Formazione, via al Prof 2011 - Live Sicilia

Formazione, via al Prof 2011

Centorrino ha firmato le direttive
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L’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mario Centorrino, ha firmato le direttive per la programmazione delle proposte formative a valere del Prof 2011. Si tratta del passo decisivo per l’avvio di circa 2 milioni di ore di formazione post scolastica e, secondo l’assessorato, la garanzia della possibilità “per migliaia di giovani di dotarsi di qualifiche spendibili nel mondo del lavoro e che hanno reale attinenza con le attività proprie del nostro territorio”.

“Con il Prof – si legge in una nota di Centorrino – parte l’effettivo riordino del settore della formazione professionale fermo a logiche che risalgono al ’76, rendendo attuale e attuabile il processo di trasparenza amministrativa e controllo delle attività e della reale erogazione del servizio, eliminando sprechi, incrostazioni di qualsiasi natura e modernizzando i percorsi per le qualifiche”.

Entro il 15 gennaio prossimo gli enti di formazione deve far giungere i propri progetti al Dipartimento Pubblica Istruzione e Formazione Professionale,in via Ausonia, 122.

Ecco le principali novità del Prof 2011:
– limitazione degli interventi agli enti presenti nel prof 2010;
-introduzione dell’elenco bloccato del personale a tempo indeterminato assunto entro il 31/12/2008 con divieto di nuove assunzioni e del turnover;
-divieto di finanziamento per enti privi di Durc in presenza di debiti accertati nei confronti dell’amministrazione o che non abbiano provveduto all’accantonamento del tfr;
-istituzione dei ‘poli formativi’ con dotazione oraria pari o superiore a 10 mila ore con contestuale riduzione del numero degli enti;
-offerta formativa formulata in pacchetti, corrispondenti ai fabbisogni formativi del territorio, comprendenti tre tipologie: industria artigianato agricoltura e pesca (20%), servizi/terziario (60%), inclusione sociale e parasanitario (20%);
-introduzione del parametro unico di finanziamento ora/corso per ambito: 140 euro per settore industria artigianato agricoltura e pesca, 130 euro per settore servizi/terziario, 135 euro per settore inclusione sociale e parasanitario;
– istituzione dei centri periferici dell’assessorato per potenziare i controlli, il monitoraggio, le ispezioni e le rendicontazioni con l’ausilio dei Cpi e degli ispettorati provinciali del lavoro;
-qualificazione degli interventi.

Sono considerati prioritari gli interventi formativi a favore:
– delle politiche delle pari opportunità e inclusione sociale;
– dell’educazione ambientale e tecnologie rinnovabili;
– del settore industria, artigianato e pesca;
– dello sviluppo della persona e della ricerca del benessere;
– finanziamenti erogati con lo strumento della ‘convenzione’ che non permetterà aumenti rispetto alla somma decretata

“Con il riordino amministrativo – comunica l’assessorato – non si farà ricorso alle figure professionali abusate e che hanno portato alla saturazione del mercato come acconciatori, parrucchieri, estetisti, operatori su P.C., operatori socio assistenziali e a figure generaliste come operatori amministrativi, turistici, segretari e quant’altro di obsoleto. E’ del tutto evidente che si darà prosecuzione agli interventi formativi che richiedono la biennalità o triennalità per il conseguimento della qualifica”.


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Commenti

    SE DAVVERO PRENDERANNO QUESTA DECISIONE….(E NON CI CREDO) “divieto di finanziamento per enti privi di Durc in presenza di debiti accertati nei confronti dell’amministrazione o che non abbiano provveduto all’accantonamento del tfr”
    GLI ENTI DI FORMAZIONE DIVENTERANNO LA META’!!!!!!! MA TANTO …TROVERANNO QUALCHE SCAPPATOIA!!!!

    Assessore spero sbloccherà anche la situazione degli avvisi pubblici finanziati dal fondo sociale europeo, ormai bloccati non si sa per qualche motivo.

    Ma gli ispettori del lavoro non servono a fare la lotta al lavoro nero? Chi tutelerà i lavoratori sfruttati, con buste paga fittizie ? La verità sta nel fatto che è meno problematico andare a visitare gli enti di formazione (per fare che cosa poi, visto che gli ispettori sono ufficiali di PG) che non stanare le truffe con le false assunzioni, con l’utilizzo in nero degli immigrati anche clandestini! O forse nessuno sa cosa facciano e cosa debbano fare gli ispettori del lavoro ?

    GIUSTO LUIGI……IL 7/09, L’8/09 E GENTE DI MARE..CHE FINE HANNO FATTO???????

    Le novità tanto annunciate sono solo fumo negli occhi: il blocco delle assunzioni c’era già da tempo (e serve solo a paralizzare, impedendo il rinnovo degli enti, e non certo a migliorare la qualità del personale).
    E non è mai possibile l’aumento del finanziamento dei corsi: se spendi di più di quanto deliberato, ce li metti di tasca tua.

    Servirebbe una riforma vera, che dovrebbe iniziare dalla capacità (al momento del tutto assente) della Regione di analizzare la situazione economica ed i trend di sviluppo possibili. In questo modo sarebbe la Regione stessa a dover indicare le figure necessarie al tessuto socio-economico dell’isola.

    La progettazione degli interventi formativi va pagata: al momento solo pochi enti hanno progettisti in organico, e devono affidarsi ad amministrativi o tutor, che ne sanno ben poco.

    La selezione del personale dovrebbe essere fatta con procedure concorsuali pubbliche e verificabili, in modo indipendente dagli enti di formazione: in questo modo si metterebbe un argine alle assunzioni clientelari.

    I parametri di qualità dovrebbero essere differenti: se un allievo abbandona il corso o se viene bocciato può essere un segno di qualità del percorso formativo. Invece, al momento attuale, gli enti sono costretti a far restare gli allievi nei corsi a qualunque costo, pena il definanziamento del corso.

    Servirebbe una connessione diretta con le imprese, tramite la camera di commercio. Le imprese dovrebbero indicare in un unica banca dati la disponibilità ad ospitare stage e le necessità di nuovo personale, in modo da poter programmare le attività formative sulla base delle esigenze delle aziende.

    Servono meno corsi, e con finanziamenti maggiori: come si fa a fare ad es. dei corsi di informatica (o per elettricisti, idraulici, installatori, etc.) seri se la regione continua a ridurre i soldi per le attrezzature?

    Infine occorre un catalogo della formazione a disposizione degli aspiranti allievi. Non esiste ormai da anni, e se una persona vuole sapere quali corsi sono disponibili è costretto a visionare centinaia di pagine web dei singoli enti, o a domandare a sportelli multfunzionali che pubblicizzano esclusivamente i corsi organizzati dal proprio ente. I corsi sono raggruppati all’interno di macroprogetti dai nomi fantasiosi, ma per capire che corsi siano l’unica risorsa è la pubblicità dell’ente… che però non ha soldi per fare pubblicità.

    Insomma, quello che serve alla formazione non è una riforma di facciata, ridotta a slogan vuoti che servono solo per la stampa, ma una riforma vera, fatta sulla base delle esigenze economiche reali.

    Riforma vera, con costruzione annuale del catalogo su richiesta dei datori di lavoro, che si impegnano ad assumere le qualifiche formate (laddove possibile) e non altre qualifiche inutili inventate da affaristi della formazione (ce ne sono tanti che non sarebbero capaci di formare neanche un lavaggista o un netturbino).
    Per mantenere una platea di “formatori” utili solo a se stessi abbiamo costruito un crimine sociale, uno stipendificio inutile !
    Lasciamo stare gli ispettori del lavoro che non c’azzeccano nulla e chiamiamo la GDF, che sa cosa cercare nelle carte degli enti fabbricatori di cartacce!
    Purtroppo non si ha mai il coraggio di perseguire il bene collettivo, ma solo gli interessi di una inutile fascia di persone disponibile al momento del voto!

    Centorrino ha firmato le direttive per i suoi amici.
    Formazione spreca soldi senza alcuna utilità.

    Perchè non cerchiamo tra gli enti i nomi dei figli di funzionari (UPL. Ispettorato, Assessorato), mogli e parenti vari che ti “impongono” altrimenti di definanziano o ti creano tanti ma tanti ….. problemi ??????? Che poi guarda caso sono i più assenteisti tra tutti i lavoratori. Certo a loro non spetta lavorare loro sono i “protetti” guai a toccarglieli.

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