Pantelleria piange Giorgio Armani: il legame dello stilista con l’isola

Pantelleria piange Giorgio Armani: il legame dello stilista con l’isola

Tra lo stilista e la perla nera del Mediterraneo non fu amore a prima vista

Pantelleria, l’isola nera che si allunga tra Sicilia e Africa, fu per Giorgio Armani molto più di una meta vacanziera. Da oltre 40 anni lo stilista, morto giovedì 4 settembre a 91 anni nella sua casa di Milano, aveva scelto quest’angolo selvaggio del Mediterraneo come rifugio intimo, lontano dai riflettori e dalle passerelle.

In quell’ambiente aspro e primordiale, fatto di rocce vulcaniche, vento costante e silenzi assoluti, trovava la misura di un’eleganza diversa, sobria e senza artifici, la stessa che ha segnato la sua visione creativa.

La sua villa con 7 dammusi e 200 palme, affacciata sull’insenatura di Cala Gadir, nel versante nord-est dell’isola, è stata progettata come un dialogo silenzioso con la natura. I dammusi in pietra lavica, le linee essenziali, il bianco luminoso delle pareti: tutto contribuiva a creare un’architettura rispettosa, mai invasiva, capace di dissolversi nel paesaggio.

Giorgio Armani, con Pantelleria non fu subito amore

Armani stesso raccontava come, al primo incontro con l’isola, alla fine degli anni ’70, fosse rimasto colpito da un’apparente ostilità: niente spiagge dorate né vegetazione lussureggiante, ma un terreno duro e brullo. Proprio quella severità lo conquistò, offrendogli un contatto autentico con una bellezza selvaggia e incontaminata.

Armani Pantelleria
Giorgio Armani (Foto Instagram)

Le palme della sua villa arrivano da Villa Tasca

“Strano a dirsi, ma a Pantelleria il mare non è una priorità – sottolineò Re Giorgio in un articolo scritto di suo pugno e pubblicato nel 2020 sul “Sole 24 Ore” – È l’isola nel suo insieme, la luce, il terreno di roccia vulcanica, nero e accidentato, le persone che la abitano, ad avere un ruolo centrale. E grazie a questo connubio che riesco a rilassarmi. Nel corso degli anni mi sono dedicato molto all’oasi che circonda la tenuta e che oggi, oltre alle varietà di piante e fiori del luogo, conta ben duecento palme, di cui cinque, centenarie, provenienti da una villa di Palermo (Villa Tasca, ndr.), oltre alla vigna per il mio Passito che ho chiamato «Oasi»”.

L’isola ispirò il profumo Acqua di Giò

In quel microcosmo lontano dalla mondanità, Armani trovava l’ispirazione per ritrovare sé stesso. Non a caso uno dei suoi profumi più celebri, Acqua di Giò, nacque proprio dalla suggestione di Pantelleria: il mare trasparente, il sole implacabile, la pietra scura che assorbe la luce. Una fragranza pensata come sintesi di libertà e purezza, specchio fedele di quell’isola che aveva scelto come buen retiro.

Pantelleria, per Armani, era anche una lezione di misura e di rispetto. Lo stilista aveva arredato personalmente la villa con oggetti che acquistava quando era in viaggio o nei mercatini. In giardino, oltre alle palme, aveva introdotto anche alcuni spazi di ombra senza mai snaturare l’ambiente. Il celebre designer non ha fatto altro che tradurre in architettura lo stesso principio che guidava la sua moda: sottrarre, semplificare, rendere eterno ciò che è essenziale.

Con la sua scomparsa, l’Italia perde non soltanto l’imperatore silenzioso dell’eleganza, ma anche un uomo capace di riconoscere nell’isola più ruvida del Mediterraneo una fonte di ispirazione. Pantelleria resta oggi come una traccia viva della sua sensibilità: un paesaggio che, più di ogni passerella, racconta chi era Giorgio Armani.

Armani Pantelleria
Giorgio Armani (Foto Instagram)

Morte Armani, il cordoglio di Pantelleria

Fabrizio D’Ancona, sindaco di Pantelleria, ha espresso il cordoglio per la morte di Giorgio Armani a nome di tutta la comunità. Il primo cittadino ha definito lo stilista “persona di grande cuore e animo, sempre disponibile e attento alle esigenze della popolazione, dimostrando di amarla profondamente”.

L’ultima donazione del re della moda all’isola risale a qualche anno fa, quando versò al Comune 800 mila euro per contribuire alla realizzazione del servizio idrico e fognario a Cala Gadir, Tramontana e Levante. I lavori sono stati quasi ultimati.

“Già negli anni passati Giorgio Armani ha donato una tac all’ospedale – ha aggiunto il sindaco – e non possiamo dimenticare la grande risonanza avuta da Pantelleria per la sua presenza nell’isola”.

Il designer era cittadino onorario dell’isola

Con lui se ne va non solo il più grande interprete dell’eleganza italiana nel mondo, ma anche un amico sincero della nostra isola”, si legge in una nota diffusa dall’amministrazione e dal consiglio comunale.

“Come cittadino onorario di Pantelleria, Armani ha intrecciato la sua storia personale con quella della nostra terra – recita il comunicato – In essa ha trovato rifugio e ispirazione, restituendo sempre con generosità il suo affetto attraverso gesti concreti di sostegno e di tutela del territorio”.

Ed ancora: “Noi Panteschi lo abbiamo sentito parte della comunità e oggi, attoniti, ne piangiamo la perdita con riconoscenza e commozione. Ci mancheranno moltissimo la sua presenza e le sue passeggiate sul lungomare nelle serate estive di agosto”.

“La sua opera ha ispirato generazioni e continuerà a vivere nel segno della sobrietà, della bellezza e della misura che lo hanno reso unico – si legge ancora – La sua eredità rimarrà nei nostri cuori e nella bellezza di Pantelleria, che ha amato e valorizzato”.

Don Impellizzeri: “Armani-Pantelleria binomio di bellezza”

“Nella chiesa madre a Pantelleria (Trapani) custodiamo con gratitudine e un profondo senso di eleganza le casule che Giorgio Armani ha voluto far disegnare, produrre e donare alla comunità ecclesiale pantesca in occasione dell’inaugurazione della nuova matrice”.

A parlare così è don Vito Impellizzeri, originario di Pantelleria e preside della facoltà teologica di Sicilia. Giorgio Armani, ha affermato, è stato un “uomo dal tratto elegante e gentile, mai banale, mai arrogante, ha amato Pantelleria con la sua presenza discreta, attenta, e generosa”.

“Spesso per spiegare quanto fosse bella Pantelleria io ho usato l’espressione: è l’isola di Armani! Il binomio Pantelleria-Armani è una struttura di bellezza – ha aggiunto don Impellizzeri – in questo momento in cui il legame è chiamato a diventare memoria, gratitudine e affezione, vorrei affidare l’uomo Amani, figlio di Dio in Cristo, alla bellezza del paradiso. La fede mi permette di sperare che nell’eternità tra Dio e Armani sorgano dei disegni meravigliosi di bellezza. Ad Armani grazie di cuore per come ha amato e resa più bella Pantelleria”.


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