sole nella cittadina agrigentina messa in ginocchio da un nubifragio nella giornata di sabato: l’acqua è stata fatta defluire e il fiume Salso è ritornato sotto i livelli di guardia. La luce del sole mostra però una città ferita, sommersa dal fango e con cittadini e commercianti che devono fare i conti con case e negozi allagati. Intere coltivazioni devastate, muri crollati, strade distrutte e periferie piene di fango. Quello che appare il giorno dopo davanti agli occhi dei cittadini licatesi è un vero e proprio scenario di guerra.

I più danneggiati sono i licatesi che abitano nei pressi del fiume, dove le case sono state letteralmente sommerse dall’acqua caduta fin dalle prime ore di sabato. Nella serata di ieri il Comune, guidato dal sindaco Angelo Cambiano, annunciava una situazione ancora pericolosa per le strade: “Ci sono ancora delle criticità in atto e alcune strade allagate – sono state le parole del sindaco -. Abbiamo attivato in somma urgenza due imprese per liberare le strade del centro urbano e delle periferie occluse dai detriti e per la pulizia. L’emergenza è stata declassata da arancione a giallo ma consideriamo che sono in corso le condizioni metereologiche avverse”.

Allo stato attuale non è stato dato ordine di chiudere le scuole per la giornata di lunedì, ma la decisione definitiva sarà presa dopo le 16 di oggi. Per tutta la notte i mezzi incaricati dal Comune hanno ripulito le strade, togliendo i primi detriti dalle vie cittadine. Ma il lavoro, soprattutto nelle periferie, è ancora lungo. La conta dei danni verrà fatta soltanto a partire da lunedì quando, dopo un giro di perlustrazione da parte dei tecnici, si faranno le prime considerazioni. Tra la rabbia e la disperazione di chi ha subito danni enormi, c’è anche spazio per le polemiche, alimentate da progetti sempre annunciati e mai attivati: “Da cittadini – scrivono i consiglieri comunali d’opposizione Russotto e Scrimali – padri e consiglieri comunali oggi ci domandiamo cosa è stato fatto da chi ha la responsabilità di amministrare questo paese per evitare tutto ciò. Le denunce su Facebook di tombini otturati, di condotte e canaloni ostruiti sono all’ordine del giorno! Perche questa giunta appena insediatasi non ha pensato che l’inverno alle porte crea la necessità di interventi di bonifica? Sono queste le esigenze che dovrebbero allarmare il sindaco per andare a battere i pugni per avere risorse economiche da utilizzare per il paese”. La polemica, pur nel momento di emergenza, si sposta anche sul piano politico: “Il sindaco non immaginava che, azzerando la giunta senza avere alcun piano politico per ricomporla, ampliando la maggioranza, avrebbe lasciato il paese senza governo causando un pantano politico che adesso si è trasformato in realtà? Questi giochetti e balletti di rimpasti di giunta appartengono alla peggiore vecchia politica fatta piccoli politicanti”. Cambiano non replica.

Intanto, il governatore Crocetta annuncia all’Ansa: “Il governo regionale vuole manifestare vicinanza alla città di Licata, già devastata. In giunta approveremo la dichiarazione dello stato di emergenza per Licata, e nella stessa giornata presenteremo un emendamento alla manovra di assestamento con cui stanzieremo 30 milioni di euro di fondi Pac, già destinati al dissesto, per la città di Licata”.


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