Traffico di stupefacenti |Otto imputati alla sbarra - Live Sicilia

Traffico di stupefacenti |Otto imputati alla sbarra

Al vertice della presunta organizzazione Alessandro Liotta.

inchiesta Bingo
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CATANIA – Saranno giudicati tutti con rito abbreviato gli otto imputati del processo scaturito dall’inchiesta antidroga, denominata Bingo, condotta nel febbraio dello scorso anno dai carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Giarre. Il gup di Catania Anna Maria Cristaldi ha ammesso al rito alternativo Alessandro Liotta, ritenuto il capo promotore della presunta associazione dedita al traffico di stupefacenti, Alfio Bonarrigo, Giuseppe Biondi, Salvatore Calì, Leonardo Cardillo, Fabio Alfio Pagano, Salvatore Platania e Tiziano Russo. Il prossimo 5 marzo il pubblico ministero Fabrizio Aliotta formulerà, al termine della requisitoria, le richieste di condanna. Le arringhe dei difensori proseguiranno poi il 26 marzo ed il 9 aprile.

L’INCHIESTA. Cocaina, marijuana ed eroina. Erano queste le sostanze stupefacenti trafficate, secondo l’accusa, dall’associazione, divisa in due sotto gruppi, operante nel comprensorio giarrese. A capo dell’articolata organizzazione ci sarebbe stato Alessandro Liotta, chiamato ad intervenire solo in caso di problematiche e dissidi. E’ il marzo del 2014 quando i militari dell’Arma arrestano Tiziano Russo, uno degli odierni imputati, dopo averlo sorpreso all’interno di un garage con quasi 20 chili di marijuana. Oltre alla grave perdita economica subita, quantificata in circa 50mila euro, c’è il rischio concreto che gli investigatori possano risalire all’identità dei complici. Per questo viene convocato un summit, capitanato proprio da Liotta, per decidere il da farsi. Nel corso dell’attività investigativa i carabinieri documentano numerosissimi episodi di compravendita di droga. La piazza di spaccio privilegiata per la vendita al dettaglio è la via Liguria, alla periferia di Giarre. Le micro camere riprendono un continuo andirivieni di auto e scambi veloci di involucri e denaro.

Secondo l’accusa il gruppo si sarebbe avvalso anche di minorenni, spinti anche a commettere rapine per ripianare i debiti in caso di sequestro di stupefacente da parte delle forze dell’ordine.

 


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