Festival e bandi europei per ripartire: la ricetta dell’assessore Mirabella

Festival e bandi europei per ripartire: la ricetta dell’assessore Mirabella

Il punto sullo stato dell’arte del settore culturale catanese.
L'INTERVISTA
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Ripensare i luoghi della cultura in chiave europea per dare slancio al turismo e rimettere in moto la città. Barbara Mirabella, assessore alla cultura, racconta le difficoltà incontrate sul suo percorso a un anno dal lockdown e dei tentativi messi in campo per resistere alla morsa di una pandemia che ha avuto tra le sue vittime eccellenti il comparto culturale. 

Assessore, partiamo dalla crisi sanitaria e proviamo a capire quanto stia pesando sul comparto culturale e come state tentando di organizzare una ripartenza.

“Sian da marzo, dal primissimo lockdown, ci siamo convinti, e poi ci siamo riusciti, che laddove i teatri e i cinema avessero chiuso i battenti rappresentando in assoluto il settore più colpito, avremmo aperto tutti gli spazi pubblici affinchè gli operatori culturali potessero continuare a lavorare. E anche a coltivare un rapporto diretto con il pubblico fondamentale. Così l’estate scorsa abbiamo lanciato il Catania Summer Fest che ha messo in campo un lavoro per oltre 3500 maestranze con 150 eventi in 4 luoghi strategici della città. E abbiamo continuato a farlo.

In che modo?

“Abbiamo intercettato un bando regionale che aveva destinazione turistica  per mettere insieme tre mondi che secondo noi devono camminare insieme: turismo, beni culturali e promozione della città. Con il nostro Palcoscenico Catania abbiamo utilizzato gli spazi e i monumenti della città come location per attività teatrali collegate ai grandi scrittori catanesi”.

A proposito di turismo. Avete ottenuto un massiccio stanziamento di fondi per ripartire. Ci racconta i dettagli dell’iniziativa e ci fornisce una tempistica di massima?

“Ringrazio molto il sindaco, che è assessore al turismo, e il dottore Ferraro che hanno inteso sostenere parte dell’iniziativa con parte delle quote derivanti dalla tassa di soggiorno. L’Iniziativa infatti è finanziata dalla Regione. Ci siamo aggiudicati un bando che ha avuto il suo core nella realizzazione di tredici spettacoli teatrali che stanno diventando una collana di video postprodotti che saranno non soltanto trasmessi su canali tematici ma soprattutto utilizzati per fare conoscere a fini didattici ai nostri studenti i grandi autori catanese. Un modo per valorizzare contestualmente i luoghi più suggestivi della città anche in vista della ripartenza del settore turistico: dalla pescheria a via Crociferi passando per Piazza Duomo. Insomma, continua il lavoro di sinergia con l’assessore al turismo. Abbiamo recentemente inaugurato il cantiere di restauro delle chiese. Oggi la valorizzazione dei beni culturali grazie alla tassa di soggiorno, che ricordo è una tassa di scopo, è il modo migliore per farci trovare pronti ad accogliere i turisti che hanno anche arricchito questo tesoretto del Comune. Siamo passati da un bilancio di 70000 euro a un bilancio di oltre due milioni”. 

E in vista della stagione estiva?

“Siamo pronti. Stiamo lavorando al progetto del Summer Fest. Martedì è stata approvata dall’aula un’importantissima delibera quella sull’esternalizzazione della gestione dei servizi museali”. 

Quali tempi avrà l’operazione?

Verrà aperta una gara europea che riguarderà ben dieci siti. Successivamente sarà coinvolta anche la Città Metropolitana. L’idea è di rendere Catania un po’ più europea. Oggi per fare il biglietto per un museo deve recarsi al Castello Ursino e fare un biglietto cartaceo. Non vogliamo creare un biglietto unico, che si possa acquistare da remoto. I pagamenti online attualmente non sono  possibili con quello che ne consegue per chi vuole organizzare un programma di viaggio qui da lontano. Inoltre vorremmo inserire caffetterie e bookshop all’interno dei musei perché come diceva Sebastiano Tusa questi luoghi devono tornare ad essere vissuti a 360 gradi. 

Paghiamo un gap in termini di modernizzazione. Insomma. 

“Siamo un comune in dissesto e non abbiamo e non avremo mai la possibilità di assumere. Il nostro personale non è formato per questo lavoro. Non abbiamo i fondi per farlo per cui cerchiamo di essere competitivi ma oggi bisogna correre veloce. Siamo convinti che il turismo culturale possa diventare il fiore all’occhiello della città”. 

Ha recentemente ottenuto la delega alle politiche giovani. Ha un’idea chiara delle azioni da mettere in campo?

“Abbiamo iniziato a lavorare con una squadra che si è appena insediata. Abbiamo attivato un piccolo ampliamento della scadenza per accedere alla consulta giovanile. Come assessore alla cultura vorrei dialogare con i giovani essendo certa che trarrò enorme opportunità di confronto. L’idea di potere collaborare con tanti operatori culturali anche giovani è per noi sicuramente una grande scommessa”. 


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