PALERMO – Una manovrina da accompagnare nelle sabbie mobili dell’Ars e una Finanziaria da progettare entro la fine di ottobre. Il governo Schifani prova lo slalom gigante tra le porte ravvicinate di una sessione di bilancio particolarmente impegnativa. L’accordo nel centrodestra sulla tabella di marcia per le variazioni di bilancio dice che il ddl ‘Coesione e crescita’ dovrà essere approvato dall’Ars entro l’8 ottobre, ma l’Esecutivo intanto studia le prossime tappe in vista della legge di stabilità 2027-2029.
Finanziaria 2027-2029, il piano
L’intesa di massima raggiunta tra governo e capigruppo di maggioranza, per quella che sarà l’ultima Finanziaria della legislatura, prevede una data limite del 14 dicembre per l’approvazione in aula. Una scadenza che consentirebbe all’Esecutivo di confermare ancora una volta l’approvazione della Finanziaria nei tempi di legge e senza il ricorso all’esercizio provvisorio.
Non solo le variazioni di bilancio, con l’accordo sull’ok entro l’8 ottobre, quindi, tra gli argomenti del vertice di andato in scena martedì 22 settembre negli uffici del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. In Torre Pisana c’erano il presidente della Regione, Renato Schifani, gli assessori Alessandro Dagnino, che ha la delega all’Economia, e Alessandro Aricò, che gestisce le Infrastrutture e si occupa dei rapporti tra l’Esecutivo e il Parlamento. Presenti anche i capigruppo di maggioranza.

I soldi della Finanziaria 2027-2029
All’incontro è stato sfiorato anche il tema delle coperture della Finanziaria. Nei piani dell’Esecutivo c’è il ricorso all’avanzo di amministrazione di oltre due miliardi di euro certificato dal Rendiconto generale 2024. Su questa cifra si attende il ‘bollo’ della Corte dei conti, che si riunirà per l’udienza di parifica proprio nel mese di ottobre.
In parallelo dovrà viaggiare in Giunta, e poi all’Ars, il ddl Rendiconto 2025, che rappresenterà il lasciapassare dell’Esecutivo all’utilizzo della quota di avanzo accantonata negli ultimi anni. Un ostacolo in più da superare con una situazione d’aula che, ai primi di dicembre, potrebbe non essere delle migliori.
Le mosse del governo e l’avanzo di amministrazione
Nella previsione più rosea c’era anche la possibilità di utilizzare una cifra ben superiore ai due miliardi del 2024 attingendo anche all’avanzo del 2025, non ancora cristallizzato. Su questa ipotesi, tuttavia, pende l’incertezza dovuta all’assenza del giudizio di parifica della Corte dei conti che non riuscirà ad esprimersi in tempo sul Rendiconto 2025.
Regione e Corte dei conti, “due sfere distinte”
Tra i due momenti, in realtà, non ci sarebbe sovrapposizione, come già raccontato da LiveSicilia sulla base del Defr 2027-2029 predisposto dal governo. Quel documento, che prende le mosse da un pronunciamento della Corte costituzionale, spiega che “le sfere di competenza della Regione e della Corte dei conti si presentano distinte e non confliggenti”.
Il governo avrebbe davanti a sé, quindi, la possibilità di utilizzare l’ulteriore avanzo di amministrazione, tuttavia l’Esecutivo sembra avere scelto la strada della prudenza. Si guarda al mantenimento dei buoni rapporti, ormai consolidati, con la magistratura contabile. Nessuna fuga in avanti, dunque, anche perché nel 2027 ci sarebbe ancora la possibilità di un nuovo intervento economico con nuove variazioni di bilancio.
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Manovrina, primi passi in commissione Bilancio
A Palazzo dei Normanni, intanto, i riflettori sono puntati sulla manovrina entrata nel vivo dopo la pausa estiva. La commissione Bilancio, dopo l’intesa raggiunta tra governo e centrodestra, ha approvato i primi sei articoli del testo base, che vale al momento 220 milioni di euro. La commissione ha approvato una serie di misure che puntano ad abbattere gli interessi dei mutui stipulati da imprese e famiglie.

Dal Pd emendamenti alla manovrina per 330 milioni
Oggi, mercoledì 23 settembre, l’organismo presieduto da Dario Daidone riprenderà i lavori con l’obiettivo di chiudere la prima parte del testo. Seguirà l’esame degli emendamenti aggiuntivi presentati da maggioranza e opposizione. Il Partito democratico ha presentato un pacchetto di proposte dal valore complessivo di 330 milioni di euro. L’Anci regionale, intanto, chiede al governo una prima modifica: cento milioni di euro in più per gli enti locali. Lo slalom gigante per l’Esecutivo è soltanto alle prime porte.




