Lagalla: "Rifiuti, così staneremo gli evasori. Cuffaro, adesso basta..."

Lagalla: “Rifiuti, così staneremo gli evasori. Cuffaro, adesso basta…”

Il sindaco di Palermo a tutto campo: la Tari, la politica e le polemiche con vista Europee
L'INTERVISTA
di
3 min di lettura

PALERMO- Sindaco, sia sincero: non è che si è pentito della sua discesa in campo, considerando la difficoltà di amministrare Palermo?
“Ma si figuri, andiamo avanti con slancio”.

Chiacchierata domenicale con Roberto Lagalla per fare il punto su alcune vicende alla ribalta della cronaca. Qualche battuta sulla Tari e gli evasori: ecco il focus. Senza dimenticare il ‘caso Cuffaro’, nell’imminenza delle elezioni europee.

Sindaco, purtroppo non possiamo non cominciare da quanto è avvenuto in via Notarbartolo, con due corpi riversi a terra.
“Purtroppo, è così. Davanti alla tempesta della mente e della coscienza, si può solo esprimere dolore e vicinanza per chi soffre”.

L’aumento, seppure annunciato, della Tari sta suscitando molte polemiche. L’opposizione è in subbuglio, i cittadini si lamentano.
“L’opposizione gioca la sua partita, ma ricordiamo che, quando governavano molti di coloro che ora si oppongono, la Rap, la partecipata che si occupa dei rifiuti, era stata abbandonata, fino ad arrivare al punto estremo della sua crisi”.

C’è chi parla di stangata, di salasso…
“Termini assai impropri. C’è una previsione dell’Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ndr) con una forbice fino al 9,6 per cento. Noi l’abbiamo tenuta al di sotto del cinque, impattando sulla città per sei milioni, a fronte degli otto previsti, grazie al contributo della tassa di soggiorno. Una famiglia media pagherà dieci-dodici euro in più all’anno”.

La tassa aumenterà ancora?
“L’Arera ha previsto due scatti, ma faremo in modo di disinnescare quello previsto per l’anno prossimo. Aggiungo questo: è chiaro che la Rap trarrà un oggettivo vantaggio dalle risorse e dovrà rispondere alla sfida”.

Infatti la lamentela generale verte proprio sulla inefficienza del servizio, con un pagamento in crescita. Non le pare corretto?
“Certamente, ma dimentichiamo alcune cose: l’aumento è a livello nazionale, mentre a Palermo si paga la Tari più bassa d’Italia. Solo il cinquanta per cento dei cittadini è in regola, per non citare i tanti che, regolarmente, conferiscono i rifiuti fuori orario. La questione dei rifiuti è il nostro problema principale, noi abbiamo investito sulla Rap, in mezzi e assunzioni, e continueremo a farlo perché non si vince una guerra senza armi. Ovvio che ci aspettiamo risultati concreti e la fine degli alibi”.

Tocca il classico tasto dolente, sindaco: evasori e munnizza selvaggia…
“Ci stiamo muovendo con due ordinanze affinché i controlli sui rifiuti buttati impropriamente riservino, per i trasgressori, l’elevazione al profilo penale della responsabilità, secondo la nuova legge. Sugli evasori agiremo con forze esterne, attivando un servizio di prelievo coatto, perché è evidente che il rapporto tra amministrazione e agenzia di riscossione non dà i risultati sperati”.

Cambiamo argomento. In occasione delle Europee, è tornato alla ribalta il ‘caso Cuffaro’ che ha influito su mancate alleanze e mancate candidature. Non è un fatto nuovo. Ricorderà le polemiche su Cuffaro e Dell’Utri ai tempi della sua corsa a sindaco. Che ne pensa?
“La sua domanda suscita in me ricordi dolorosi, ma non mi sottraggo. Non si può continuare così con Cuffaro. Sembra il gioco della muffa di quando eravamo bambini: chiunque lo sfiora diventa un peccatore. Questo capitolo andrebbe chiuso, tenendo presente sia il valore della riabilitazione, sia la lealtà di chi viene coinvolto, suo malgrado”.

Ma è vero che lei sta costruendo un rapporto privilegiato con Antonio Tajani? Il nostro Roberto Immesi ha raccontato un incontro con vista sulla politica.
“Ho semplicemente aderito con piacere a un processo che mette insieme, a livello nazionale, movimenti civici e sindaci che si riconoscono nei valori del Partito Popolare. Tutto qui”.

A che punto è la città?
“Al punto in cui magari non si percepisce il lavoro svolto per ridarle agibilità amministrativa e correttezza finanziaria. Era la premessa necessaria, ma già si cominciano a vedere buoni segnali”.

Sa cosa sussurra qualcuno, sindaco?
“Cosa”.

Che lei stia facendo un pensierino futuribile alla poltrona di presidente della Regione. Conferma?
“Penso soltanto che, dal balcone di casa mia, dove sto parlando, mi affaccio su Villa Trabia e mi viene tanta voglia di portare a passeggio i miei nipotini”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI