ROMA- Gli estremisti dell’Isis hanno giustiziato pubblicamente, anche decapitandole, almeno 49 persone nella loro roccaforte libica di Sirte dal febbraio 2015: lo denuncia l’organizzazione Human Rights Watch. Tra le vittime, oppositori politici e persone accusate di ‘spionaggio’ e di ‘insultare Dio’. L’inviato speciale Onu Kobler intanto rivela all’ANSA l’intenzione di ristabilire presto una presenza a Tripoli, ma serve ‘la presenza di unità di protezione in ambito Onu: personale militare messo a disposizione dagli Stati membri’. (ANSA)
In 49 sono stati assassinati.
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