"Gran Circo Catania" |La città secondo Lazzaro Danzuso

“Gran Circo Catania” |La città secondo Lazzaro Danzuso

Esagerata e grottesca ma impossibile da non amare è la Catania raccontata da Giuseppe Lazzaro Danzuso in un libro divertente ed imperdibile. Un omaggio reso in chiave circense alla città dell’Elefante e ai suoi protagonisti: i catanisi.

la presentazione
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CATANIA- Esilarante, verace ed irriverente è quanto emerge nel quadro tinteggiato dal giornalista e scrittore, Giuseppe Lazzaro Danzuso in  “Gran Circo Catania”. Nell’opera, -presentata di fronte ad un grande pubblico al Palazzo Platamone,-l’autore racconta, godendosi lo spettacolo, fatti, persone, aneddoti e dinamiche spumeggianti di Catania: città della bellezza, del barocco, ma anche della malinconia con tutte le sue ombre e le sue ferite, che reagisce, talvolta, in maniera esagerata e grottesca ai problemi. Ed il tutto poi è sorretto dalla metafora più che calzante del Circo, in cui l’Etna -definita dall’autore come una tigre di fuoco scalpitante-, altro non è che il tendone naturale, e il liotro è emblema di tutte le attrazioni. “Solitario, – si legge – nella pista principale, un piccolo elefante di pietra nera, con una candida gualdrappa sulla schiena, fa il suo numero di equilibrismo“.

La conferenza stampa di presentazione è stata davvero all’insegna delle risate e del divertimento: insieme a Gino Astorina, che da vero mattatore ha tenuto banco leggendo alcuni brani tratti dal libro, c’erano anche il sindaco Enzo Bianco; l’assessore ai Saperi e alla Bellezza Condivisa, Orazio Licandro; il capocronista del quotidiano ‘La Sicilia’, Antonello Piraneo; la giornalista e critico di spettacolo Carmelita Celi, e l’editore Giuseppe Pennisi. A coordinare la docente universitaria, Dora Marchese.

Un punto sul quale tutti convergono? Il carisma dell’autore capace di conferire all’opera uno stile smagliante e dissacrante trasformando “Gran Circo Catania”, in una “guida improbabile a una città incredibile”, e i cui racconti sprigionano tutto lo spirito dei catanesi, a partire dalla liscía: quel misto fra satira ed ironia, che non troverà mai un giusto corrispettivo nelle altre lingue ma proprio per questo ancora più unico e originale; o ancora a spirtizza do catanisi, fiero e anarchico (che non è per forza un bene) sempre tendente allo sberleffo che vive spettacolarizzando, con eccessi ed iperboli grottesche, anche i momenti più semplici della quotidianità: l’acquisto del pane , l’attesa dal medico e cosi via. “Storie divertenti, patetiche, paradossali, dal sapore agrodolce tipico della cucina siciliana – si legge nella quarta di copertina – narrazioni, ritratti, istantanee di feste e rituali, fatti di cronaca e racconti di fantasia, momenti poetici dagli imprevedibili esiti, personaggi noti e non, leggende conosciute e sconosciute, straordinari camei”.

Un’opera pregna, dunque, di parentesi di dialettologia siciliana in cui si palesano i limiti nelle eventuali trasposizioni linguistiche, ma che caratterizzano i catanesi riempendoli di orgoglio. “Circensi – definti dall’autore – alla ricerca del numero perfetto, che li faccia sfondare e li consegni alla storia. Povera, meravigliosa, gente”. “ E’ un piccolo Zibaldone – ha commentato l’assessore ai Saperi e alla Bellezza condivisa, Orazio Licandro – con eventi, aneddoti, storia, persone, folklore e luoghi. C’è davvero tutto in questo libro, è un mix esplosivo in cui la realtà si confonde con il fantastico Insomma, un inno alla spettacolarità del modo di vivere dei catanesi”.

“Un’anima eclettica – ha detto invece il sindaco Bianco – quella di Giuseppe. Nel libro è riuscito a cogliere vari aspetti della città e dei catanesi, innanzitutto la loro teatralità, che lui ha espresso con la metafora del circo. Il catanese è per eccellenza un grande teatrante. E poi il testo trasuda senza alcun ritegno dell’amore che Lazzaro Danzuso nutre per questa città”. Per il giornalista Piraneo “Gran Circo” “è un elettroencefalogramma. Ci sono cose belle, brutte, tragicomiche. La speranza è che nel futuro la “spirtizza” tipica dei catanesi si declini nel desiderio di fare sempre più cose belle”.

“Gran Circo” edito da Carthago, verrà distribuito nelle librerie a partire dalla prossima settimana. Tutti i proventi saranno interamente devoluti alla “Librineria” di Librino. Ma non è tutto. A precedere la presentazione del libro si è dato spazio alla mostra realizzata dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania, ispirata al libro ‘Gran Circo Catania’. Questo mondo pirotecnico è ripreso nelle opere figurative, nell’esposizione volutamente inaugurata lo stesso giorno prima della presentazione, alla presenza del presidente e del direttore dell’Accademia, Santo Di Nuovo e Virgilio Piccari, e del direttore del Dipartimento di Arti visive Salvo Russo. Una galleria di personaggi – prima nel volume e poi appunto nella mostra – capace di restituirci, «attraverso lo sguardo di clown, freaks, acrobati, domatori e giocolieri della porta accanto, una città che, nel continuo avvicendarsi di distruzioni e ricostruzioni, non ha mai perso la voglia di ridere e stupire”.

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