Se la Chiesa di Palermo, composta dai cristiani che vengono guidati e formai da preti e parroci, non segue la linea proclamata dal suo Vescovo, c'è un problema di fondo. O parole come sinodalità e Vangelo vengono utilizzate sono nella teoria ma poi alla fine ogni presbitero ordinato segue la sua linea senza essere in comunione con il proprio vescovo; oppure il Vescovo non mette la stessa grinta ad attuare davvero i principi di missionarità, lasciando che le omelie e i forti messaggi rimangano parole inattuate. Il coraggio non è nei proclami, ma è la radicalità alla Parola che stravolge l'ordinario modo di vivere, rendendoci testimoni credibili del Vangelo. Altrimenti possiamo solo restare ad ammirare le nostre bellissime ed inutili lunghe frange.


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