Fondazione Gimbe: "Vicini ad una discesa dei nuovi casi" - Live Sicilia

Fondazione Gimbe: “Vicini ad una discesa dei nuovi casi”

“Negli ultimi sette giorni abbiamo registrato un ulteriore -25% di nuovi vaccinati“
CORONAVIRUS
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“Ci troviamo in un plateau di nuovi casi giornalieri di contagio che, ormai da sette giorni, si sono stabilizzati attorno a quota 70-71 mila. Verosimilmente questo prelude ad una discesa della curva, auspicando che non si verifichi una diffusione del contagio nelle Regioni del nord”. A fare il punto sulla fase attuale dell’epidemia di Covid-19 è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto su Radio Cusano Campus.

“La cosa stranissima di questo rialzo consistente di casi – ha spiegato Cartabellotta – è data dall’aumento dei contagi prevalentemente nelle Regioni del Centro e del Sud, mentre le grandi regioni del Nord, tra cui Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e, in misura minore, il Veneto, si sono mantenute con casi sostanzialmente stabili. Ovviamente l’aumento dei casi ha portato a un incremento dell’occupazione dei posti letto in ambito ospedaliero soprattutto in area medica: il 12 marzo avevamo 8.234 posti letto occupati mentre ieri erano 9.181, ossia quasi un migliaio in più. In terapia intensiva invece l’occupazione da parte di pazienti COVID è sostanzialmente stabile: da 447 posti letto del 12 marzo a 464 di ieri”. Questo però dimostra che, “pur trovandoci di fronte a una variante più contagiosa e meno grave, quando i casi aumentano notevolmente si verifica sempre un rimbalzo all’interno degli ospedali. Se la circolazione del virus rimane questa non dovremmo avere particolari problemi”.

Il presidente della Fondazione Gimbe fa il punto sulla situazione legata ai vaccini: “Siamo fermi: negli ultimi sette giorni, cioè tra il 21 e il 27 marzo, abbiamo registrato un ulteriore -25% di nuovi vaccinati che ammontano a poco più di 15 mila in questa settimana e questa discesa riguarda anche le terze dosi e le vaccinazioni in ambito pediatrico che hanno una copertura solo del 33,6%”.

“Ingiustificata la bassissima copertura con le quarte dosi riservate a quasi 800 mila persone immunocompromesse che si attesta a poco meno del 7% con alcune differenze regionali (Piemonte 33,5%, Valle d’Aosta, Emilia-Romagna e Bolzano a poco più del 14% ma Calabria, Basilicata, Molise e Abruzzo sono prossime allo 0%). In questa fase la protezione dei fragili è un obiettivo fondamentale: è davvero incomprensibile che queste persone non vengano vaccinate pur essendo noti i nominativi alle Asl”. Il presidente Gimbe ricorda quindi come la copertura del vaccino “dopo quattro mesi cominci a declinare, ma i dati in nostro possesso sono ancora preliminari”.

È “evidente – rileva – che le persone fragili (gli over 80) possono beneficiare della quarta dose, la cui efficacia invece si annulla nella fascia 60-69 anni. Se a ciò aggiungiamo che gli attuali vaccini sono tarati sulla variante originale di Wuhan e che in questo periodo dovremmo rilevare una riduzione della circolazione virale, è ragionevole che dinanzi a evidenze scientifiche modeste l’EMA non si sia pronunciata – con esclusione degli immunocompromessi – con indicazioni precise sulla quarta dose”.


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