Gino Paoli, la verità su “Sapore di sale”: "È nata in Sicilia"

Gino Paoli, la vera storia di “Sapore di sale”: tutto parte dalla Sicilia

Gino Paoli Sapore di sale
La spiaggia "dove il mondo è diverso" esiste davvero: ecco dove si trova.
LA CURIOSITÀ
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La morte di Gino Paoli a 91 anni riporta al centro dell’attenzione uno dei brani più iconici della musica italiana: “Sapore di sale”. Una canzone che tutti conoscono, ma la cui origine è spesso stata raccontata in modo impreciso.

Dietro il successo di “Sapore di sale” di Gino Paoli nata nel 1963, non c’è una storia d’amore come si è creduto per anni, ma un luogo preciso della Sicilia che ha segnato la nascita del brano.

Com’è nata “Sapore di sale”

Per anni si è pensato che il brano fosse dedicato a Stefania Sandrelli, ma lo stesso Paoli ha smentito questa versione. Ad ispiraglielo è stato San Gregorio, borgo marinaro vicino a Capo d’Orlando, in provincia di Messina.

Un luogo dove il mare, in alcune giornate, assume sfumature quasi caraibiche. È lì che il cantautore soggiornò, ospite dei Baroni Milio, proprietari di un locale dove si esibì con il suo gruppo.

In quel contesto sospeso, tra musica e paesaggi, “in una casa deserta vicino a una spiaggia deserta”, nacque l’idea di un brano che sarebbe diventato immortale.

“Ero venuto a Capo d’Orlando per una serata da fare, con i miei musicisti, nell’unico locale che esisteva (La Tartaruga, ndr) – raccontò Gino Paoli in un’intervista rilasciata a Massimo Gramellini – Dopo lo spettacolo i gestori del locale, una quindicina di ‘ricchi’ del posto, hanno insistito affinché io rimanessi ed hanno invitato a Capo d’Orlando, ed ospitato, anche le famiglie dei miei musicisti. Siamo rimasti un mese!”.

“Non so come hanno fatto, ma sono riusciti anche a pagare tutte le altre serate che avrei dovuto fare quell’estate per farmi rimanere lì – confidò – C’era solo la spiaggia e le Isole Eolie. Con un motoscafo facevamo avanti e indietro dalle Eolie e mangiavamo, sulla spiaggia, con la brace il pesce che si pescava”.

“Quando sono tornato a casa, dopo un mese vissuto così, ho capito che vivevo in un posto che non mi piaceva, mentre a Capo d’Orlando sì che mi piaceva. Così è nata Sapore di sale, da un mese vissuto in un posto meraviglioso come Capo d’Orlando”, concluse.

Il racconto di Gino Paoli: Sicilia “posto incantato”

Fu lo stesso Paoli a spiegare la genesi del pezzo, chiarendo che “Sapore di sale” non è una canzone d’amore tradizionale, ma il racconto di un’atmosfera.

Non una persona, ma un insieme di sensazioni: il mare, il caldo, la luce, il tempo che sembra fermarsi. Un’estate che non finisce mai e che si traduce in musica. È proprio questa universalità a rendere il brano così potente: ognuno può riconoscersi in quel momento sospeso.

Che dietro “Sapore di sale” non ci fosse l’amore per una donna, Gino Paoli lo ribadì in un’intervista a “La Repubblica”: “L’amore era per quel posto che allora era incantato. Nei primi anni ’60, San Gregorio era in pratica solo un’unica lunga meravigliosa spiaggia. Un luogo splendido, magico”.

Il cantautore rimase folgorato da quella spiaggia cristallina nonostante “per me il mare è scoglio e sassi”. San Gregorio “è stata un’eccezione. Mi ha fatto innamorare”, sentenziò.

Dai film ai ricordi collettivi, l’eredità nella cultura pop

Il successo di “Sapore di sale” ha superato la musica, diventando un simbolo della cultura italiana. Non a caso, il titolo ha ispirato direttamente film cult come “Sapore di mare” e “Sapore di mare 2 – Un anno dopo”.

Nel secondo capitolo, diretto da Bruno Cortini, la canzone torna protagonista nella scena finale, con lo stesso Paoli che la interpreta, chiudendo il film con un’immagine diventata iconica.

Perché “Sapore di sale” di Gino Paoli è ancora attuale

La forza di “Sapore di sale” di Gino Paoli sta nella sua semplicità. Non racconta una storia complessa, ma un’emozione universale: il tempo lento dell’estate, la nostalgia, la bellezza dei momenti che scorrono.

Oggi, dopo la scomparsa del cantautore, quel brano assume un significato ancora più profondo. Non è solo una canzone, ma un pezzo di storia italiana, capace di attraversare generazioni senza perdere forza.
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