CATANIA – Sono un gruppo informale, un laboratorio, un “insieme di persone unite attorno a un tavolo di lavoro”. Non hanno ancora deciso come chiamarsi i cittadini che, dopo l’esperienza dei laboratori di cittadinanza attiva CivicTraining del progetto Catania Source, conclusi lo scorso giugno, hanno deciso di portare avanti nel capoluogo etneo un tema di grande attualità in tutta Italia: la rigenerazione urbana. E hanno le idee molto chiare: “Vogliamo formulare un regolamento sull’amministrazione condivisa degli spazi pubblici. E abbiamo già ottenuto un impegno formale da parte dei rappresentanti istituzionali perché anche Catania, come tante altre città in Italia, si doti di questo strumento”.
Ad affermarlo è Marilena Sanfilippo, una dei quindici attivissimi membri di questo Gruppo sulla rigenerazione urbana, che questa mattina ha esposto la propria proposta di regolamento all’assessore comunale all’Urbanistica Salvo Di Salvo. Nei giorni scorsi il gruppo era già stato ricevuto, rispettivamente il 3 e l’8 di luglio, dalla commissione consiliare Urbanistica e dall’assessore al Patrimonio Giuseppe Girlando.
“All’amministrazione e ai consiglieri abbiamo subito fatto notare che ci è sembrato ci fosse un po’ di divisione tra i vari referenti istituzionali: abbiamo fatto un’unica richiesta di audizione lo scorso 9 giugno, e siamo stati convocati tre volte”, spiega Anna Sapienza, anche lei componente del Gruppo di rigenerazione urbana. Che ha subito ottenuto un primo impegno concreto da parte dell’assessore Di Salvo: “Ci ha dato la sua disponibilità a riconvocare per la prima settimana di settembre in un incontro unico tutti i soggetti interessati, compresi i rappresentanti anche dell’Ufficio decoro urbano del Comune”, spiega Sapienza.
La proposta presentata ai due assessori e ai consiglieri comunali si rifà a un regolamento già in vigore nella città di Bologna, e che prevede la possibilità da parte dei cittadini di farsi carico della cura di un bene cittadino: dalle piazze agli edifici inutilizzati, all’interno si possono così organizzare eventi ed incontri per i residenti. “Attualmente una proposta simile – prosegue Sapienza – è in discussione anche a Siena e a Palermo, dove ben 54 associazioni si sono attivate per realizzare un regolamento per l’amministrazione condivisa. Adesso ci aspettiamo dall’amministrazione, che ci ha ascoltato, segnali di concretezza per una progettazione condivisa del testo. E siamo fiduciosi che avvenga”, afferma Sapienza.
“Per noi la rigenerazione urbana è una priorità – spiega ancora Marilena Sanfilippo – perché è lo specchio di quello che siamo. Vivere in città oggi vuol dire stare a contatto con tematiche inerenti la rigenerazione urbana, che significa per migliorare lo spazio che circonda eliminando il degrado, ben visibile in molte zone della città di Catania”. E un primo passo concreto potrebbe venire da uno dei quartieri simbolo della città: l’Antico Corso. “Speriamo di riuscire a fare, il prima possibile, un evento culturale nel giardino di via Biblioteca: abbiamo già incontrato in collaborazione con l’associazione Officine Culturali, molti rappresentanti delle realtà di quartiere. Sarà il primo esperimento di rigenerazione urbana”, conclude Sapienza.
Nei mesi scorsi, con una domanda di accesso agli atti elaborata tramite l’utilizzo degli Istituti di partecipazione popolare previsti dallo Statuto comunale, il gruppo ha già ottenuto dall’amministrazione comunale, l’elenco completo degli immobili pubblici. Molti dei quali inutilizzati o in grave stato di degrado. “Da quello che abbiamo visto – continua Sanfilippo -, l’elenco è incompleto e poco utilizzabile. Abbiamo fatto presente questo problema all’assessore al Patrimonio Girlando, che si è detto disponibile all’elaborazione di una mappatura. Che è fondamentale, insieme al regolamento, per consentire ai cittadini cdi prendersi carico di questi beni pubblici”.

