Fine pena? Mai - Live Sicilia

Fine pena? Mai

Una settimana a leggere di carcere. A raccogliere parole e storie, mentre fa caldo. Ne viene fuori un collage. Che va bene per tutti.

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Una settimana a leggere e a sentire di carcere. Una settimana a provare, a riprovare. A scrivere appunti nel vento di Facebook, dopo avere sfogliato pagine di giornale. E sono riemersi fantasmi. Nella cantina di ogni cronista si muovono spettri che attendono un cenno per tornare alla luce. Perché il carcere, la detenzione, l’orrore? Perché parlarne ancora? Insistere – consiglia la prudenza – sarebbe come mettere il mare in un secchiello, o levigare Monte Pellegrino col palmo della mano.
La cella non è eguale per tutti. Esiste la cella come stato mentale, nell’immaginazione di chi pensa: ben ti sta. Sei recluso perché te lo sei meritato. La sofferenza che provi è una punizione dovuta. Poi c’è la cella che è elemento fisico, duro e crudele. Chi la sperimenta sa che il concetto di colpa e di innocenza nemmeno lambisce l’irrazionalità, la putrefazione delle prigioni italiane e dunque siciliane. L’istituto penitenziario complessivamente inteso non risponde più, nella sua prassi, ad alcuna logica. Non distingue tra peccato e redenzione, né tra il peso di un errore e la leggerezza della sua assenza. Costringe ristretti e ristretti, nel mucchio. E, insieme a loro, nel pozzo della stessa disperazione, direttori e agenti di polizia penitenziaria.
Fa caldo a Palermo. Dice che c’è nell’aria un’altra dannazione metereologica con un nome da mito greco. Chissà il fresco all’Ucciardone o al Pagliarelli. Una settimana a leggere e sentire di carcere. Eccola, in sintesi.

Si chiamava Roberto
“Roberto Pellicano dal carcere dell’Ucciardone scriveva preghiere, con scarna grammatica e abbondante dolore.  Le scriveva su un foglio a quadretti e le imbustava. Destinazione ignota. Roberto scriveva: “Sono un ex tossico, ma me ne sono pentito! Ero un tossico e non mi vergogno a dirlo! Ma prego Dio che mi fa guarire di questa maledetta malattia! Sono stanco di questa vita di merda che facevo. Quindi ti chiedo Dio di farmi uscire di questa maledetta droga! Dio io ti prometto che farò di tutto per riuscire a smettere! Ma ti chiedo solo di aiutarmi. Dio aiutami: Roberto”. E’ uscito, alla fine, ma non come aveva chiesto.
Roberto Pellicano era sieropositivo. Era un ladro di piccole cose, furti minuti che gli servivano per acquistare la roba. La sua storia misera è racchiusa in poche righe e in qualche documento spiegazzato. Il due luglio scorso il furto di due teli da mare, di accessori balneari e creme da spiaggia a Capaci. L’arresto, il processo e la condanna a otto mesi, visto che l’imputato è recidivo . Due istanze di scarcerazione per motivi di salute non esaudite. La prima – parrebbe – per il rifiuto di farsi visitare opposto da Roberto.  La morte dietro le sbarre, ai primi dello scorso dicembre”.

Fine pena. Mai?
L’obiezione, la radicale obiezione, la tremenda obiezione. Perché ci vorrebbe l’ergastolo? Perché – dicono – non ci pensi ai parenti delle vittime? Si confondono i piani. La giustizia non è vendetta privata: e non c’entra l’essere buoni, o saggi, o duri, o inflessibili. Nessuna vita immolata tra le sbarre è il contenuto adatto per riempire il contenitore di un’altra che è stata scempiata. La pena di un colpevole non ha mai sollevato dal dolore i familiari di un innocente strappato. Anche la morte per morte è un tragico abbaglio. L’espiazione del reo non compensa il sacrificio della vittima. La giustizia è tale perché rompe il cerchio. Quando ha fede e speranza nel domani. Quando è il contrario della vendetta. Quando abolisce la parola “Mai”.

La madre col bimbo tra le sbarre
“E’ iniziata dalle carceri di Forlì, Lanciano, Cassino, Genova Marassi, Sulmona, Messina, la tradizionale visita delle carceri nel periodo estivo da parte dell’associazione Antigone. Trenta volontari dell’Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione, autorizzati dal Ministero della giustizia, entreranno negli istituti di pena per tutto il mese di agosto con l’obiettivo di evidenziare le maggiori criticità, monitorare le condizioni di vita, gli spazi a disposizione, lo stato delle strutture. E’ il carcere di Messina, secondo l’Osservatorio, a rappresentare una delle situazione peggiori: “Le condizioni di molti detenuti possono essere classificate, secondo i parametri della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, tortura”. I dati ufficiali del Ministero fissano la capienza a 330 posti, ma a causa delle molte parti chiuse, a detta della direzione – sottolinea Antigone – la capienza è di 173 posti, per cui con 344 detenuti presenti, il sovraffollamento ammonta a circa il 200%. E’ inoltre presente nell’istituto una detenuta madre, il cui figlio, di due anni e mezzo, vive da un anno in carcere. Inoltre in 3 celle del centro clinico ai detenuti tocca a testa uno spazio inferiore ai 3 metri quadri: in una 11 detenuti in 19 mq (1,72 mq a testa), in un’altra 8 detenuti in 15,8 mq (1,97 mq a testa), nell’ultima 11 detenuti condividono uno spazio di 19 mq (1,72 mq a testa). “Per stare in piedi – rilevano i volontari dell’associazione – bisogna fare i turni”. Le visite dei volontari di Antigone proseguiranno agli istituti di Augusta, Livorno, Viterbo, Cagliari, Lucca, Savona, Pisa, Gorgona, Barcellona Pozzo di Gotto, Pontedecimo, Chiavari, Ascoli Piceno, Pescara, Catania Bicocca. L’intento è di mantenere alta l’attenzione verso il problema carceri e sollecitare riforme che decongestionino i 206 istituti che oggi contengono 21 mila persone in più rispetto ai posti letto regolamentari”.

A Bicocca non si respira
“L’Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione dell’associazione Antigone ha visitato, nel tradizionale giro di visite agli istituti penitenziari di agosto, la casa circondariale di Catania ‘Bicocca’ rilevando un tasso di affollamento del 196%. La struttura, che risale al 1987, ospita 245 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 124 unità. “Il forte sovraffollamento – spiega Antigone – rappresenta il principale nodo problematico dell’ Istituto”.
“Le celle delle quattro sezioni – prosegue l’Osservatorio – ospitano fino a 3 detenuti (alloggiati in letto a castello a 3 piani): siamo quindi al limite delle dimensioni minime previste dalla Corte europea dei diritti umani”. La struttura risulta fatiscente con pareti scostate e ammuffite, le docce sono al piano e sono 5 per una media di 60 detenuti. Durante l’estate spesso l’erogazione dell’acqua si interrompe”.
“Le porte delle celle hanno una piccola apertura per la ventilazione e quindi, durante l’estate, ci sono problemi di areazione e la temperature delle celle a volte è insopportabile proprio quando, sospese le attività scolastiche, i detenuti stanno chiusi per 19 ore al giorno”. Nell’istituto sono accolti anche detenuti in regime di 41 bis che convivono con persone dallo spessore e dalla storia criminale decisamente inferiore, per le quali la convivenza con gli altri detenuti è molto difficile”.

Cartoline da San Vittore
“Il Foglio” di giovedì scorso ha ospitato una testimonianza. Scrive Antonio Simone, arrestato per un’indagine su presunti fondi neri della Fondazione Maugeri, “con accuse pesanti”, annota il redattore del giornale di Giuliano Ferrara. Riferisce Simone: “La carcerazione preventiva è un rimedio primitivo che produce una condizione personale tremenda, talvolta orribile. (…) Ma dove è andato a finire l’articolo 13 della Carta costituzionale, sempre invocata dai moralisti giustizialisti? Lì viene proclamata l’intangibilità della libertà personale, vietando ogni forma di violenza nei confronti dei detenuti, figuriamoci nei confronti di un presunti innocente in carcerazione preventiva, rinchiuso nelle fetide, maleodoranti patrie galere”. Eppure del problema nessuno si preoccupa “ed è inesistente – scrive Simone – sugli organi di stampa, dove invece abbondano pagine e pagine sulla situazione dei nostri amati cani”.

La gente perbene
Perché la gente perbene ama il carcere permale? Il sentimento del giusto non c’azzecca, direbbe un noto filosofo. La gente perbene ha bisogno che ci sia qualcuno da odiare, cui infliggere dolore, con l’alibi che sia giusto farlo. Non c’è meglio del carcere per figurare il ritratto di un’umanità separata da colpire. Non c’è meglio del “delinquente” per fungere da capro espiatorio, a dispetto della tortura e della presunzione d’innocenza. Poi, talvolta, qualcuno dei carnefici passa – per bizzarria della macchina giuridica – nella schiera delle vittime di atroce detenzione. E cambia idea. Troppo tardi.

Una settimana a leggere di sbarre, a respirarle. Forse un minimo collage di parole, più che un articolo coerente, abbozza meglio l’idea. Siete sempre convinti che non valga la pena di indignarsi e cambiare?


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Commenti

    Veramente l’ Ergastolo è un pezzo che di fatto è stato abolito

    Infatti dopo 10 anni vengono già concessi i primi permessi premio, lavoro esterno, semilibertà ecc

    Per es, gli assassini di Aldo Moro non ganno scontato in cella neppure vent’ anni

    E, similmente, molti assassini seriali sono usciti anzitempo ed hanno potuto commettere più omicidi di quanti ne avevano commesso anteriormente alla PRIMA condanna all’ ergastolo

    Emblematico il caso di MINGHELLA

    Costui venne condannato a GENOVA a DUE Ergastoli per aver torturato ed ucciso due ragazzine

    Liberato “in prova” dalla Magistratura di TORINO dopo 15 anni, ne approfittò per uccidere successivamente altre SETTE donne ( sette morti che dovrebbero pesare sulla coscienza di Psicologi Carcerari e Magistrati di sorveglianza )

    Ora è stato condannato ad altri TRE Ergastoli

    Quando lo libereremo nuovamente, per consentirgli di uccidere nuovamente ?

    I carceri devono essere ristrutturati e resi più vivibili perchè la Società non deve perseguire scopi di vendetta o, peggio, di sadismo

    Il Carcere però deve rimanere le pene per il crimine violento vanno AUMENTATE e non ridotte
    Ciò perchè il Carcere deve servire a separare dal resto della Società gli asociali violenti e pericolosi

    Il CALDO ed il FREDDO ( ovvero le ragioni di CAINO e quelle di ABELE )

    E vero quest’ estate è torrida

    E in molte Carceri molti assassini, troppo “stretti”, soffrono il CALDO

    Ma cerchiamo di non dimenticarci mai che le loro vittime, non stanno più “larghe” , nel FREDDO perenne delle loro tombe !

    X L’Arcangelo

    SEI GRANDE.

    In questo paese ci si indigna sempre nel modo sbagliato, si confonde sempre il sacro ed il profano.
    Siamo l’unica nazione dove tutti i rei sono tutelati dalle leggi e che gli stessi, entrano ed escono di galera perchè fanno carriera, acquisiscono i gradi.
    Fatemi capire, gente che è abbituata ad entrare ed uscire dal grand Hotel Ucciardone e Pagliarelli in continuazione, VI IMPIETOSISCE??????
    Che dire dei familiari di questi che seguono l’esempio dei propri padri e/o delle loro madri, usufruendo dei grand Hotel allo stesso modo per acquisire il rispetto di famiglia mafiosa.
    Siamo il popolo del pietosismo e della SOLA tutela dei vivi.
    TUTTI FATE PRESTO A DIMENTICARE I MORTI, li cancellate con un colpo di spugna.
    L’ipocrisia mi da fastidio, non riesco a digerire.
    AVETE MAI AVUTO IL PENSIERO DI CHIEDERE AI FAMILIARI DELLE VITTIME SE SI INDIGNANO di questa gente, chiedete invece dei PROPRI MARTIRI.
    Quando manderemo in galera l’intera classe politico-mafiosa che tutela e garantisce il potere mafioso con le leggi ad personam, quanto combatteremo il potere in qualsiasi forma esso si pone, solo dopo, saremo civili e migliori degli animali che ancora oggi si sentono offesi dal genere umano.
    Roberto, prova a fare lo stesso giro con le famiglie delle vittime e facci sapere, offri anche a loro la par condicio, vedrai che lo apprezzeremo meglio.
    La nostra è SETE, non è certo sete di vendetta, ma solo sete di GIUSTIZIA, in un paese dove la giustizia è un opzional riservato a coloro che con mafia impongono il loro volere e quando non riescono, utilizzano gli strumenti per offendere la dignità degli uomini.
    In questa nazione tutto a un prezzo di vendita, questo è il grande schifo della Nazione.

    arcà, ma t’i va pinzannu una a una?

    Perchè dovremmo iniziare a tenere più in conto le ragioni di ABELE rispetto a quelle di CAINO :

    Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano : una fine orrenda !

    E che dovrebbe pesare per sempre sulla coscienza degli Psicologi ed Educatori carcerari del “Pagliarelli” nonchè del Magistrato di Sorveglianza che accolse per “buono” il rapporto di costoro che affermavano che IZZO ( già conosciuto come il mostro del Circeo, per aver ucciso e violentato una ragazza e ridotto in fin di vita un’ altra ) era un altro uomo e che voleva addirittura dedicarsi all’ “assistentato sociale” per riscattarsi, agli occhi della Società, per il male compiuto
    Detto e fatto : Izzo venne liberato in “prova” e si recò presso una delle tante pseudo-comunità di recupero per ex detenuti ( finanziate con i soldi dello Stato ) sparse per l’ Italia,per la precisione in Abruzzo

    Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano morirono atrocemente per un solo motivo : erano rispettivamente la moglie e la figlia di un altro recluso, di nome Maiorano che Izzo aveva conosciuto a Pagliarelli

    Costui era entrato in consuetudine con l’ Izzo e, avendone preso fiducia, poichè questo si vantava di possedere grandi capacità imprenditoriali, lo pregò di aiutarlo ad avviare un piccolo commercio alla moglie, la quale possedeva un gruzzolo di risparmi di circa 40.000 Euro
    L’ Izzo gli promise il suo interessamento ed una volta arrivato in Abruzzo si fece consegnare il gruzzolo dalla donna promettendole che di li a pochi mesi le avrebbe avviato la tanto ambita attività commerciale, individuata nella rilevazione di un bar o di una trattoria
    Poi invece scialacquò tutta la somma fra viaggi di piacere, feste, orge, mangiate ecc
    Dopo alcuni mesi, in seguito alle sempre più pressanti richieste della Linciano volte a conoscere a che punto fossero le trattative per l’ acquisto della promessa attività, l’ IZZO decise di sopprimerle
    Per cui insieme a due “ex” rapinatori ( anche loro in libertà anticipata ) le attirò in un casolare di campagna dove prima strangolò la madre e poi la figlia di appena 14 anni ( quest’ ultima venne anche violentata in “limine vitae” durante gli spasmi dell’ agonia da questo bell’ esemplare di delinquente “redento”

    Ecco uno dei TANTI esempi di cosa accade quando, del tutto INCAUTAMENTE , si liberano ANTICIPATAMENTE dal carcere certi delinquenti per tendenza o abitudine !

    Per gli appassionati al tema consiglio ” Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria con Prefazione di Stefano Rodotà. “… se sostenendo i diritti degli uomini e dell’invincibile verità contribuissi a strappare dagli spasimi e dalle angosce della morte qualche vittima sfortunata della tirannia e dell’ignoranza, ugualmente fatale, le benedizioni e le lagrime d’un solo innocente nei trasporti della gioia mi consolerebbero del disprezzo degli uomini (Beccaria).
    Il rischio di un imbarbarimento del sistema giuridico è sempre alle porte. Abusi in materia di prove, ricorso ai delatori,giudizi lunghissimi, prigioni inumane. Occorre una nuova legislazione sulla necessità della pena da scontare negli istituti penitenziari e sulla riforma degli stessi, a dimensione d’uomo.

    Mita 13:40:44

    Non è vero

    Vi sono ergastolani che vivono LIBERI di circolare in mezzo a noi dalle 7 del mattino alle 21 della sera, liberi di delinquere a loro piacimento ( semilibertà )
    E che ERGASTOLO è ?

    Del resto il fatto che un ergastolano viva fuori o dentro il Carcere è affidato alla TOTALE discrezionalità della Magistratura di Sorveglianza

    Quanto alcaso MORO, ricordo che tutti i suoi ASSASSINI condannati all’ Ergastolo sono liberi da un pezzo
    Qualcuno di questi non ha scontato neppure 15 anni di carcere !

    FINALMENTE QUALCOSA STA’ CAMBIANDO !

    La Corte europea dei diritti dell’uomo sta cominciando a riconoscere ciò che la GIUSTIZIA Italiana non vuol riconoscere : e cioè ANCHE i diritti delle vittime

    Concedendo nel 2004 la semi liberta’ a Angelo Izzo, il “mostro del Circeo”, le autorita’ italiane hanno violato il diritto alla vita di di Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, uccise da Izzo il 28 aprile del 2005 mentre godeva di questo beneficio. Questo e’ il verdetto emesso, all’unamita’, dai giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo.
    A rivolgersi alla Corte, nel luglio del 2006, furono i familiari delle due donne assassinate da Izzo.
    Nel loro ricorso, i parenti di Maria Carmela e Valentina, hanno sostenenuto che data la pericolosita’ sociale di Izzo, i suoi precedenti, e il fatto che nel 2004 era stata aperta nei suoi confronti un’inchiesta per gravi reati che avrebbe commesso mentre era detenuto nel carcere di Campobasso, il tribunale di sorveglianza di Palermo non gli avrebbe dovuto concedere il … Mostra tuttobeneficio della pena. Gli omicidi
    commessi da Angelo Izzo, secondo i ricorrenti, non solo hanno dimostrato la sua pericolosita’ ma anche che le valutazioni fatte dal tribunale di sorveglianza di Palermo sono state errate e superficiali. I ricorrenti hanno quindi sostenuto che era stato violato il diritto alla vita, sancito dall’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, di Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano.
    Oggi i giudici di Strasburgo gli hanno dato ragione stabilendo che l’Italia ha violato il diritto alla vita delle due donne sia perche’ non ha prestato la necessaria attenzione nel valutare tutti gli elementi riguardanti l’effettiva pericolosita’ di Izzo, sia perche’ non ha stabilito le eventuali responsabilita’ del tribunale di Campobasso, che omise di segnalere a quello di Palermo l’apertura di un’inchiesta nei confronti di Izzo.
    I giudici hanno stabilito che l’Italia dovra’ risarcire ai familiari delle due donne 45 mila euro per danni morali.

    Chi pagherà questi 45.000 Euro ( che nulla sono rispetto alla perdita di quelle due vite umane ) ?

    Non certo gli Psicologi o il Magistrato di Sorveglianza che sono incorsi in quel tragico errore

    Bensì i contribuenti Italiani !

    per Mita 13:40

    Il trattamento DIFFERENZIATO che la Legge riserva all’ OMICIDIO di MAFIA

    La giustizia italiana è accusata non certamente a torto di essere talvolta troppo lassista, la certezza della pena non è quasi mai tale e spesso chi delinque finisce per tornare in libertà troppo presto evidenza alla quale è difficile controbattere con argomentazioni efficaci.
    A fronte di tutto questo vi è tuttavia, come si conviene, un’eccezione che ai più risulterà sconosciuta ma che infligge la sua austerità in maniera perentoria sui condannati, attuando la legge con un’attenzione che a molti appare del tutto efficiente, ad altri esagerata ma non lasciando spazio ad interpretazioni di dubbia certezza della pena; il regime del carcere ostativo che consiste, questo si, nel passare in carcere praticamente tutta la vita. ( primo permesso dopo 30 anni )
    E’ importante spiegare bene il concetto di ergastolo ostativo per evitare equivoci: si tratta di una pena che viene data per reati di associazione a delinquere, per intenderci non è previsto l’ergastolo ostativo per chi fracassa la testa ad una vecchietta per derubarla a stupratori assassini delle loro vittime e a tutti coloro che uccidono pur in maniera grandemente EFFERATA

    Ciò perchè con legge 356/92 si introduce in sostanza nel sistema di esecuzione delle pene detentive una sorta di doppio binario, in virtù del quale per taluni delitti di Mafia è stato previsto un regime speciale, che si risolve nell’escludere dal trattamento beneficiario extramurario i condannati a meno che questi collaborino con la giustizia.
    Pertanto si realizza che l’ ergastolano che ha ammazzato e violentato una o più donne ha la possibilità di uscire di galera già dopo una decina d’ anni chi invece ha ucciso in una guerra fra bande in un territorio mafioso, in virtù del carcere ostativo non potrà mai uscire se non diventando collaboratore di giustizia.

    A me francamente tale differenziato trattamento pare assurdo ( e sicuramente anticostituzionale ) ma tant’ è….., nonostante il Parlamento Italiano sia letteralmente INFESTATO da Avvocati e Magistrati, nessuno di questi è stato mai in grado di dare impulso alla formazione di una norma che oltre a rendere CERTA ( almeno ) una parte della pena elimini le eccessive indulgenze e severità che costellano il nostro Ordinamento Giuridico

    Desidero ricordare qui che il sovraffollamento delle Carceri ( che rende in alcuni casi ingiustamente afflittive le condizioni dei detenuti ) dipendono essenzialmente da due cause

    1) L’ inettitudine dei Ministri di Grazia e Giustizia che si sono fin qui succeduti

    2) L’ inettitudine di certi Magistrati

    Infatti, per quel che riguarda i Guardiasigilli Italiani, desidero ricordare che sono state costruite numerose nuove carceri MAI terminate o collaudate ( alcune di queste sono state mostrate in filmati di “Striscia la Notizia”
    Inoltre i Governi Italiani non sono mai stati capaci di stipulare convenzioni con i vari Paesi Stranieri onde inviare i detenuti Stranieri nei loro Paesi d’ origine

    Per quanto riguarda i Magistrati, molti di loro, al momento di condannare rapinatori e spacciatori Stranieri anche PLURIPREGIUDICATI non applicano la pena accessoria dell’ ESPULSIONE dall’ Italia a fine pena

    Per cui, come si vede, in Italia fra le tante cose che non funzionano ne troviamo una che funziona PEGGIO di tutte le altre : la Giustizia

    banalmente mi viene da dire di ospitare i detenuti nei migliori alberghi della città mentre vengono ristrutturate le carceri. troppo spesso ci si ricorda di chi sta nelle carceri e si dimenticano le loro vittime. vittime non solo di efferati delitti, vittima è anche chi è costretto a vivere in una società inospitale per colpa di chi con mazzette, corruzione, incompetenza ha rovinato la vita a generazioni intere. l’afa di oggi vi deve far riflettere.

    Fine pena mai.
    una bella camurria!!!
    Ma questa e’ lazita.

    Io proprio non capisco – e lo scrivo a lei come agli altri – che valore aggiunto diano a una giusta pena gli scarafaggi, il sovraffollamento e la degradazione. Il carcere che inghiotte un delinquente e lo risputa delinquente ed esasperato è un fallimento per tutti: vittime comprese. Saluti.

    Sono assolutamente d’accordo col direttore Puglisi

    Roberto Puglisi 18:40:33

    Che le Carceri costituiscano un ambiente degradato che non agevola la rieducazione di coloro che sono rieducabili sono pienamente d’ accordo con lei
    E ciò dipende in parte sia per l’ inettitudine di chi dovrebbe provvederbi e spesso anche di chi li dirige
    Del resto abbiamo avuto alla conduzione del sistema penitenziario nazionale anche illuminati Magistrati ( come Caselli ed al ) senza che la situazione sia cambiata granchè in meglio

    Anche perchè buona parte del degrado carcerario ( quello psicologico ) dipende dall’ obbligata promiscuità fra carcerati autori di reati di gravità enormemente diversa, ed a ciò NESSUNO ha finora voluto ovviare

    Quanto però agli scarafaggi e al sovraffollamento, mi consenta, questi inconvenienti li ritroviamo anche in molti dei nostri Ospedali Palermitani , dove persone economicamente disagiate, e che nulla hanno commesso, devono convivere con il caldo, la sporcizia ed insetti molesti dei più svariati generi

    Puglisi mi faccia capire. Lei non è nuovo a questo tipo di pietosismi, mi ricordo ancora di quell’articolo relativo a quel poveraccio che ha dato in testa un estintore al rapinatore che lo ha malmenato e minacciato la sua famiglia, indignandosi che il 99,99% della città ha goduto nell’apprendere questa notizia. Siamo l’unico paese in cui una persona condannata all’ergastolo sa già che, comunque, prima o poi potrà uscire: permessi premio, libertà vigilata e quant’altro. Siamo il paese con la giustizia più molle e bonacciona del mondo, dove gente che ha fatto rapine, se è incensurata, viene rilasciata con “pena sospesa”, fino alla prossima rapina in cui forse si farà qualche mesetto. Siamo il paese in cui (è notizia di qualche mese fa) un ladro ha chiesto e ottenuto il risarcimento danni dalla persona che stava rapinando perché questa ha reagito sparandogli alle gambe rendendolo zoppo. Io sono d’accordo con il garantire delle condizioni minime di decoro alle carceri, considerando soprattutto che non ci finiscono solo i serial killer, ma anche gente che ha rubato un pacco di pasta. Però voler per forza e a prescindere essere “buoni coi cattivi” mi sembra una considerazione difficile da digerire.

    E’ facile parlare a vanvera: Fonti Ufficialidel Dap al 30 giugno 2012, parla di oltre 100 gl ergastolani con oltre 30 anni carcere.
    L’ergastolo ostativo ai benefici è una pena “senza fine” che in base all’art 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario, nega ogni misura alternativa al carcere e ogni beneficio penitenziario ai chi è stato condannato per reati associativi. Per meglio comprendere la questione bisogna avere presente la legge 356/92 che introduce nel sistema di esecuzione delle pene detentive una sorta di doppio binario. Per taluni delitti ritenuti di particolare allarme sociale, il legislatore h; previsto un regime speciale, che esclude dal trattamento “extra murario” i condannati, a meno che questi collaborine con la giustizia. Per questo motivo molti ergastolani non possono godere di alcun beneficio penitenziario e di fatto sono condannati a morire in carcere. Ostativo vuol dire che è negato ogni beneficio penitenziario: permessi premio, semilibertà, liberazione condizionale, a meno che non si collabori con la giustizia per l’arresto di altre persone. Ogni progresso nella condotta del detenuto, dalle attività formative a quelle rieducative, non contribuisce in alcun modo ad un alleggerimento del regime detentivo.

    In Europa, a parte l’Italia, non esiste l’ergastolo come condanna perpetua. La pena è soggetta a riesame periodico: Gran Bretagna 20-25 anni; Grecia 20 anni; Francia 5 anni; Germania 5 anni; Austria 14 anni; Svizzera 14 anni; Olanda 14 anni; Norvegia 2 anni; Danimarca 10-12 anni; Belgio 10-14 anni; Cipro 10 anni; Irlanda 7 anni; Islanda nessun ergastolano; Portogallo e Spagna non esiste l’ergastolo.

    Mita 13:40

    Ho aperto il sito http://www.carmelomusumeci.com/pg.lista.appello.php

    Pur condividendo la necessità di sollevare le Carceri dalla situazione di degrado ( ben descritta peraltro dal Musumeci ) nella quale si trovano per l’ incuria della Burocrazia ed il Disinteresse dei Politici, non posso ritenere fondate le doglianze dell’ ergastolano Musumeci relative alla sua esclusione dai meccanismi premiali largamente ( anche troppo ) previsti dall’ Ordinamento Penitenziario
    Infatti tale sua esclusione è dovuta alla legge 356/92 che esclude gli Omicidi di Mafia ( o di equivalenti organizzazioni criminali ) QUALORA il reo si rifiuti di collaborare con la Giustizia
    In altre parole, se io ammazzo una persona e poi, una volta individuato e perseguito, mi RIFIUTO di confessare chi è stato il mandante o chi sono stati i miei complici nell’ esecuzione dell’ omicidio ( o degli omicidi ) , vengo escluso dai benefici concessi ai criminali cosidetti “comuni”che hanno posto in essere identici comportamenti di NON collaborazione

    Tale Legge, giusta o sbagliata che sia, è stata caldeggiata dai principali PM antimafia ed infine introdotta nell’ Ordinamento

    E’ facile parlare con luoghi comuni, eppure è la stessa Amministrazione penitenziaria che negli ultimi mesi ha diffuso dati ufficiali dicendo che attualmente sono oltre 100 gli ergastolani che hanno scontato oltre 30 anni di carcere!

    Questo perchè esiste l’ergastolo ostativo ad ogni beneficio penitenziario, che rende veramenteIL FINE PENA MAI

    L’ergastolo ostativo ai benefici è una pena “senza fine” che in base all’art 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario, nega ogni misura alternativa al carcere e ogni beneficio penitenziario ai chi è stato condannato per reati associativi. Per meglio comprendere la questione bisogna avere presente la legge 356/92 che introduce nel sistema di esecuzione delle pene detentive una sorta di doppio binario. Per taluni delitti ritenuti di particolare allarme sociale, il legislatore h; previsto un regime speciale, che esclude dal trattamento “extra murario” i condannati, a meno che questi collaborine con la giustizia. Per questo motivo molti ergastolani non possono godere di alcun beneficio penitenziario e di fatto sono condannati a morire in carcere. Ostativo vuol dire che è negato ogni beneficio penitenziario: permessi premio, semilibertà, liberazione condizionale, a meno che non si collabori con la giustizia per l’arresto di altre persone. Ogni progresso nella condotta del detenuto, dalle attività formative a quelle rieducative, non contribuisce in alcun modo ad un alleggerimento del regime detentivo.

    In Europa, a parte l’Italia, non esiste l’ergastolo come condanna perpetua. La pena è soggetta a riesame periodico: Gran Bretagna 20-25 anni; Grecia 20 anni; Francia 5 anni; Germania 5 anni; Austria 14 anni; Svizzera 14 anni; Olanda 14 anni; Norvegia 2 anni; Danimarca 10-12 anni; Belgio 10-14 anni; Cipro 10 anni; Irlanda 7 anni; Islanda nessun ergastolano; Portogallo e Spagna non esiste l’ergastolo.

    Piscitello, rilegga l’articolo. E vedrà che non ha compreso quello che c’era scritto.

    Katia 22:31:14

    Lei finge di non vedere il problema : l’ esclusione dai ( troppi ) permessi e libertà anticipate ecc concessa agli ergastolani “comuni” è precluso ai MAFIOSI che hanno ucciso e che, per loro personali convincimenti NON vogliono indicare nè il mandante nè i complici dell’ omicidio ( o degli omicidi ) che hanno commesso
    Costoro soggiaciono anche al cosidetto “carcere duro” con limitazioni delle visite ecc

    Questa Legge stata varata su pressioni dei Magistrati e di alcune forze politiche ( segnatamente di Sinistra )

    Per cui, finchè è in vigore, mi pare che i condannati per omicidi di MAFIA ( e associazioni equipollenti ) continueranno ad iniziare ( diversamente dagli altri assassini ) a beneficiare dei permessi e libertà provvisori DOPO i 30 anni di carcere

    Del resto, questo è lasciato anche alla SCELTA dei singoli KILLER di Mafia

    Katia 22:31:14 che dice :
    In Europa, a parte l’Italia, non esiste l’ergastolo come condanna perpetua. La pena è soggetta a riesame periodico: Gran Bretagna 20-25 anni; Grecia 20 anni; Francia 5 anni; Germania 5 anni; Austria 14 anni; Svizzera 14 anni; Olanda 14 anni; Norvegia 2 anni; Danimarca 10-12 anni; Belgio 10-14 anni; Cipro 10 anni; Irlanda 7 anni; Islanda nessun ergastolano; Portogallo e Spagna non esiste l’ergastolo.”

    Temo che lei sia qui per disinformare

    Ma dove ha letto mai che in Norvegia chi compie un omicidio sconta solo due anni ?

    La verità è che i tempi che lei cita negli altri Paesi sono i tempi di revisione del percorso di RIEDUCAZIONE dei detenuti che a differenza di quell’ EDEN del crimine non vengono concessi a PIOGGIA ma solo a chi se li merita
    Non per nulla molti Rumeni, Nord Africani, Sud Americani scelgono proprio l’ Italia per delinquere ben sapendo che, se scoperti, sconteranno sanzioni MINIME

    Il problema è un altro : per chi commette omicidi particolarmente efferati, nessun beneficio dovrebbe esser concesso prima di 30 anni di cella EFFETTIVA
    Diversamente andremmo a ledere il DIRITTO alla VITA di altre future vittime

    Similmente, anche chi ha compiuto più di TRE rapine o estorsioni, non dovrebbe aver accesso ad alcun permesso fuori dal carcere o liberazione anticipata

    E tutti gli Stranieri che delinquono per reati gravi, dovrebbero esser ESPULSI immediatamente a fine pena !

    Allora si che i fatti criminosi diminuirebbero di molto e le galere, non più intasate da stranieri che reiterano puntualmente i loro reati, si svuoterebbero come d’ incanto !

    Del resto c’è poco da fare : chi uccide, violenta, rapina estorce, MENO stà in mezzo alla gente e meglio è !

    Comunque io credo che occorra andare verso l’ eliminiazione del 41 bis e del carcere duro e rendere il carcere meno afflittivo e più rieducativo

    E certe pene potrebbero anche essere diminuite, purchè CERTE

    Che senso ha condannare a 6 anni un estorsore o un rapinatore e poi mandarlo in “permesso” dopo 1 anno ?
    Diamogli 4 anni, ma da scontare INTERAMENTE in Galera, studiando e lavorando
    Invece le pene per i RECIDIVI abituali, andrebbero raddoppiate

    Insomma, occorre trovare un punto di equilibrio, perchè non possiamo arrivare al punto che le persone che non delinquono debbano vivere assrragliate in casa ( a parte che ormai entrano anche lì ) per permettere ai delinquenti di circolare indisturbati !

    Rileggendo l’articolo ed anche i post di l’Arcangelo e Katia penso che esprimiate più o meno concetti non molto distanti tra loro.
    L’unico reale punto di disarmonia sembrerebbe essere il 41bis, laddove l’ergastolo è da intendersi realmente “fine pena mai” a meno il reo non si decida di divenire “collaboratore di giustizia”.
    Il punto è quindi che al processo di rieducazione valido ai fini della revisione della pena si sostituisce in toto la volontàopportunitàconvenienza di divenire collaboratore di giustizia.
    Pur riconoscendo la bontà e le forti motivazioni che spinsero il legislatore ad inasprire tutti gli strumenti di lotta al fenomeno mafioso, a me questo passaggio mette i brividi!!! poichè, nello specifico, ricorda molto ma molto da vicino quello utilizzato dal Tribunale della Santissima Inquisizione come strumento di lotta al fenomeno dell’eresia.
    Il reo confesso delatore abiurante scontava pena diversa rispetto a chi non riusciva proprio a riconoscersi come eretico nè riusciva a chiamare in causa altri “rei”; per quest’ultimo il rogo era assicurato; con grazia di preventiva morte o meno dipendeva dalla capacità economica del condannato.
    Ora nel mettersi nei panni di un imputato di eresia viene normale pensare che mediamente una persona qualsiasi sarebbe stata ben volentieri proclive a chiamare in causa chiunque pur di evitarsi le fiamme, no?!
    Stessa cosa vale per le misure patrimoniali. Pensate e volute come validi strumenti di lotta alla mafia hanno finito per essere un forte ostacolo allo sviluppo e crescita economica dell’isola, in funzione dell’uso distorto operato negli anni.
    Però il punto è qual’è l’alternativa?!….io ero adolescente negli anni ’80 e ragazza negli anni ’90 ergo so cosa è il fetore della mafia…..bisognerebbe andar cauti nel richiedere interventi sul 41bis….ossia affrontarli dopo seri ed approfonditi studi!!
    una ovvietà:tanto minore la giustizia assicurata, tanto maggiore la probabile recrudescenza del fenomeno mafioso….

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