"Devo parlare con te", poi il delitto | Gli ultimi messaggini di Laura

“Devo parlare con te”, poi il delitto | Gli ultimi messaggini di Laura

Graziella Miraglia (a sinistra) e Laura Petrolito

Laura Petrolito uccisa, vittima di femminicidio. Gli ultimi sms. Forse, una richiesta d'aiuto.

Canicattini Bagni
di
3 min di lettura

“Ciao tesoro… Quando puoi per favore scrivimi… Ho bisogno veramente di parlare con te, se è possibile, di presenza”. Chissà se era una richiesta d’aiuto un po’ nascosta dalla timidezza, un messaggio in bottiglia o solo il desiderio di una carezza nel deserto del cuore che non prevede tenerezze per chi lo abita. Comunque sia, Graziella quel messaggino di Laura, a cui voleva bene come si ama una sorella, non lo cancellerà. Ed è questo che dice al telefono, che ribadisce, scrivendolo in chat, tracciando il diagramma di un affetto a cui restano appena le lacrime: “Mi hanno tolto una sorella, un’amica, una cognata, non la rivedrò mai più”. Graziella Miraglia è l’ex cognata, la sorella del primo compagno, di Laura Petrolito, assassinata e abbandonata in un pozzo da Paolo Cugno, l’ultimo ragazzo che ha confessato un delitto che gli inquirenti definiscono ‘d’impeto’.

La storia di Lauretta che voleva essere amata somiglia davvero alla favola triste di un’anima che viveva sulla sua isola e che, dalla solitudine, lanciava bottiglie e scriveva lettere al mondo, in cerca di un abbraccio, di uno sguardo, di una carezza. Alla fine si erano incontrate, qualche settimana fa, Lauretta e Graziella, dopo quelle parole che suonano allarmanti e quasi premonitrici, per il tragico epilogo. “E lei – prosegue il racconto – mi aveva detto che si era sistemato tutto, che era tutto a posto, che non c’era nessun problema”.

L’ex cognata continua a parlare. La conversazione è inframmezzata dai sussulti della voce che, di tanto in tanto, si incrina. “Laura aveva come punto di riferimento il suo papà, Andrea, un lavoratore, una persona perbene. La mamma se n’era andata che lei aveva tre anni. Aveva tanto bisogno di conforto, di qualcuno che la guidasse, che la sostenesse. Io l’ho conosciuta a sedici anni e mi sono subito affezionata. Si vedeva che cercava una strada per inserirsi”.

Una storia familiare faticosa. Il perno era un papà coraggioso, Andrea, che lavora nei campi e che, davanti alle telecamere, ha provato a mettere in fila gli episodi dell’orrore che lo ha travolto. Le liti col nuovo compagno, situazioni di violenza, rabbia. E mentre Andrea diceva, accennava, abbozzava, i suoi occhi facevano un discorso per conto loro. Gli occhi sbarrati di un padre che ha perso atrocemente la figlia. Occhi che fissano uno spalancato inferno.

Graziella riprende il filo: “Laura non aveva nessuno a parte noi e suo padre. Ci sentivamo spesso con i messaggini. Lei era sempre affettuosa, chiedeva notizie della mia famiglia”. Le icone consuete: le faccine, i cuoricini, le frasi tronche nel linguaggio sincopato della scrittura da cellulare. Pochi elementi di una comunicazione quotidiana. Adesso serviranno la memoria e dovranno bastare per sempre.

L’ultima bottiglia con il messaggio, di Laura a Graziella, è del giorno stesso in cui sarebbe stata assassinata: “Ciao tesoro, come state?”. Poi più niente, il silenzio che non passerà mai. Rimangono le foto di due ragazze che si volevano bene, in un momento di gioco. Graziella le manda e commenta: “Per lei, per noi, erano importantissime”. Laura, ancora, aveva scritto alla cognata, ricordando il loro primo incontro: “Ero così tanto imbarazzata mi vergognavo ahahah hai ragione ero così piccola e tu eri così bella… dal primo giorno sei entrata nel mio cuore, dal primo giorno sei diventata davvero importante così naturale che tesoro che eri e che sei…”.

Lei, Lauretta, era pure importantissima, con il suo sguardo triste e dolce, da albero di un’isola lontana. Ne sarebbe uscita, avrebbe costruito una vita serena, con l’amore che sognava, perché le felicità più grandi, spesso, nascono dalle mutilazioni più profonde. Non ne ha avuto modo. Non ne avrà mai il tempo.

 

 

 

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI