Messina, Giulia Scimone morta a 15 anni: la testimonianza

Investita e uccisa a 15 anni, la testimonianza: “Le ho stretto la mano”

Giulia Scimone morta
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Il centauro che ha travolto Giulia Scimone è stato arrestato per omicidio stradale

Giulia Scimone, la 15enne morta dopo essere stata travolta da una moto a Torre Faro, a Messina, sarebbe vittima di una manovra azzardata. Il centauro 20enne che l’ha investita, arrestato per omicidio stradale, è stato sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici, i cui esiti sono ancora attesi.

Giulia Scimone morta a Torre Faro, la lettera

Dai social arriva la testimonianza di una giovane che con la vittima, deceduta durante la corsa in ospedale, condivideva l’età. Le due non si conoscevano. “Quando ti ho vista a terra, il tempo si è fermato – scrive la ragazza in una lettera resa pubblica sui social dai genitori – C’erano tante persone intorno a te, ma quasi nessuno trovava il coraggio di avvicinarsi. Io non potevo lasciarti lì, da sola. Mi sono inginocchiata accanto a te, ti ho preso la mano e l’ho stretta con tutta la forza che avevo. Ti parlavo, anche se non sapevo se riuscissi a sentirmi. Dentro di me pregavo, con gli occhi pieni di lacrime, chiedendo a Dio di non portarti via”.

“Sentivo la tua mano rispondere alla mia e continuavo a ripeterti che non eri sola – prosegue – Poi, lentamente, ho sentito quella mano lasciarsi andare, e tutto ciò che avevo attorno a me di colpo svanì, le macchine che passavano, i pianti, le urla.. tutto questo divenne un sottofondo che non riuscivo più a sentire. È una sensazione che porterò dentro per tutta la vita. Non dimenticherò mai il tuo volto, quel silenzio, quando arrivò tuo padre. Correndo verso di noi con gli occhi pieni di disperazione. Mi ha stretto forte le mani e, con una voce che non smetterò mai di sentire nella mia testa, mi ha chiesto: ‘È ancora qui con noi?’ In quel momento mi si è spezzato il cuore”.

L’appello: “Guidate con prudenza, rallentate”

“La vita è terribilmente fragile. Usciamo di casa convinti che torneremo poche ore dopo. Salutiamo i nostri genitori, i nostri amici, le persone che amiamo, pensando che ci sarà sempre un domani. Ma a volte un domani non arriva – sottolinea la 15enne – Gli incidenti stradali non sono numeri da leggere in un titolo di giornale. Sono ragazzi e ragazze che avevano ancora tutta la vita davanti, sono famiglie distrutte in pochi secondi. Sono amici che aspettano un messaggio che non arriverà mai, sono padri che corrono disperati chiedendo se la loro bambina sia ancora viva. Basta una distrazione, un secondo, uno sguardo al telefono, qualche chilometro orario in più, e una vita può spezzarsi per sempre”.

Nel finale, un appello: “Vi chiedo una sola cosa. Guidate con prudenza. Rallentate. Rispettate ogni persona che incontrate sulla strada, perché dietro ogni volto c’è una famiglia che aspetta qualcuno a casa. E se un giorno vi troverete davanti a una persona che sta lottando tra la vita e la morte, non voltatevi dall’altra parte. Forse non potrete salvarla, a potrete fare una cosa immensamente importante: farle sentire che non è sola. Io non sono riuscita a cambiare quello che è successo. Ma spero che, almeno per quei minuti in cui ho stretto la tua mano, tu abbia sentito che accanto a te c’era qualcuno che non ti avrebbe mai lasciata sola”.

Giulia Scimone morta a 15 anni, il cordoglio

Sul tragico incidente è intervenuto il sindaco di Messina, Federico Basile. “Da cittadino e da padre desidero esprimere la mia più profonda vicinanza alla famiglia di Giulia – ha scritto sui social – Di fronte alla perdita di una vita così giovane, ogni parola appare insufficiente. Questo è il momento del silenzio, del rispetto e della vicinanza sincera a chi sta affrontando un dolore immenso”.

“Non possiamo continuare a parlare di fatalità – ha evidenziato il consigliere comunale Cosimo Oteri – Quando le tragedie si ripetono con questa frequenza, significa che c’è un problema che va affrontato con decisione (…) Sento il dovere di chiedere che il Prefetto convochi immediatamente il tavolo interistituzionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Servono più controlli, soprattutto nelle zone balneari, dove in estate si concentra gran parte della vita della città. Servono scelte, non passerelle”.

“Da padre di un bambino di otto anni, però, c’è un pensiero che supera ogni ruolo istituzionale – ha aggiunto – Ogni volta che un figlio non torna a casa, muore una parte di tutta la nostra comunità. Nessun genitore dovrebbe provare un dolore così immenso. Non è il momento delle polemiche, ma quello delle responsabilità. Chi ha il compito di garantire la sicurezza delle nostre strade deve fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità perché queste tragedie non diventino una terribile normalità”.

“I nostri ragazzi hanno il diritto di tornare a casa”

Al cordoglio per Giulia Scimone, morta a Torre Faro, si è unita anche la Pro Loco Capo Peloro: “Stanotte a Torre Faro si è spenta una luce. Giulia aveva solo quindici anni. Quindici anni di sogni, di estati da vivere, di amici, di progetti, di vita. E oggi ci ritroviamo tutti a fare i conti con un dolore che non trova parole. Ci sono tragedie che non colpiscono solo una famiglia, colpiscono un intero territorio, una comunità intera, perché quando se ne va una ragazza così giovane, perdiamo tutti qualcosa. E allora il silenzio del dolore deve lasciare spazio anche a una riflessione profonda. I nostri ragazzi hanno il diritto di divertirsi, di riempire le piazze, le strade, le serate d’estate. Ma hanno un diritto ancora più grande: quello di tornare a casa, di riabbracciare i propri genitori, di poter dire ‘ci vediamo domani’”.

“Non possiamo continuare a piangere giovani vite e limitarci alla commozione di un giorno. Non possiamo considerare queste tragedie come una fatalità inevitabile – recita il post – Abbiamo bisogno di più responsabilità, di più prevenzione, di più controlli, di una movida che metta al centro la vita e la sicurezza dei nostri ragazzi. Perché nessun divertimento vale una vita. Nessuna notte dovrebbe finire con una corsa in ospedale, con una telefonata che distrugge una famiglia, con una camera che resterà per sempre vuota”.

Ed ancora: “Oggi il nostro pensiero va alla famiglia di Giulia, ai suoi amici, a chi le voleva bene. Non esistono parole che possano lenire un dolore così grande. Da oggi il nome di Giulia deve pesare sulla coscienza di tutti noi. Perché una ragazza di quindici anni non può morire per una notte d’estate. Non possiamo più indignarci per un giorno e poi tornare alla normalità. Giulia merita giustizia, ma merita soprattutto che la sua morte sia l’ultima. Perché perdere una ragazza di quindici anni non è una fatalità, è una sconfitta per un’intera comunità”.


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