Palermo, la panda rubata e l'incendio allo Zen: ai domiciliari

Il furto e l’attentato allo Zen, ai domiciliari chi rubò l’auto

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La decisione del Tribunale del Riesame

PALERMO – Dopo Samuel D’Acquisto anche Salvatore Modica va agli arresti domiciliari. Entrambi sono indagati per il furto di una Fiat Panda poui utilizzata per dare fuoco a un distributore di benzina in via Lanza di Scalea allo Zen.

La macchina era stata rubata lo scorso marzo nel parcheggio del centro commerciale Conca d’Oro. I ladri, poi identificati nei due indagati, sono stati filmati dalle telecamere.

L’avvocato Maximilian Molfettini ha sostenuto davanti al Tribunale del riesame che non c’è prova del collegamento fra il furto e l’intimidazione che rientra nella scia di episodi registrata a Palermo negli ultimi mesi.

Nel corso dell’interrogatorio il diciannovenne Modica ha confermato il furto, spiegando di avere abbandonato la macchina. Altri, di cui non conosce l’identità e senza che lui se ne accorgesse, avrebbero poi utilizzato la macchina per piazzarla nel tunnel dell’autolavaggio e dare fuoco.

Anche gli autori dell’incendio sono stati immortalati dalle telecamere ma l’identità non è stata ancora svelata. Nello stesso blitz carabinieri e poliziotti l’11 giugno scorso hanno arrestato sei giovani dello Zen accusati di avere organizzato alcuni dei raid intimidatori. Il gruppo è composto da molte più persone e l’indagine è ancora in corso. Anche per identificare chi ha organizzato gli altri attentati dopo il blitz.


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