Forza Italia, Falcone attacca Miccichè: "Linea ondivaga"

Forza Italia, Falcone attacca Miccichè: “Linea ondivaga”

Commenti

    Falcone è persona seria, rispetto soprattutto a tutti i tromboni politicanti che hanno contribuito a distruggere la Sicilia e che ancora hanno il coraggio di riproporsi!

    Unica conseguenza logica le dimissioni di micciche ormai in minoranza e commissariato di fatto

    Siamo alle soglie della terza (ed ultima) guerra mondiale…ve ne siete accorti ??

    Tale’ guarda che avete fatto………… ::
    Sicilia, maglia nera per gli stipendi di Regione e Comuni: 424 milioni di euro, sei volte in più della Lombardia.

    Falcone il portaborse farebbe bene a rientrare tra i ranghi degli eredi della Fiamma, gli ex di AN che oggi dicono che Diventerà bellissima (cosa non si sa).

    Lui starebbe bene ovunque purché in possesso di forbici per tagliare nastri! Lo vedrei bene a garzone di sartoria!

    Credo che ormai l’avventura di Falcone alla Regione come Assessore sia agli sgoccioli e irripetibile.Alla lunga i giochi di potere le sette i clan vengono spazzati via.

    Non capisco perchè il candidato alla presidenza della Regione debba essere per forza un Forza italia, non li vuole più nessuno ,hanno fallito alle scorse legislazioni e sono indietro nei sondaggi. Un giallo politico destrorso.

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Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.

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