PALERMO – “A distanza di oltre due mesi dall’estromissione dei due assessori della Dc, il Governo regionale continua a non ricostituire il plenum della Giunta, in palese violazione delle norme e del principio del buon andamento dell’amministrazione e della normativa regionale in vigore”. Lo afferma Mario Giambona, deputato regionale e vice capogruppo del Pd all’Ars.
Giambona (Pd): “In Sicilia riforme al buio”
“La normativa regionale, ricordo quella del 28 ottobre 2020 – aggiunge l’esponente Dem – è chiarissima: entro 30 giorni il presidente della Regione ha l’obbligo di ricostituire la Giunta. Dal 9 novembre mancano gli assessori al Lavoro, alla Famiglia e agli Enti locali. Il presidente Schifani continua a essere inadempiente rispetto alle leggi di questa Regione e questo è semplicemente inaudito”.
Secondo Giambona, l’assenza del plenum “non è soltanto una questione formale, ma incide pesantemente sui lavori parlamentari”. “Nelle prossime settimane – ricorda – l’Aula dovrebbe affrontare due riforme fondamentali come quella degli enti locali e quella della dirigenza regionale. È francamente allucinante immaginare che il Parlamento possa discutere e portare avanti norme di questa portata senza la presenza dell’assessore competente. Chi è l’interlocutore politico? Chi si assume la responsabilità di guidare riforme così delicate?”.
“Il Governo Schifani – osserva Giambona – ha iniziato il 2026 nel peggiore dei modi, con approssimazione e mancanza di rispetto verso il Parlamento. Dopo quindici giorni di pausa, presentarsi in Aula senza il presidente della Regione e senza alcun componente del Governo è un segnale gravissimo e irrispettoso nei confronti dell’Assemblea e dei siciliani. Lavoro, enti locali, welfare e famiglia sono ambiti centrali per la vita dei cittadini – conclude Giambona – il presidente Schifani ricostituisca immediatamente il plenum della Giunta regionale. Governo e maggioranza si assumano fino in fondo la responsabilità politica di voler portare avanti disegni di legge così importanti senza assessori in carica: è una scelta che denunciamo con forza e che riteniamo inaccettabile”.

