Formazione, l'Isida | finisce in liquidazione - Live Sicilia

Formazione, l’Isida | finisce in liquidazione

L'Istituto superiore per imprenditori e dirigenti di azienda è stato per oltre 50 anni il primo e più importante centro di formazione manageriale del Mezzogiorno. Adesso i soci ne hanno deciso la messa in liquidazione.

Sipario su una realtà nata nel 1956
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PALERMO – L’Isida di Palermo sospende i corsi e precipita verso la chiusura, i soci (Università di Palermo, Kore di Enna, Iulm di Milano, Fondazione Sicilia e Provincia di Palermo), ne hanno deciso la messa in liquidazione. L’Istituto Superiore per Imprenditori e Dirigenti di Azienda, fondato nel 1956 da Gabriele Morello, è stato per oltre 50 anni il primo e più importante Centro di formazione manageriale del Mezzogiorno. I nove dipendenti sono in assemblea permanente, chiedono aiuto alla Regione e al Comune di Palermo per non chiudere uno dei centri di eccellenza dell’Isola.

“La liquidazione dell’Isida, di per sé fatto gravissimo nel contesto socio economico e culturale della Sicilia – scrivono in una nota – assume carattere di incredibile malgoverno dell’istituzione, se si considera che l’esiguo numero di dipendenti, altamente specializzati, che per decenni si sono prodigati per il migliore andamento dell’Istituto, sono oggi in sospensione dall’attività: da luglio scorso non percepiscono alcuno stipendio. Oltre 5.000 partecipanti al principale corso dell’Istituto (un Master basato sul modello delle business schools americane, della durata di 8 mesi full time) hanno trovato occupazione. Migliaia di giovani che hanno seguito gli altri corsi teorico-pratici promossi dall’Istituto sia a Palermo che a Catania si sono formati in modo da ricoprire ruoli di responsabilità in imprese private e pubbliche, regionali, nazionali e internazionali (i corsi venivano tenuti sia in italiano che in inglese)”.

La posizione di preminenza mantenuta per vari decenni dall’Isida è testimoniata sia dall’Asfor – l’Associazione italiana che sovrintende alla formazione di eccellenza – che dalla Efmd, con sede a Bruxelles, che svolge lo stesso ruolo su scala internazionale.


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Commenti

    Leggo con profonda tristezza la notizia.
    Quanti anni sono passati, ho frequenato il master nel 1974, ben 38 anni fà, in quella bella e prestigiosa sede di via Libertà.
    Ricordo pure il giro per alcune aziende del catanese fatto a fine corso, ricordo appena alcuni colleghi ed il professor Morello.
    Circa venti anni fà qualcuno ci stava ricontattando …poi niente.
    Il corso, allora, era interessante e mi è servito nella mia vita lavorativa… adesso penso anche agli addetti che hanno perso il loro posto di lavoro.
    Non sono a conoscenza della situazione dell’Istituto degli ultimo anni, ma penso che davanti a tanti sperperi, politici e non, si poteva cercare di evitare questa chiusura

    La chiusura di istituzioni culturali vere, non di carrozzoni, è una cosa inaudita. Ma tutto in questa città passa inosservato, si fa abitudine a tutto. Credo che il prosciugamento della tabella H, da tanti invocato, abbia avuto anche questo “effetto collaterale indesiderato”.

    Complimenti per la gestione degli ultimi tempi. Forse l’unico obbiettivo era quello di liquidare il prestigioso istituto per poi assumere l’ennesima presidenza dell’ultimo centro di alta formazione e così intercettare tutto il budget regionale del settore. Quando una legge che vieti la cumulazione delle cariche pubbliche ? Quando un limite di età ? Quando una verifica in ordine alle oscure appartenenze per chi dirige istituti a capitale pubblico?

    Pure a me dispiace e mi rattrista tanto questa notizia. Il mio papà ha lavorato all’ISIDA per tanti anni e sempre con molta passione. In quella sede di via Libertà ci andavo ogni tanto da bambino ed ero contento anche perchè c’erano dei bellissimi pappagalli. Avrei dovuto fare anch’io il corso post-laurea ma poi le cose sono andate diversamente.

    Non ho parole!!! Ho frequentato il corso con passione e ho avuto le mie soddisfazioni professionali.

    Mi rivolgo a titti quelli che hanno frequentato i corsi: Proviamo a salvare l’isida!!!

    Peccato.Era una eccellenza nel settore.Evidentemente non è servita più a qualcuno.

    E’ un evento triste per tutti. L’isida in quasi sessant’anni di attività ha formato migliaia di persone e, molte di queste, adesso occupano posti di assoluto rilievo e prestigio. Io sono stato doppiamente fortunato, ho frequentato un corso isida e, successivamente ho avuto il privilegio di lavorarci per oltre 5 anni. Sono stati 5 anni determinanti per la mia formazione professionale. Sono stato allievo e collaboratore di Roberto Carta, Gabriele Morello, ho incontrato persone il cui nome avevo letto in precedenza sui libri su cui studiavo. Era anche un lavoro durissimo ma lo si faceva con piacere ed orgoglio. La notizia secondo cui sull’Isida “cala il sipario”, per me, è come un lutto. E’ come se leggessi sul giornale “E’ sparito il Teatro Massimo”. E’ un pezzo importante e prestigioso della Sicilia che sparisce e non c’è da andarne fieri. Per chi non lo sapesse, l’Isida è la più antica scuola di formazione manageriale d’Italia. Se, come sembra, il sipario calerà definitivamente, una ulteriore voragine si aprirà in questa terra difficile e autolesionista. Un abbraccio sincero agli attuali dipendenti dell’istituto, molti dei quali miei ex colleghi e amici.

    Nel mio caso ci sono due generazioni che hanno studiato all’ISIDA: mia madre ed io, ed entrambe siamo addolorate per ciò che sta accadendo. Vorrei ricordare che la scuola ha “formato” tante, tantissime persone, cha hanno avuto delle carriere di grande successo.(vedasi il compianto Ninni Cassarà) Ciò dovrebbe costituire il motivo per portare avanti la mission di questo Istituto, rinomato in tutta Italia e oltre. Ho avuto la possibiltà di avere dei professori di grande spessore, sia dal punto di vista didattico sia umano, che mi hanno trasferito delle conoscenze cha ancora oggi utilizzo. E’ triste vedere la sua fine ma ancor di più fa male vedere che dietro questo fatto grave, che comporta anche la perdita del lavoro dei suoi dipendenti, ci sia la solita macchinazione politico-economica, in pieno stile Iitaliano, in voga in questi utlimi anni. Non voglio usare parole diffamanti verso nessuno ma una sola mi viene in mente: VERGOGNA!!

    Ho frequentato il Corso ISIDA per addetto al reparto commerciale e marketing nel 1990, quando ancora solo gli addetti ai lavori conoscevano il marketing. Ne ho tratto un prezioso insegnamento professionale e morale, fornitomi da docenti di prestigio. Sono entrata a far parte del mondo del lavoro proprio grazie all’ISIDA ed ancora oggi traggo i benefici dell’esperienza vissuta. La chiusura dell’Istituto addolora tutti gli ex partecipanti e docenti dei corsi di formazione, ma dovrebbe anche addolorare ed, ancor di più, scandalizzare i vertici delle istituzioni regionali, che precludono a tanti giovani siciliani di crescere professionalmente.

    Un altro caso di malaformazione, verrebbe da dire. Ma questo non è un caso come un altro. L’ISIDA è stato fin dalla sua fondazione negli anni ’50 ad opera del prof. Oreste Morello, il nostro fiore all’occhiello, il fiore all’occhiello del SUD ITALIA e fino a quando non è nata la Bocconi, come ente di formazione, per l’Italia tutta. L’ISIDA è stato uno dei primi centri ASFOR in Italia. Sapete cos’è l’ASFOR? Un ente che accredita l’alta formazione in Italia con criteri molto selettivi. E’ garanzia di qualità, di eccellenza per dirla con un linguaggio noto ( e anche abusato) nel mondo della formazione oggi. Ora mi chiedo, come può un ente di tale portata, con una storia davvero impressionante di successi, che ha “sfornato” alcuni tra i massimi dirigenti e imprenditori di oggi presenti nelle banche, nel settore dei media, della pubblicità, della formazione, essere messo in liquidazione? Cosa è successo da quando il suo fondatore è stato estromesso qualche anno fa a causa di una gestione, si diceva, non più asso con i tempi? Di chi è la responsabilità di questa catastrofe?
    Da ex allieva nel lontano 1990 e da docente esterno dell ‘ISIDA, non posso che essere addolorata per i dipendenti che hanno perso il loro lavoro, per tutti gli ex-allievi che continuavano ad avere l’ISIDAc come punto di riferimento della loro formazione e che tante giovani in questi anni hanno invitato a frequentarne i corsi per qualificarsi e trovare un lavoro vero, per tutti i giovani che dal 12 luglio, data della messa in liquidazione dell’Ente, sono stati defraudati ancora una volta di un loro diritto, il diritto a non partire per ricevere alta formazione qualificata, il diritto di avere una possibilità in più da questa terra avara…
    Se non fosse stato per l’ISIDA io non avrei iniziato a lavorare negli anni ’90. Ricordo che il mio primo colloquio di lavoro mi aprì le porte al marketing proprio grazie al corso che avevo frequentato. Appena il mio futuro datore di lavoro lesse ISIDA, si illuminò e tutto iniziò nel migliore dei modi. Per 10 anni lavora per quell’azienda prima di passare alla libera professione come formatrice e consulente nelle aree del marketing e della comunicazione. E già in quei dieci anni venni chiamata più volte dal prof. Morello e dal dott. Carta, tramite quello che era stato il mio mentore ing. Fulvio Lauriano, caro amico per tutti noi allievi, ormai scomparso, per insegnare. Sì, proprio così. La filosofia dell’ISIDA era questa coinvolgere gli ex-allievi nell’attività formativa dell’istituto per dimostrare ai giovani che era possibile farcela, che l’ISIDA dava la possibilità di costruirsi un futuro. Avevo venticinque anni quando feci il mio ingresso all’ISIDA da docente, un’emozione che vi lascio solo immaginare. Io posso solo ringraziare di cuore tutti coloro che ai tempi mi hanno concesso questa opportunità, l’opportunità di crearmi il mio futuro lavorativo, la mia professione senza se e senza ma. Ricordo anche che l’azienda per cui lavoravo mi inviò a Bologna, presso un altro centro ASFOR, la PROFINGEST, appena mi presentai i docenti mi pregarono di salutare loro il prof. Morello, complimentandosi con me per avere fatto l’ISIDA. Ebbi pure una proposta di lavoro in quei giorni, ma preferìì rimanere nella mia terra a costruire, a lavorare, a sperare in un futuro migliore. Cari appartenenti al consiglio di amministrazione, e cari politici, passatevi una mano sulla coscienza e chiedetevi come avete potuto fare una cosa simile…

    Non so dirvi quanto mi rattrista leggere una simile notizia. Sono approdata all’isida a ventuno anni, nel 1990. Era l’anno della “Pantera”, dell’occupazione delle università, Ero già prossima alla laurea quando incominciai e non vi approdai solo perchè i corsi erano sospesi, principalmente volevo completare la mia formazione, che fino ad allora era stata troppo umanistica. L’Isida mi ha in un certo senso cambiato la vita. perchè mi ha cambiato la forma mentis. Mi ha insegnato a progettare, a pianificare, a trovare soluzioni alternative anche quando pare che non ve ne siano, competenze, vi assicuro, che mi sono servite anche in altri ambiti, dal lavoro che svolgo oggi, alla vita quotidiana in famiglia. E’ un dolore pensare che dei giovani, come lo sono stata un tempo io, non potranno usufruire della professionalità e delle competenze a me elargite. Se si potesse ancora fare qualcosa per cambiare il corso degli eventi, vorrei sinceramente farlo.

    Non ci posso credere! Hanno lasciato alla deriva un istituto che era un fiore all’occhiello quando era retto dal Prof.re Morello! Invece di investire nell’impreditorialità locale si chiude un’istituzione che per me è stata un’esperienza post-laurea importante: un master bilingue biennale con professori americani ed europei che venivano a Palermo per regalare a giovani siciliani Knowhow anglosassone, un master che ha permesso a me ed a tanti altri di fare stage all’estero e che per molti è servito da trampolino di lancio per il mondo del lavoro. Certamente viviamo un periodo triste socialmente ed economicamente: ma non mi sembra il momento giusto per chiudere una scuola manageriale. Com’è miope la classe politica siciliana!!!!!!!

    Notizia pessima. Speriamo che non vada a finire cosi. Andrea (MBA 1987-89 – glorioso)

    Ho avuto anch’i la fortuna di frequentare il Master Isida negli anni ’90 quando ancora i copiosi finanziamenti ci permettevano di avere i migliori docenti a livello internazionale. Ció che ho imparato in quei due anni, l’ho usato in tutta la mia vita lavorativa. Io sono andata via da Palermo dopo il master, mi dispiace per tutti quelli che in futuro dovranno andarsene perfino prima…

    Sono Master ISIDA A.93_95 e resto senza parole nel leggere questa notizia.
    Ho incontrato Francesco lo scorso anno, ma non avrei mai pensato che quasi ad un anno data avrei letto questa notizia, forse avevo sottovalutato la sua scelta così forte.
    Francamente mi sembra assurda questa fine, seppur nulla accade così dal nulla.
    Non è possibile perdere ISIDA, sarebbe l’ennesima beffa alle capacita’ del nostro amato Sud e della Sicilia.

    L’ennesima sconfitta e vergogna di questa terra dove il pubblico é incapace di gestire. Mi auguro che una scuola di seria formazione come l’ISIDA possa continuare ancora a svolgere il suo ruolo magari con l’innesto di soci privati.

    Ex corsista pure io, dalla notizia non riesco a capire con esattezza il motivo di una possibile liquidazione dell’Istituto, una cosa Peró vorrei dirla, se è vero che tanti docenti erano e sono validissimi e veramente preparati è a mio parere altrettanto vero che alcuni stavano li per caso e senza fare un bel niente.
    I docenti preparati non. Avranno alcun problema secondo me a trovare altro posto, mi dispiace se risulto pure polemico in un momento del genere ma non è tutto oro quello che luccica.

    L’Isida che viene messa in liquidazione, l’ennesima sconfitta di questa terra. Un centro di formazione fiore all’occhiello della Sicilia e dei Siciliani che credono che da queste parti si possa ottenere il successo e cercano il luogo dove far crescere e migliorare le proprie competenze. Sì, l’ennesima di una terra, ma soprattutto di tanti amministratori che governano questa regione cercando di farci credere che la Sicilia sia una terra di perdenti, ignoranti, sudditi, schiavi. Oggi ancora una volta raccontiamo una storia triste, ma è ancor più triste l’indifferenza ed il silenzio che ha avvolto questo ultimo periodo dell’Isida. Ora a parlarvi è un imprenditore che 22 anni fa lasciava il suo primo ed ultimo posto di lavoro dipendente per iniziare un corso all’Isida che avrebbe cambiato la sua vita. L’Isida per me ha rappresentato un vero momento di svolta, ha insegnato veramente tanto, ha creato in me e in tanti giovani di diverse generazioni le basi per poter creare e credere nel proprio futuro. E’ stato e spero che comunque possa esserlo ancora, l’esempio di quale formazione fosse giusto finanziare, attenzionare, privilegiare. E’ stato l’esempio di ciò che significa formare le persone, creare le basi per il futuro di tanti giovani, fornire gli elementi che servono ad avviare il progresso di una terra. E questo forse era ed è il grosso pericolo. Meglio dare in mano alla mediocrità gli strumenti per distruggere il successo, la crescita personale e professionale di tanti Siciliani. Perché creare nuovi imprenditori o manager estremamente preparati? Meglio far crescere la cultura dei “call center”, dei “camminatori” o dei “contatori di tombini”. Rendere migliori le persone è , da queste parti, troppo pericoloso. Ribadisco ancora una volta, meglio perdenti, ignoranti, sudditi, schiavi e soprattutto senza lavoro, questo sì che torna utile a qualcuno. Mentre il mondo si evolve e punta sulla formazione delle persone, noi da queste parti stronchiamo la formazione d’eccellenza.

    mi chiedo come sia potuto succedere…
    se più per dolo o incapacità di gestione…
    una scuola per formare imprenditori e dirigenti d’azienda in default…mah
    una liquidazione credo si decida dopo un più o meno lungo periodo di disavanzi e perdite..
    come mai nessuno se ne è accorto prima…
    forse, e mi spiace dirlo, personale ed impiegati (di alcuni ne ho grande stima) avrebbero dovuto avere maggior coraggio e far sentir forte ed in tempo la loro voce…
    a Roberto Carta il ricordo di maggiore ammirazione quale docente…
    l’ISIDA “apparteneva” al prof. G. Morello, era una sua creatura…
    uomo eclettico, realizzava importanti puzzles;
    il più riuscito, imo, sul concetto di Tempo.

    Caro Giuseppe, qui si parla di dipendenti non di docenti. Si parla di persone che erano regolarmente assunte dall’ISIDA che hanno perso il loro posto di lavoro. Infatti, la maggiorparte dei docenti sono sempre stati esterni, manager, imprenditori, professionisti della formazione, alcuni anche ex-allievi, che comunque hanno sempre garantito alta formazione e qualità nel servizio. E se qualche docente non è stato all’altezza, il sistema di qualità all’interno dell’istituto lo “beccava” senz’altro tramite valutazioni incrociate delle performance, così come venivano valutate accuratamente le performance degli allievi, altrimenti stai certo che l’ASFOR non avrebbe certo accreditato l’ISIDA in tutti questi anni. Certe cose per fortuna non si possono comprare… Se poi ti riferisci ad una tua esperienza personale me ne dispiaccio e non aggiungo altro. Si dice qui da noi in Sicilia che “il pesce fete dalla testa” e se polemica ci deve essere a parere mio può riguardare solo la gestione politica scellerata dell’ISIDA e delle sue risorse…

    Ho appreso la notizia ieri e sono profondamente dispiaciuto. E’ stata una delle più belle esperienze della mia vita, è stato l’inizio di un percorso formativo che nel tempo ho continuato a perfezionare. Ricordo che già all’epoca erano emerse alcune difficoltà legate ai finanziamenti regionali che portarono ad un cambio nella direzione; penso che il declino sia cominciato proprio in quel periodo.

    Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino….quando cedi un azienda una delle componenti fondamentali è il rapporto tra il titolare e la clientela….così è accaduto nel passaggio anzi nel defenestrare il Prof. Gabriele Morello (un grande amico ed uomo) . lui era il cuore dell’ isida che da anni perdeva colpi ma da “buon padre di famiglia” stringeva i denti …. chi è venuto dopo ha adottato questa famiglia che non era sua dalla nascita. Ha provato a portarla avanti ma sorelle….fratelli e cugini….forse non hanno gradito al 100% il nuovo “Parente adottato” .
    Allora cari ex professori ed ex alunni non ci sorprendiamo di quanto è accaduto perchè come recita un noto racconto poi divenuto anche film è stata una “CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA”. Saluti dal vostro affezionato Massimo Strazzeri.

    Mettere in liquidazione l’ISIDA è la prova stessa di quanto l’ISIDA sia necessario per la formazione dei manager siciliani, ancora troppo spesso incapaci di scelte produttive e lungimiranti. L’unico antidoto al malgoverno e alla miopia strategica è la formazione culturale e manageriale di cui la Sicilia ha evidente bisogno. Spero qualcuno possa intervenire per rilanciare l’ISIDA oppure continuarne la missione. Io ho soltanto da ringraziare l’ISIDA per quanto ha contribuito alla mia carriera.

    Sono molto dispiaciuto. Ho sempre manifestato l’orgoglio di aver frequentato il XIII° Master in General Management, che tanto mi è servito a raggiungere i miei obiettivi professionali. Era davvero un’eccellenza della Sicilia, soppressa insieme a tutto ciò che di buono è stato creato in Sicilia.

    Lutto …… muore quel poco di buono che la formazione siciliana è riuscita ad esprimere in tanti anni di grandi sprechi ed occasioni perdute !!

    L’anno del mio corso è stato quello della transizione, quello in cui, da un giorno all’altro, dei distinti signori (chiarissimi emissari della becera colonizzazione politica) ci hanno detto che da li a poco l’istituto avrebbe cambiato dirigenti e direttore, e che avrebbe intrapreso una strada incentrata su percorsi formativi più moderni e sarebbe stato gestito in maniera più professionale per essere allineato agli standard delle più importanti scuole di formazione italiane… e bla bla bla bla.

    Dopo appena 8 anni, possiamo constatare con i nostri occhi quali sono stati i risultati dello sbandierato lavoro di “rinnovamento” dell’istituto.
    Un grande e glorioso progetto (in Sicilia!), creato e portato avanti con amore dal Professore Morello per più di mezzo secolo, è stato fatto affondare in men che non si dica.

    Ma che dire, in fondo l’ISIDA non è altro che un pezzettino di questa povera Italia che sta andando a pezzi..

    Ho frequentato l’ISIDA per ben due volte nella mia vita: la prima nel 1990 subito dopo il diploma e poi nel 1999/2000, anno in cui ho frequentato il VII MBA. Esperienze formative e di vita che hanno segnato il mio cammino lavorativo e che ancora oggi mi accompagnano nella carriera.
    A prescindere dalla parte emotiva toccatami da questa notizia, credo che in Sicilia il problema vero e reale è che non vogliono che in questa terra vi siamo delle eccellenze. Le eccellenze non si possono manipolare a proprio piacimento, le menti pensanti non si possono plasmare e veicolare. In Sicilia è meglio avere un popolo-gregge piuttosto che un popolo colto e capace di bastare a sè stesso
    Mi auguro che la nuova amministrazione regionale riesca a capire il grave errore che si sta commettendo con la chiusura dell’ISIDA e riesca a trovare una soluzione positiva alla questione.
    Monica Cecere

    APPELLO AI MAGNIFICI RETTORI.

    INVECE DI LIQUIDARE SI VERIFICHI LA POSSIBILITA’ DI CEDERE L’ISIDA. SI MOBILITINO TUTTI GLI ESTIMATORI – EX ALLIEVI E TUTTI COLORO CHE CHE PENSANO CHE CIO’ CHE HA DATO LUSTRO ALLA SICILIA E AFFERMAZIONE PROFESSIONALE A TANTE PERSONE CONTINUI A SVOLGERE LA SUA PRESTIGIOSA FUNZIONE

    Sono profondamente dispiaciuto.

    La notizia della messa in liquidazione dell’ISIDA è una sconfitta del nostro sistema, una realtà, la nostra, dove è normale avere migliaia di persone che ricevono uno stipendio senza fare niente, anzi NON DEVONO fare niente, perchè così sono più facilmente manovrabili; al contempo quelle strutture che dovrebbero essere fondamentali per la creazione di una classe dirigente che sia competente e pronta a dare una svolta alla nostra economia, vengono chiuse per mancanza di fondi.
    L’amara considerazione è che abbiamo una regia che manovra la nostra società non interessata al suo futuro, ma attenta a sopprimerne i fattori di sviluppo per potere meglio imporre i propri interessi. Così non si và da nessuna parte, saremo un paese mediocre dell’Africa settentrionale e non una parte della Comunità Economica Europea.
    La mia esperienza personale ha nel master ISIDA il perno su cui ho basato il mio successo imprenditoriale, se si vogliono soggetti in grado di fare azienda, non si può prescindere dal formarli adeguatamente, ed in questo campo l’ISIDA ha svolto egregiamente il suo compito.
    Spero vi siano ancora margini per evitare la chiusura di questo prezioso centro di formazione.
    Roberto Cerasola

    Anche io come Rosario ho frequentato il master in quell’anno di transizione in cui improvvisamente cambiò la direzione dell’ISIDA…e forse da lì ebbe iniziò la sua fine.. mi dispiace per quello che sta accadendo…e mi dispiace che tanti finanziamenti per inutili corsi di formazione continuano ad essere erogati..mentre un ente che riusciva a dare una formazione di più alta livello nel nostro territorio è costretto a chiudere…ricorderò sempre positivamente l’esperienza trascorsa all’ISIDA..

    Ho frequentato il VII MBA (lo stesso di Monica) e pur sapendo della china discendente degli ultimi anni, sono sconcertato da questa liquidazione.
    L’ISIDA era una Business School di eccellenza, specialmente in un contesto come quello siciliano doveva rimanere un punto di riferimento per l’apertura della Sicilia al mondo.
    Metodologie, esperienze umane e docenti davano a noi neolaureati la certezza che si poteva fare bene e crescere in Sicilia, in Italia e nel mondo. Mi dispiace anche molto per i dipendenti che facevano con passione il loro lavoro.

    Ho frequentato il Master in Business Administration Isida nel 1997. Probabilmente a quel tempo era già iniziata la fase discendente, tuttavia fu per me una bella esperienza, a livello culturale, professionale e umano. Alcuni dei colleghi di quel corso sono rimasti ancor oggi tra i miei amici più cari e ho ricordi di lezioni e di docenti straordinari, in qualche caso anche stranieri, perchè si tenevano dei moduli in lingua inglese con docenti provenienti da tutto il mondo. Ricordo ancora, per esempio, il corso di marketing dei servizi tenuto da Wouter De Vries, da Amsterdam. Ma soprattutto era l’unico Master post-lauream di un certo livello che era possibile frequentare in tutto il Sud Italia in quegli anni. Oggi muore anche questo. E i nostri neo-laureati, se vogliono specializzarsi, saranno costretti, ancora di più, ad emigrare verso Nord, a costi elevatissimi che, come al solito, potranno permettersi solo in pochi. E’ l’ennesima sconfitta di una terra che invece di creare le condizioni per trattenere i suoi talenti migliori, sembra invece volerli spingere ad andar via. Che tristezza

    Ho visto con i miei occhi, il Prof. Morello andare via dall’istituto con un’Ape car piaggio (tristissimo) caricata di tutti i suoi averi, libri, scrivanie e quant’altro. Tutti i corsisti di quell’anno, quel giorno abbiamo detto, visto anche chi rimaneva a dirigerlo: presto questo ente morirà e così è stato purtroppo.

    Ho frequentato l’ISIDA nel 1981. La sede era ancora in Via Libertà. Il corso non era ancora biennale, ma dopo la laurea, l’ISIDA con Scaramella al marketing, la Casanova e molti altri, l’entusiamo e la passione di Roberto Carta e la visione di Gabriele Morello, mi hanno aperto orizzonti sconosciuti e opportunità che un giovane come me, di famiglia non benestante, non avrebbe mai potuto avere. Tramite l’ISIDA, ho avuto offerte di lavoro da Olivetti, Zanussi e molte altre aziende. Mentre in Sicilia si sprecano 300 milioni di euro l’anno con enti di formazione che sfornano disoccupati, non si è riusciti a trovare una soluzione per rilanciare una scuola di management come l’ISIDA che era il fiore all’occhiello di tuto il Mezzogiorno. Così i giovani più facoltosi, potranno frequentare tranquillamente la Bocconi e via dicendo, mentre chi ha le capacità, ma non la possibilità economica, dovrà accontentarsi a non avere aspirazioni. E poi si parla tanto nei convegni di mobilità sociale!

    La mia scuola che scompare tra le sabbie mobili della terra che AMO…sconcerto e tristezza…
    Il mio XIII master in general management, frequentato con tanto sacrificio, mi ha ripagato dandomi molto piu’ di quanto io stessa potessi sperare…in termini di occupazione successiva, preparazione professionale e personale, amicizie vere…PASSIONE…
    Non ho la forza di aggiungere altro.

    Dopo la gestione degli ultimi anni, la liquidazione era preventivabile.
    Dai dirigenti, all’amministrazione fino al personale una totale mancanza di professionalità.

    Il metodo è semplice fai entrare nel consiglio di amministrazione dell’Ente che vuoi distruggere altri enti dove sei Presidente, in modo da assicurarti la maggioranza per qualsiasi decisione. Guarda caso hanno messo la scritta “pagina in costruzione” nella pagina “Struttura” del sito dell’ISIDA. Per fortuna internet non dimentica, trovate soci, revisori e consiglio di amministrazione responsabili dello scempio qui: http://web.archive.org/web/20101029153459/http://www.isida.it/it/istituto/struttura.php

    Sapevo delle difficoltà dell’ISIDA ma speravo che non si sarebbe arrivati a questo punto. Ho frequentato l’MBA nel ’97/98 e ho anche ricoperto il ruolo di tutor per una parte del master successivo, esperienze che ricordo con piacere in quanto mi hanno permesso di crescere sul piano formativo e di conoscere compagni di corso molto in gamba.
    Come ha detto qualcuno, mi auguro anch’io che ci siano ancora margini per invertire questo processo di auto-distruzione culturale del mezzogiorno.
    I ragazzi del sud hanno enormemente bisogno di strutture come l’ISIDA!

    Il Presidente dell’Isida purtroppo è la prova dell’esistenza dei cosiddetti manager del disastro. Figure professionali che hanno il preciso compito di portare alla scomparsa le imprese o le istituzioni che rappresentano. Complimenti…portare l’Isida al declino in questo modo così indecoroso era impresa davvero difficile…

    sono allibito…

    in verità avevo il sentore del decadimento gestionale nel quale versava l’istituzione, iniziato da quando il prof. Morello ha smesso di gestirla.

    una bruciante sconfitta per la formazione in Sicilia e in Italia.

    Master 97/98 una ventata di contatti con un corpo docenti importanti, una finestra sul mondo del lavoro a tutto tondo, un’esperienza umana esaltante.

    Un’opportunità che purtroppo non c’è più e lascia più povero il tessuto formativo siciliano.

    Sono molto dispiaciuta. Anch’io come tanti altri commentatori ho frequentato l’ISIDA nel 1985-1986 negli affascinanti locali di Via Libertà. Ho avuto l’onore di ascoltare gli insegnamenti di insigni docenti. E’ un vero peccato!

    Dovrei dire che rimango stupito da questa notizia ma non è così. É ormai una consuetudine che l’ottimo lasci spazio al mediocre, che il merito lasci spazio all’incompetenza, che la logica lasci spazio all’incomprensibile. Ovunque nel mondo ciò che ha una storia viene valorizzato, rilanciato, protetto come elemento distintivo di cui essere orgogliosi, da noi invece viene “liquidato” con fare mediocre, illogico ed incompetente. Oggi lavoro, ricopro un ruolo di responsabilitá ed ho costruito una famiglia, tutto anche grazie al xiv MGM, fondamentale per la mia formazione. Non so cosa si può fare ma sarebbe un delitto non provare ad evitare tutto questo.

    ho avuto la fortuna ormai non replicabile di seguire il master isida mi ha dato tutto quello cui l’università non è riuscita un’esperienza umana forte una apporto professionale legato a miscellanee multietniche fatta di tante voci provenienti da mondi diversi con il collante della concretezza e della voglia di fare.

    Il mio pensiero và a quei ragazzi che quest’anno hanno iniziato il corso e non gli si sta permettendo di finirlo nel migliore dei modi.
    I studenti di Economia ormai da anni giravano alla larga dall’ISIDA, non era la prima scelta per nessuno di noi.
    2 anni fa qualcuno dei dirigenti mi chiese di fare il bilancio sociale dell’ente…non ho mai potuto portare a termine questo lavoro perchè non mi hanno mai voluto dare i bilanci…

    Una vergogna, 50 anni di lavoro andati in fumo ! Inaccettabile !

    una vergogna! vergogna ancora una volta il risultato:cultura stimata 0 ZERO

    La mia partecipazione al Master ISIDA risale al lontano 1967/68. Dal corpo decente guidato dall’impareggiabile Gabriele Morello, ho ricevuto insegnamenti tecnici e sensibilizzazioni sul piano umano decisive nel mio futuro lavorativo. Il Prof. Morello fu il primo in Italia ad importare dalla prestigiosa, antesignana Università di Harward, dove si era formato, i nuovi modelli tecnico/culturali di formazione, che hanno preparato nel tempo schiere di giovani laureati del nostro Meridione, attrezzandoli alle difficoltà ed ai compiti propri del ruolo dirigenziale nei vari settori produttivi. Mi vanto di essere un ex-Isida, perché ciò che il mio animo e la mia mente ne hanno tratto, sono stati veri punti di forza sui quali ho potuto costruire il mio, sia pur modesto, futuro dirigenziale a servizio dell’imprenditoria industriale nazionale. Sono addolorato di quanto apprendo. Proprio in tempi come questi attuali, segnati da pericolose turbolenze economico-finanziarie che affliggono particolarmente il nostro Paese nel più vasto quadro planetario, bisognerebbe rafforzare il ruolo di ISIDA, da sempre una vera eccellenza e non solo in Sicilia, nel preparare coloro che saranno colonne portanti indispensabili di ogni futuro progresso in attività sia private che pubbliche. Gli Enti proprietari di ISIDA, fra cui alcuni benemeriti residenti in Lombardia, lungi dal porre in liquidazione questo prestigioso Istituto, ne rigenerino e ne rinforzino la struttura, con spirito “imprenditoriale”, secondo l’unico, originario DNA, di ISIDA. Me lo auguro. E non sono il solo.
    Pietro Montes

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