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Quello che ha scritto Travaglio fa il paio con il post scritto da Ranucci e in entrambi i casi l'unico commento possibile è: VERGOGNA!
Non è cristianesimo andare dietro le processioni e questo lo sanno bene i sacerdoti e il clero. e il Papà soprattutto. Non è fede e non è devozione. Ma rappresentano le nostre tradizioni sbagliate che ci portiamo dietro da millenni. Non credo che Gesù Cristo approvi come non approvi l'opulenza ostentata dalla Chiesa Cattolica. Mi chiedo che cosa ha a che fare con il cristianesimo l'oro e gli oggetti d'oro nelle chiese con gli insegnamenti contenuti nel Vangelo lasciati da Gesù Cristo. Non è fede è solo cattiva adulazione.
anzi di pensare al ponte pensassero alle strade ai trasporti ferroviari che siamo ancora agli anni trenta in questi giorni mio figlio e atterrato a Paleremo per i vari disagi che conosciamo e per arrivare a Catania ci sono voluti quasi dodici ore di sofferenza, e questa la Sicilia che non vorrei grazie. ai nostri politici eletti da noi ma nominati da qualcun altro e mi fermo qui. cordiali saluti direttore
“La Sicilia che non vorrei è quella che accetta l’emergenza come condizione normale” o l'accetta come maledizione. Ma è la ripetizione delle varie emergenze da un anno all'altro o senza soluzione di continuità che ci racconta un'altra storia, una storia fatta di nessuna prevenzione, poi di interventi in “tempi rilassati”, quando la maledizione, o la normale emergenza che dir si voglia, ha già colpito facendo apprezzare il benefico aiuto che si completerà essenzialmente con la dichiarazione di calamità e con pioggia di spiccioli o di corpose somme a seconda dei casi e dei beneficiari. Certo le emergenze attirano la politica, e a quanto è evidente il sindacato. E meno male! Ma se non si trattasse di emergenze, bensì di problemi mai affrontati e risolti? Ecco la Sicilia che non fa di ogni problema un'emergenza piovuta dal cielo, secondo il racconto di quest'ampia maggioranza di governo, la Sicilia che individua i responsabili, se ce ne sono, e le soluzioni dei problemi è proprio la Sicilia della quale non possiamo più fare a meno.
Quando la Meloni non sarà più in auge il suo partito ritornerà al 4,%.


e così dopo gli amici di Maria avremo gli amici di Schifani… Che ridere!
Forza Gianfranco fagli vedere come si fa politica
Con la potenza politica fornitagli dal suo fedelissimo elettorato può permettersi di fare e disfare tutto ciò che vuole a suo piacimento. A meno che un giorno qualcuno decida di non votarlo più ma qui siamo nell’improbabile…….
Bravo Miccichè, assessore oppure capogruppo, all’ars hanno bisogno di lui.
Micicche’ ora è fuori! Sa solo creare problemi, dovrò farsene una ragione, né la Meloni e né Schifani lo vogliono avere fra i piedi.
Inizia la sua fine politica.
Basta con Miccichè, per favore basta. Non ha capito che sta facendo danni incalcolabili? Per favore fermatelo, è un bambino ferito nell’orgoglio e, come tale, è cattivo ed inutile. Stop Miccichè.
Basta siamo stufi dei capricci e delle imposizioni di Micciche vai via per il bene della Sicilia
Miccichè avrà da divertirsi, il presidente è partito malussimo rimangiandosi la linea che aveva propagandato. Popcorn e coca cola…iniziano 5 anni di show. Prima di dare per sconfitto Miccichè ci penserei bene.
Micicche’ da viceré a valvassino, ora a nulla! Micicche’ e finito, può solo recareo fastidi e danni ai siciliani.
Se la prendono tutti con Miccichè ma almeno lui è stato regolarmente eletto! E gli altri? legge vuole che gli scarsi fuori.