La festa di San Martino in Sicilia: origine, tradizioni, biscotti e vino

La festa di San Martino in Sicilia: origine, tradizioni, biscotti e vino

Immagine realizzata con IA generativa
Ecco come la Sicilia celebra l'11 novembre tra leggende, proverbi e riti antichi

L’11 novembre, in tutta la Sicilia, si celebra la festa di San Martino, una ricorrenza che unisce fede, tradizione popolare e sapori d’autunno. La giornata è dedicata al vescovo di Tours diventato santo. Nato intorno al 316 nell’odierna Ungheria, Martino era figlio di un tribuno militare della legione romana. Trascorse l’infanzia a Pavia, dove il padre era stato trasferito per servizio. Seguendo le orme paterne, da giovane venne arruolato nell’esercito e inviato in Gallia, nei pressi di Amiens, nel nord della Francia.

L’estate di San Martino

Fu proprio in questo periodo, quando non era ancora battezzato che avvenne l’episodio destinato a fissarne per sempre l’immagine nell’iconografia cristiana. In una notte d’inverno, tagliò in due con la spada il suo mantello per offrirlo a un mendicante infreddolito.

La leggenda narra che, in quel momento, le nuvole si diradarono e il cielo tornò sereno. Nacque così la cosiddetta “estate di San Martino”, un breve periodo di tepore che interrompe il primo freddo autunnale. Quella stessa notte Martino sognò Gesù che diceva agli angeli: “Ecco il soldato romano che non è ancora battezzato: egli mi ha vestito”.

Com’è diventato prima vescovo e poi santo

L’episodio segnò profondamente Martino, tanto che, nella Pasqua successiva, decise di ricevere il battesimo. Da quel momento intraprese un cammino di fede che lo avrebbe portato, anni dopo, a diventare vescovo di Tours. Il culto di San Martino si diffuse rapidamente dalla Francia al resto d’Europa e in tutta Italia.

A lui furono dedicate numerose chiese e abbazie benedettine. Nel tempo nacquero molte tradizioni popolari che ne celebrarono la figura e il messaggio di carità. In Sicilia, la sua storia si mescola con un ricco patrimonio di usanze contadine, profumi di mosto e dolci dal sapore antico.

Festa di San Martino in Sicilia, il vino novello

Secondo un detto contadino, “a San Martino ogni mosto diventa vino”. È proprio in questi giorni, infatti, che si apre la botte per assaggiare il vino nuovo, frutto del lavoro di vendemmia di settembre. Dalle campagne dell’Etna a quelle di Marsala, dai Nebrodi alla Valle del Belice, si stappano bottiglie di moscato, novello e vino cotto, accompagnando i calici con piatti semplici e rustici. In molti borghi, soprattutto nelle zone rurali, si accendono falò, si organizzano feste di paese e degustazioni, dove si condividono vino, castagne, formaggi e salumi.

Festa San Martino Sicilia

I biscotti di San Martino

La specialità della festa di San Martino sono i “Sammartinelli”. Si tratta di biscotti secchi, friabili e profumatissimi, aromatizzati con semi d’anice o finocchietto e spesso farciti con ricotta o marmellata. A Palermo, la tradizione vuole che questi biscotti siano duri e “abbagnati” nel vino dolce, in un rito conviviale che riunisce famiglie e amici.

Di solito vengono intinti nel moscato di Pantelleria, o, in alternativa, nel vino ottenuto dalle uve di zibibbo. Ma c’è anche chi preferisce accompagnarli con un bicchiere di Marsala secco. I biscotti di San Martino sono prodotti abbondantemente per tutto il mese di novembre sia nei panifici che nelle pasticcerie.

Le zeppole di San Martino

In occasione della ricorrenza si preparano le zeppole di San Martino, frittelle preparate friggendo in olio bollente una pastella di farina, acqua, sale e lievito, poi avvolte nello zucchero ancora calde. Possono essere dolci o salate e vengono spesso farcite con acciughe, uvetta, ricotta. Nella versione più moderna, con crema di nocciola, pistacchio o cioccolato bianco.

San Martino dei ricchi e San Martino dei poveri

In passato, la festa dell’11 novembre era un privilegio riservato ai ricchi, che per l’occasione imbandivano tavole sontuose con ogni genere di pietanza. Anelletti al forno, galletto “aggrassato” con le patate, tacchino o maiale, cavolfiori e broccoli “affogati” erano solo alcuni dei piatti tipici del banchetto di San Martino. Il popolo, invece, doveva attendere la domenica successiva per celebrare il santo, e lo faceva in modo semplice ma sentito, con il tradizionale rito del biscotto inzuppato nel vino.

Festa di San Martino in Sicilia, proverbi e simboli

Alla festa sono legati antichi proverbi che racchiudono la saggezza contadina. A cominciare da “a San Martino si prova il vino” che non è solo un modo di dire: è un inno all’amicizia, alla terra e al piacere di condividere. San Martino rappresenta infatti da secoli la fine del ciclo agricolo e l’inizio dell’inverno. In Sicilia, la sua festa coincideva con il momento in cui si mettevano al sicuro le provviste e si brindava ai frutti della terra. Non a caso, l’immagine del santo è quella di un uomo generoso, protettore dei poveri e simbolo di calore umano, proprio come il vino e il pane che si condividono in tavola.

“L’estate di San Martino, dura tre giorni e un pochino” ricorda invece quel breve ritorno del sole che sembra un regalo del santo stesso. Secondo un altro proverbio, per San Martino “si ammazza il maiale e si assaggia il vino”. Per tradizione, in occasione della festa, molte famiglie siciliane erano solite macellare il maiale per preparare salsicce, prosciutti e salami, celebrando così l’abbondanza e il raccolto dell’anno.

Festa San Martino Sicilia

La ricetta dei biscotti di San Martino

Ingredienti

Per circa 15 biscotti (versione morbida/farcita):
500 g di farina 00
100 g di zucchero
120 g circa di strutto (o grasso simile)
Semi di anice (oppure finocchio) circa 1 cucchiaio
Un pizzico di cannella in polvere (facoltativa ma tradizionale)
25 g di lievito di birra fresco (oppure l’equivalente secco)
170-200 ml di acqua tiepida (la quantità può variare)
Un pizzico di sale

Per la variante farcita (opzionale):
500-550 g di ricotta (preferibilmente di pecora)
150 g di zucchero a velo
75 g di gocce di cioccolato fondente (o q.b.)
Bagna: acqua + zucchero + vino dolce o marsala (opzionale)

Preparazione e procedimento

In una ciotola capiente (o nella planetaria) setacciare la farina e unire lo zucchero, i semi di anice, la cannella e un pizzico di sale.
Sciogliere il lievito di birra in un po’ di acqua tiepida e aggiungerlo agli ingredienti secchi. Aggiungere lo strutto e l’acqua restante poco per volta, impastando fino ad ottenere un panetto liscio e omogeneo.
Formare una palla, coprirla e lasciarla lievitare in luogo tiepido per circa 2–3 ore, o fino a quando sarà raddoppiata di volume.
Trascorso il tempo di lievitazione, dividere l’impasto in porzioni da circa 50-60 g ciascuna. Formare dei cordoncini, quindi arrotolarli su se stessi conferendo la classica forma a spirale o “chiocciola”.
Disporre i biscotti su teglie rivestite con carta forno, distanziandoli bene. Lasciare lievitare una seconda volta per circa 1 ora
Preriscaldare il forno a 200 °C, poi abbassare a 180 °C ed infornare i biscotti per circa 20-30 minuti fino a doratura. Per la versione “secchissima” (da inzuppo) è tradizione una seconda cottura a temperatura più bassa (150-160 °C) per ulteriori 30-40 minuti, o lasciare nel forno spento a raffreddare fino a completa asciugatura.
Per la versione farcita: preparare la crema unendo la ricotta setacciata, lo zucchero a velo e le gocce di cioccolato; realizzare la bagna sciogliendo zucchero e acqua e unendo un vino dolce o marsala; tagliare i biscotti a metà orizzontalmente, spennellare con la bagna, farcirli con la crema di ricotta e richiuderli. Spolverare con zucchero a velo e cannella.
Lasciare raffreddare bene completamente prima di servire. Conservazione: quelli secchi si mantengono in contenitore ermetico per qualche giorno; quelli farciti vanno conservati in frigorifero e consumati entro breve.

Festa San Martino Sicilia

Novembre in Sicilia, la festa di San Martino e le sagre

L’11 novembre, e i giorni che lo precedono o lo seguono, sono segnati da numerose sagre che animano i paesi e i borghi della Sicilia. Queste manifestazioni offrono ai visitatori l’occasione di scoprire e degustare una vasta gamma di prodotti tipici legati alla festa di San Martino e, più in generale, alla tradizione enogastronomica siciliana e ai sapori dell’autunno.

Non solo castagne, vino e salsiccia, ma anche legumi, funghi, formaggi freschi come tuma e ricotta — spesso lavorati sul posto — insieme a miele, fichi d’India e dolci iconici come cannoli e cassate. Alle delizie per il palato si uniscono, quasi sempre, esposizioni di artigianato locale e spettacoli folkloristici.


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