Gli altri si dissolvono, lui cresce | Matteo Salvini lo 'spacca-tutto'

Gli altri si dissolvono, lui cresce | Matteo Salvini lo ‘spacca-tutto’

Lui sta vincendo, mentre gli altri perdono. Lui sta crescendo, gli altri diminuiscono. Ecco perché.

IL PERSONAGGIO
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A prescindere da cosa si pensi del personaggio – se susciti avversione o ammirazione – bisogna riconoscerlo: Matteo Salvini le sta azzeccando (quasi) tutte. Ed è un ‘quasi’ che nasce, in forma di sospetto, dalla tracimazione di una certa sovrabbondanza social. Matteo S., insomma, deve stare attento: a forza di gonfiare il petto, qualcuno lo prenderà in antipatia. C’era – chi ricorda? – un altro Matteo, dalla simpatica favella toscana, che, credendosi all’apice del suo trionfo, scommise se stesso sul tavolo verde di un referendum. La fine è nota. E siccome il popolo odia con la stessa illogicità con cui precedentemente amava, ora quell’altro Matteo viene additato come un lebbroso, uno da cui stare alla larga, uno che ha assunto su di sé tutte le colpe del creato.

A parte l’imprudente sicurezza che può costituire la rovina di ogni vincitore, il Matteo leghista non sbaglia un colpo. Soprattutto, rivela una specialità che in politica è essenziale per crescere. Dove arriva lui, gli altri si spaccano, mentre il suo esercito si compatta. E se ciò  accade, coinvolgendo perfino la Sicilia, lì dove la Lega non ha raccolto finora granai di preferenze – ma vedremo in futuro – figuriamoci altrove.

La casistica è nutrita. A Palermo, per esempio, c’è una agguerrita fronda di pentastellati sulla questione dei migranti, una resistenza capitanata dal capogruppo al Comune, l’avvocato Ugo ForelloSe Giggino Di Maio, sul tema scabroso, abbozza; se perfino insospettabili moderati con la maglietta M5s addosso si riscoprono, almeno, di tendenze non anti-salviniste, ecco che l’ardimentoso Forello attacca a testa bassa, al margine della vicenda Diciotti. Aggiungendo malumori sparsi, perfettamente intellegibili, le perplessità del presidente della Camera, Roberto Fico, e mescolando il tutto: non è già una crepa che potrebbe annunciare una spaccatura interna al Movimento?

E allora il Pd? Ci sono democratici isolani di alto lignaggio che, nel confessionale di LiveSicilia.it, hanno ammesso una certa nostalgia per un mancato confronto con i Cinque Stelle, quando ancora era possibile intendersi. Una linea considerata eretica dai renziani, i seguaci di quello sfortunato Matteo, il toscano, già citato.

Beppe Lumia si è espresso chiaramente a riguardo: “M5S è completamente subalterno alle logiche della Lega salviniana e c’è chi si è preso la responsabilità storica di deviare il corso degli eventi”. Una polemica che torna a riproporsi, destinata, in modo più o meno carsico, a dividere eternamente i democratici tra i rimpianti per un presunto accordo che avrebbe evitato “la svolta a destra” e la linea dura di chi non volle nemmeno prendere un caffè con Giggino e soci. E non è ancora una spaccatura – in un partito, peraltro, in cui le crepe sono più delle teste – sempre nel nome di Matteo, quello lombardo, stavolta?

E che dire di Gianfranco Miccichè; anzi, Micci Che come è stato ribattezzato dopo avere dato dello ‘stronzo’ tout court al ministro dell’Interno, attirandosi le interessate simpatie di coloro che, da sinistra, fino a ieri, lo consideravano l’arcinemico? Pare che Silvio Berlusconi, in persona, non abbia gradito e che, da Arcore, sia arrivata una contenuta tiratina d’orecchie. Oltretutto, Silvio ha offerto immediata solidarietà al titolare del Viminale, dopo l’indagine a suo carico. Tra lo ‘stronzo’ di Miccichè e le carezzine di Berlusconi esiste un drammatico problema politico per Forza Italia. Trattare male uno che era pur sempre nostro compagno di viaggio e che domani potrebbe tornare utile o cominciare a prenderne le distanze, puntando sugli evviva dei suoi antipatizzanti? Questo è il dilemma.

Spaccature su spaccature, come si vede. Una si è manifestata tra il leghista Alessandro Pagano e l’aristocrazia di Forza Italia: l’argomento del “salviniano”? “Fi in Sicilia ha tradito gli elettori. Forza Italia e Pd sono la stessa cosa”, mentre il ‘quasi leghista’ Vincenzo Figuccia sottolineava come le affermazioni di Miccichè rischiassero di incrinare i rapporti tra il governo nazionale e quello regionale guidato da un presidente che oggi non ha chiuso a una alleanza elettorale con la Lega: “Deciderà il congresso di Diventerà Bellissima” ha detto Musumeci aprendo il varco alle ipotesi: un pezzo di maggioranza sicula di qua, un pezzo di là. Uno scenario che potrebbe rivelarsi già nelle vicine elezioni amministrative a Corleone, dove Diventerà Bellissima e Lega potrebbero andare insieme, con Forza Italia per conto suo.

Salvini Matteo nato a Milano va a gonfie vele, intanto, mentre gli altri litigano. Matteo Salvini miete successi come la calamita che attrae il ferro di nuovi, vecchi e rinnovabili scudieri. Mentre gli altri si disperdono e collassano, Matteo S. tiene tutti sulla corda, tra un tweet e una faccia feroce. Se continuerà a non sbagliare, potrebbe mettere le mani, un giorno o l’altro, sull’intera posta in palio. Lui, lo spacca-tutto.

 


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