Si torna in aula per il caso dell’incidente mortale costato la vita al quindicenne Gabriele Giadone. Il procedimento a carico di Giuseppe Paternò, accusato di omicidio stradale, registra un nuovo sviluppo: i suoi difensori hanno presentato una nuova richiesta di patteggiamento dopo che la precedente era stata respinta dal giudice. La vicenda risale al 10 maggio dello scorso anno, quando a Barrafranca, nell’Ennese, il ragazzo perse la vita mentre viaggiava sul proprio scooter.
Il primo patteggiamento respinto
In una precedente fase del procedimento, Giuseppe Paternò era stato ammesso al patteggiamento. Tuttavia, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Enna, Giuseppe Noto, ha disposto la restituzione degli atti alla pubblico ministero Maria Chiara Tribulato. La decisione è stata assunta perché, secondo il Gup, nella determinazione della pena avrebbe dovuto essere presa in considerazione anche l’aggravante della guida contromano.

Gabriele Giadone morto a Barrafranca
Dopo il rinvio degli atti, i legali dell’imputato hanno depositato una nuova istanza di patteggiamento. L’udienza è stata fissata per il 27 ottobre e sarà celebrata davanti al nuovo giudice per l’udienza preliminare, Ornella Zelia Futura Maimone.
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L’incidente costato la vita al 15enne
Secondo l’accusa, il 10 marzo dello scorso anno Giuseppe Paternò avrebbe percorso una strada contromano a Barrafranca, provocando lo scontro con lo scooter sul quale viaggiava Gabriele Giadone, 15 anni.
La versione di Giuseppe Paternò
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Giuseppe Paternò che offre la sua versione dei fatti: “Pur manifestando tutto il dispiacere per la morte del povero Gabriele, si espone comunica quanto segue: è pendente un procedimento penale per accertare le responsabilità nell’incidente dove ha perso la vita il giovane Gabriele Giadone. In merito a tale sinistro è chiara l’enorme responsabilità del centauro perché viaggiava ad una velocita di 78kmh, ben oltre i limiti consentiti dal codice della strada. Tale dinamica è stata accertata dalle consulenze richieste dalla procura della Repubblica di Enna. E’ pacifico che il giovane viaggiava su uno motociclo maggiorato e super truccato con una cilindrata di 75cc, peraltro non conforme e senza aver ottenuto la revisione obbligatoria scaduta da ben 12 anni. La condotta di guida tenuta dal povero Gabriele, nel caso specifico, ha certamente avuto un prevalente nesso di casualità con il sinistro in questione, atteso che, se il minore avesse viaggiato alla velocità massima consentita, l’impatto si sarebbe potuto evitare attuando una adeguata manovra di frenatura. Anche la maggiorazione della cilindrata apportata al ciclomotore Piaggio ha contribuito alla verificazione del sinistro, consentendo al centauro di raggiungere una velocità di marcia cosi elevata (cfr. pagina 26 consulenza ingegnere Vitellaro nominato dalla Procura). Il predetto consulente per ultimo e solo marginalmente, ha ravvisato nel mio comportamento la violazione dell’art 154 comma 3/b del C.d.S. per avere imboccato il viale S. Ritrovato in contromano perché uscivo da una strada chiusa e senza sbocco dove non poteva essere fatta alcuna manovra. Tale ultima considerazione appare contraddittoria, in quanto lo stesso consulente ha sostenuto che non vi è alcuna certezza che una manovra alternativa avrebbe evitato l’impatto”.



