Voto segreto, Galvagno tenta lo 'scacco' ai 'franchi tiratori'

Finanziaria e voto segreto, Galvagno tenta lo ‘scacco’ ai ‘franchi tiratori’

Galvagno abito
Depositata la proposta di modifica del regolamento. I particolari

PALERMO – Tempi certi nella finanziaria e paletti sul voto segreto, con una serie di casi in cui è vietato. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha depositato in commissione regolamento una proposta di modifica che contiene nuove procedure e lascia intravedere una stoccata ai ‘franchi tiratori’.

“Le rese dei conti – spiega a LiveSicilia Galvagno – si fanno guardandosi negli occhi, non celandoti dietro un voto segreto, la politica sarebbe molto diversa: chi è contrario a qualcosa lo palesa. Stoccata ai franchi tiratori? È un modo per essere più trasparenti nei confronti dei cittadini e degli elettori. Noi la proponiamo, sulle questioni etiche il voto segreto va bene, ma non sulle norme di natura finanziaria”.

Ars, le modifiche nel solco di Camera e Senato

Lo scopo delle modifiche è quello di “razionalizzare” i lavori parlamentari, adeguando il regolamento dell’Ars sul voto segreto a quello di Camera e Senato.

“Si intende razionalizzare il momento deliberativo”, si legge nella relazione, “puntando a contemperare l’esigenza di fluidità delle procedure parlamentari con quella attinente alla libertà di coscienza di ciascun deputato”.

La prima proposta è quella di modificare l’articolo 116 del regolamento interno dell’Ars, “nell’ottica di rendere più spedita la discussione degli argomenti sottoposti all’Aula”, rendendola simile a quella del Senato.

Finanziaria, le novità proposte

Galvagno propone la riduzione dei tempi contenuti nel regolamento per facilitare l’approvazione dei documenti finanziari entro il 31 dicembre di ciascun anno, riservando gli ultimi cinque giorni dei quarantacinque previsti per la sessione bilancio, “di diritto, senza discussione, alla sola votazione dell’articolato, onde pervenire il prima possibile alla votazione finale”, recita il testo di modifica.

“Dei 45 giorni che si hanno per la finanziaria – spiega ancora Galvagno – spesso in Commissione si rinvia e tutto si riversa nell’aula. Io ritengo che sia corretto parlare molto di più in Commissione di merito, poi si faccia il passaggio in Aula, intervenendo con tempi che consentano l’approvazione senza forzature. L’Aula con tutti i deputati che possono parlare, su ogni singolo emendamento, è ingestibile”.

“Accelerare i tempi delle discussioni”

Per accelerare i tempi della discussione parlamentare “a tutto vantaggio del successivo momento deliberativo”, Galvagno propone di “valorizzare i deliberati” della Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, per l’organizzazione dei lavori, stabilendo con maggiore certezza i tempi programmati, anche per controbilanciare la facoltà “sempre ammessa per governo e commissione”, di proporre la riscrittura di articoli ed emendamenti già presentati.

Modificando l’articolo 103 del regolamento dell’Ars, Galvagno vuole concentrare il tempo a disposizione di ciascun deputato nella fase di discussione dell’articolato, piuttosto che in quella generale. In pratica la facoltà di intervento per la dichiarazione di voto sarebbe circoscritta alla sola votazione finale. Ferma restando la possibilità di intervenire.

Prevista anche la possibilità di appello al popolo, disciplinata nello statuto siciliano.

Commissioni permanenti, le modifiche

Proposta anche la riduzione a 11 dei componenti delle commissioni legislative permanenti, “speculare alla riduzione a 70 del numero dei deputati regionali”. Unica eccezione la commissione Bilancio che resterebbe con 13 componenti.

Voto segreto, le modifiche proposte

La disciplina del nuovo ‘voto segreto’, contenuta nella proposta, prevede un primo paletto al comma 2 dell’articolo 127: “Di regola le votazioni avvengono per alzata e seduta, a meno che quattro deputati chiedano la votazione per divisione, cinque per scrutinio nominale e sette la votazione per scrutinio segreto”.

Ma sul voto segreto scatterebbero le limitazioni del comma 3, dopo la condizione che, a richiederlo, siano almeno in sette per “le votazioni riguardanti persone”, quelle che incidono sui rapporti civili ed etico-sociali, le deliberazioni sulle modificazioni al regolamento d’assemblea, l’istituzione delle commissioni parlamentari d’indagine, le deliberazioni sugli organi degli enti locali territoriali e quelle in materia elettorale.

Voto segreto, quando sarebbe vietato

Con la proposta di Galvagno arriva lo scacco ai franchi tiratori: “In nessun caso – si legge nella relazione della proposta – è consentita la votazione a scrutinio segreto allorché l’Assemblea sia chiamata a deliberare sugli articoli ed emendamenti dei disegni di legge di approvazione del bilancio, di stabilità regionale o del consuntivo della Regione, di variazioni di bilancio, di autorizzazione all’esercizio provvisorio”.

Previsto anche un caso particolare, quello del “carattere composito della materia”: “Può essere richiesta la votazione separata della parte da votare a scrutinio segreto, ove ciò non sia possibile, è ammessa la richiesta di scrutinio segreto”, si legge ancora nella proposta.

La domanda di voto segreto dovrebbe essere presentata dopo la chiusura della discussione e prima che il Presidente inviti l’assemblea a votare. In caso di domanda verbale, il presidente farebbe alzare i deputati che sostengono la richiesta. Se il numero prescritto di parlamentari non è presente in aula “la domanda si intende ritirata”.

Se dovessero esserci più richieste, quella per scrutinio segreto prevarrebbe su quella per scrutinio nominale. Eventuali contestazioni sarebbero affrontate “inappellabilmente” dal presidente, sentita se necessario la commissione per il Regolamento.

Cosa accadrà

Le opposizioni sono contrarie alla proposta di Galvagno, “ma magari – ribatte il presidente dell’Ars – in un futuro potrebbe giovare proprio a loro”.

Nella maggioranza che aria tira? Magari qualcuno vorrà ancora mantenere le regole attuali – conclude il presidente dell’Ars – la proposta sarà possibilmente bocciata, dipenderà dalla coscienza di ciascun deputato”.

La Commissione regolamento non ha il plenum, Galvagno la sta integrando con i deputati mancanti di Sud chiama Nord e della Lega. Previsto un nuovo passaggio in Commissione, ciascun parlamentare regionale potrà presentare le modifiche che ritiene. Successivamente il testo potrebbe approdare in Aula. Anche entro l’estate. Una sola certezza, il percorso non sarà semplice.


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