Guarnotta va in pensione | Fece parte del pool antimafia - Live Sicilia

Guarnotta va in pensione | Fece parte del pool antimafia

Leonardo Guarnotta

Dal gruppo di magistrati che istruì il maxi processo alla mafia alla presidenza del Tribunale di Palermo: è lunga e piena di ricordi la carriera di Leonardo Guarnotta. Uno su su tutti: quel biglietto scritto da Paolo Borsellino.

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PALERMO – Per Leonardo Guarnotta arriva il giorno della pensione. Lascia la toga da presidente del Tribunale di Palermo. A settantacinque saluta la magistratura a cui ha dedicato 50 anni di vita. Guarnotta ha fatto parte del pool antimafia, la geniale invenzione di Antonino Caponnetto che riuniva Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giuseppe Di Lello. Tanto geniale da istruire il primo grandi maxi processo alla mafia, quando fu necessario costruire il bunker dell’Ucciardone per processare decine e decine di pezzi da novanta della Cosa nostra di allora.

Per salutare Guarnotta l’aula magna della Corte d’appello si riempie. Arriva pure, e non era previsto, il ministro della giustizia Andrea Orlando, il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, il sostituto Antonino Di Matteo, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il procuratore generale Roberto Scarpinato, l’avvocato generale Ignazio De Francisci, Piergiorgio Morosini, consigliere del Csm, l’aggiunto Leo Agueci, Francesco Greco, presidente dell’ordine degli avvocati ma anche i vertici provinciali di polizia, carabinieri e guardia di finanza. E tanti altri.

Va in pensione un altro pezzo di storia della magistratura palermitana. La sua è una carriera piena di ricordi. Uno più pesante degli altri, come lo stesso Guarnotta ha sempre ammesso. Sulla sua scrivania la mattina del 20 luglio del 1992 trovò un biglietto di Paolo Borsellino. “Ti devo parlare con urgenza”, gli scriveva il magistrato. La storia e le bombe di via D’Amelio hanno impedito a Guarnotta e a tutti noi di sapere cosa Borsellino volesse dirgli prima di morire.

Adesso si apre la partita per la successore. I pretendenti più accreditati sono Cesare Vincenti, capo dei gip, e Salvatore Di Vitale, presidente della quinta sezione penale della corte d’appello. In lizza anche Sergio Nicastro, consigliere di corte d’appello a Caltanissetta, Angela Tardio, consigliere di Cassazione, Daniele Marraffa, presidente della seconda sezione della Corte d’appello, il presidente aggiunto dell’ufficio Gip Gioacchino Scaduto, e Maria Patrizia Spina, presidente della quarta sezione della Corte d’appello.


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Commenti

    Fu Giudice Istruttore, quando esisteva l’Ufficio Istruzione e la Giustizia era un’altra cosa.
    Poi il potere del Giudice Istruttore diventó preoccupante…e siamo ancora qui, con la mafia piú potente che mai, un codice di procedura penale che sommerge i giudici di min…ate, di decreti penali per furti di luce o guida in stato di ebbrezza e migliaia di proroghe indagini e archiviazioni, orfani di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e poca speranza di combattere una lotta impari.

    Un professionista lontano dai riflettori, mai un commento sulla politica, un esempio per tutti i magistrati, specie per quei signori che a fine carriera si sono tolti la maschera, mi piacerebbe sapere ora che e in pensione, il suo giudizio sul Presidente Grasso…..

    Veramente nell’ufficio istruzione c’erano anche Gioacchino Natoli, Ignazio De Francisci, Giacomo Conte.

    Che bello sarebbe se tutti i magistrati (e le magistrate) fossero come Guarnotta e pensassero solo a fare seriamente i magistrati . Purtroppo non è cosí (e da sempre)

    Parole sante!! Grande magistrato e grande uomo!! Preparato e perbene!! Purtroppo così non ce ne sono tanti.

    Grazie , a nome della gente onesta di Palermo !

    E non tutti lo sono !

    Ma i pollici versi perchè? Non ci arirvo (diciamo! ).

    Apprezzo la tua opinione Mimmo, ma ricordati che c’è chi si è tolta la maschera durante la carriera e ciò è molto preoccupante…….

    Mia nonna diceva: Ogni paisi avi “u fissa ca abballa”….

    Laura, siamo a Palermo dove la legalità è un optional e chi la pratica è visto come un nemico. La mafia, storia vecchia, è sempre fra di noi.

    quanto avrà di pensione?

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