Finta confessione con furto | Un arresto a Gela

Finta confessione con furto | Un arresto a Gela

Domenico Davide Gammino

Due gelesi (uno minorenne) secondo l'accusa erano responsabili di colpi nelle parrocchie. Sempre con lo stesso stile.

Intervento dei carabinieri
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GELA (CALTANISSETTA)– Era diventato un vero e proprio rito, questa volta è proprio il caso di dirlo. Un copione allestito nei minimi dettagli e messo in scena svariate volte quello studiato da due gelesi che si erano specializzati in furti dentro le chiese. Questa mattina sono stati smascherati dai carabinieri del reparto territoriale di Gela che nell’ambito dell’operazione denominata “Infidelis” hanno arrestato un uomo di 32 anni, Domenico Davide Gammino ed identificato un minore segnalato presso la Procura per i minorenni di Caltanissetta. Gammino è ora accusato di furto aggravato in concorso.

I due, fingendo di volersi confessare, si facevano ricevere dal sacerdote. In realtà il loro era un pretesto per conoscere bene i locali della parrocchia, gli orari di afflusso dei fedeli, annotare le possibili vie di fuga, appurare se fossero controllate da telecamere o da semplici sagrestani ed adocchiare gli oggetti di valore e i posti in cui erano custoditi. In alcuni casi arrivavano addirittura a frequentare assiduamente la parrocchia. Ma dopo i furti sparivano dalla parrocchia. Un modus operandi ricostruito dai militari che hanno così in cinque mesi ricostruito numerosi episodi che alcuni sacerdoti della città hanno denunciato.

In particolare i furti, che risalgono alla primavera scorsa, sono stati perpetrati nel convento dei Cappuccini, nella Chiesa Regina Pacis e nella Parrocchia sant’Antonio. Il primo episodio si è registrato lo scorso 11 aprile. I due hanno portato via una pisside ed una teca in argento, entrambe trafugate dal tabernacolo; nel secondo caso, verificatosi lo scorso 5 Marzo dalla parrocchia del quartiere Fondo Iozza i ladri hanno portato via dall’altare, già arredato per la messa un calice, una coppa ed una pisside. Durante l’ultimo colpo messo a segno Gammino ed il suo complice hanno portato via un porta ostia in argento chiuso nel tabernacolo. L’arrestato ora sottoposto ai domiciliari, è stato individuato grazie alle testimonianze di numerosi fedeli e all’analisi di diverse registrazioni dei sistemi di videosorveglianza da cui gli inquirenti hanno potuto constatare il modus operandi, che ciclicamente si ripeteva.


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