PALERMO – Nessun dubbio anche stavolta. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza del bar Chéri, allo Zen, hanno immortalato l’intimidazione. Si ripete una scena già vista. Si vede un giovane incappucciato appiccare le fiamme alle unità esterne dei condizionatori del locale.

Un gesto veloce prima di allontanarsi. I compressori sono sistemate all’esterno, accanto alla veranda dove la settimana scorsa è stata lanciata una bottiglia di vetro piena di petardi. Per fortuna i materiali ignifughi hanno evitato l’innesco delle fiamme.
La squadra mobile sta acquisendo altre immagini
Stavolta il messaggio di fuoco è andato a segno. I poliziotti della squadra mobile stanno acquisendo altre immagini. È ipotizzabile che un complice abbia atteso in sella ad un motorino elettrico e senza targa per non essere identificati.
Una scia di intimidazioni
Dallo Zen a Isola delle Femmine, passando per Tommaso Natale e Sferracavallo. Bar, ristoranti, tabaccherie, sale da barba, lidi, la società Sicily by Car: un susseguirsi di episodi che hanno il sapore amaro della sfida.
Sfida contro lo Stato e probabilmente anche interna alla mafia
Una sfida contro lo Stato e probabilmente anche interna a Cosa Nostra. Delle due l’una: o i vecchi capi tornati in libertà nel mandamento di San Lorenzo stanno avallando la strategia oppure un gruppo di emergenti ha deciso di dimostrare con gesti eclatanti che adesso sono loro ad avere il controllo del territorio. A cominciare dalle attività commerciali più vicine ai padiglioni dello Zen 2.
Il blitz con 8 arresti non ha fermato il raid
Lo scorso 11 giugno 8 giovani del quartiere sono stati arrestati. Il blitz non ha fermato i raid. Fino agli ultimi arresti dell’anno scorso, in cui fu fotografato il ruolo di capi dei fratelli Nunzio e Domenico Serio, si contrapponevano due fazioni. Una, la più riottosa alle regole dei vecchi (composta dai ‘cani con la barba”), preferiva una strategia interventista.
Pezzi grossi della mafia di San Lorenzo in libertà
Calogero Lo Piccolo, Giuseppe Serio, Giuseppe Biondino sono i pezzi grossi della mafia di San Lorenzo oggi in circolazione. Qualcuno, detenuto o a piede libero, li sta sfidando o il controllo è ancora in mano loro? Chi arma i picciotti emergenti del racket?
Qualcuno, dopo le intimidazioni di questi mesi, si è fatto avanti per andare all’incasso, ricevendo il rifiuto di alcuni commercianti. Altri, al contrario, hanno pagato in silenzio?

