"La Dc sigli un patto con Cateno De Luca", la proposta di Tripoli

Tripoli ‘sposta’ la Dc verso De Luca: “È compatibile con i nostri valori”

Filippo Tripoli
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Il messaggio lanciato dal sindaco di Bagheria
L'INTERVISTA
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PALERMO – Stop al rapporto della Dc con la Lega, dialogo tra i centristi e Cateno De Luca. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal sindaco di Bagheria ed esponente della Democrazia cristiana, Filippo Maria Tripoli, ai compagni di partito. La Dc, scossa dall’inchiesta giudiziaria che ha colpito l’ex governatore Totò Cuffaro, è infatti ad un bivio: continuare il feeling con la Lega, partito nazionale che può riservare ai centristi anche un posto nelle liste per le prossime Politiche, o guardare alla realtà regionale riallacciando i rapporti con il sindaco di Taormina e il suo movimento.

Sindaco, le elezioni regionali si avvicinano e il suo nome viene accostato a Sud chiama nord, con cui ha avviato un dialogo rilevato da LiveSicilia. A che punto siete?
“Le elezioni regionali si avvicinano ed io rimango un civico, democratico e cristiano e vorrei che si parlasse di cose da fare concretamente per i territori e per i cittadini. Chi amministra un comune ha questo approccio e con Cateno abbiamo parlato di cosa si potrebbe fare realmente per la Sicilia sulla base di un programma chiaro e semplice”.

Lei si riconosce nella Dc, un partito che da novembre scorso ha subito un forte scossone giudiziario. Che aria si respira tra i democristiani di Sicilia?
“Io sono un democratico e cristiano, la Dc dopo lo scossone di novembre aveva due strade: la prima rilanciare il partito e lavorare per la sua riorganizzazione puntando ai territori e lavorando ad una lista autonoma alle regionali 2027, oppure tenere in vita il partito con un semplice assestamento e lavorare ad un accordo con altre forze politiche in vista delle prossime Regionali. Mi pare di aver capito che i deputati ed i tre commissari abbiano scelto la seconda di strada ed è lì che ci sono sensibilità diverse”.

La Dc sembra quindi davanti ad un bivio: continuare il rapporto privilegiato con la Lega o realizzare nuovi percorsi comuni con altre forze politiche come, ad esempio, Sud chiama nord.
“Penso che non ci siano dubbi: il percorso con la Lega non è percorribile, abbiamo il dovere di lavorare con chi ha una base storica e valoriale simile e sicuramente il Cateno di oggi e Sud chiama nord di oggi sono, così come altre forze politiche popolari, compatibili con i valori democratici e cristiani. Cerco di fare un ragionamento politico-amministrativo che sia di prospettiva per un’intera comunità democratica e cristiana che ha bisogno di potersi esprimere pienamente e ritrovare il suo percorso da ‘Liberi e Forti’.
Con Sud chiama nord se son rose fioriranno ma al momento ciò che interessa a me più di tutto è preservare questa area democratica e cristiana”.

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Una eventuale lista figlia dell’accordo Scn-Dc quanto varrebbe alle regionali in termini percentuali?
“Guardi, in politica i numeri sono importanti ma da soli non bastano. Oggi sia nel centrodestra che nel centrosinistra crescono gli estremi, ci vuole come punto di equilibrio un’area popolare che sia nelle condizioni di compensare gli estremi e dopodiché riuscire a creare un’alleanza sulla base di un programma concreto con le cose da fare per la Sicilia. Del resto è quello che siamo riusciti a fare a Bagheria, un’area civica e popolare unita sulla base di un programma di governo, come base culturale la Dottrina Sociale, e come esempi Piersanti Mattarella e Aldo Moro, di fatto scomponendo le due coalizioni tradizionali”.

La Sicilia è diversa dalla sola Bagheria.
“Comprendo che oggi a livello regionale la situazione è un po’ diversa e quindi è inutile al momento pensare ad esperienze fuori dai poli tradizionali, ma pensare di condizionare positivamente sulla base di un programma uno dei due poli assolutamente sì. Oggi abbiamo bisogno di concretezza, la politica è idea ma accompagnata da fatti e non chiacchiere”.


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