I "bersaniani" di Catania (e Sicilia) | Chi sono e cosa fanno - Live Sicilia

I “bersaniani” di Catania (e Sicilia) | Chi sono e cosa fanno

Scovare alla villa Bellini un big siciliano della minoranza è più complicato che catturare un Pokemon raro.

Alla Festa de L'Unità
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CATANIA. Pierluigi Bersani, un generale senza esercito. Le truppe dei colonnelli siciliani rompono le righe e, tranne la roccaforte agrigentina di Angelo Capodicasa, il fronte bersaniano rimane scoperto. Nessun “pezzo da novanta” accoglie l’ex segretario mentre un nutrito gruppo di simpatizzanti dello smacchiatore di giaguari riempie la platea della Festa de “l’Unita” sfidando la pioggia battente. Scovare alla villa Bellini un big siciliano della minoranza, insomma, è più complicato che catturare un Pokemon raro. Il verso è cambiato e fare battaglia interna in una posizione di minoranza dentro i dem, che hanno cambiato pelle, ormai sa tanto di vintage. Nella realpolitik in salsa sicula tutte le energie sono convogliate nella battaglia per la sopravvivenza personale. In sala c’è Alessio Lo Giudice, segretario provinciale del Pd siracusano. Si definisce ancora “bersaniano”, ma spiega che in Sicilia gli ex della compagine hanno messo in campo una mediazione e che le spaccature sono meno drastiche rispetto a quelle nazionali. “Queste differenze sono meno marcate grazie al lavoro di Fausto Raciti”. Il segretario regionale rimane comunque il braccio destro di Matteo Orfini, leader dei giovani turchi. Insomma, gli ex per eccellenza che sostengono in toto il rottamatore fiorentino a Palazzo Chigi e dentro il partito. Molti ex bersaniani siciliani hanno deciso di entrare nella compagine turca, due su tutti: l’assessore Antonello Cracolici, il deputato etneo Giuseppe Berretta.

Qualcun altro, invece, si è avvicinato a “Sinistra è cambiamento”, corrente che fa riferimento a Cesare Damiano. La linea è semplice: fedeltà al governo, cercando ogni tanto di puntare i riflettori sui temi sociali. Tra i siciliani, ex bersaniani, confluiti nella compagine ci sono le deputate catanesi Concetta Raia e Luisa Albanella. Insomma, le truppe che portarono al trionfo di Bersani alle primarie quattro primavere fa si sono auto rottamate. Del resto, ormai anche l’immagine dello smacchiatore di giaguari, che entra alla Camera a braccetto di Anna Finocchiaro per difenderla dalle dure accuse ricevute da Matteo Renzi ai tempi del totopresidente della Repubblica sono un’immagine sbiadita. Lo sa bene proprio la senatrice catanese ormai “organica” al nuovo corso renziano.

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Commenti

    A PROPOSITO DI ANNA FINOCCHIARO, ORAMAI NON SI AZZARDA PIU’ A CANDIDARSI A CATANIA,NOI DI SINISTRA LA ASSIMILIAMO AL COMANDANTE SCHETTINO.

    Nel Partito Democratico esiste una sola grande componente, quella che fa capo al Segretario e Premier Matteo Renzi. Le minoranze interne continuano ad esistere ma sono del tutto esigue.

    non bisogna mai fidarsi di chi voleva staccare l’interruttore a crocetta ed invece è entrato nel suo cerchio e di chi si fa portare il carrello della spesa dagli addetti ai lampeggianti blu.
    le elezioni arriveranno signori e signore divoratrici di risorse.

    Questo articolo offre lo spunto per fare una domanda agli esponenti del Pd catanese di “Sinistra è libertà”; in pratica la Cgil provinciale.
    Premesso che Damiano è per il Si al referendum e la Cgil per il No, cosa faranno i nostri eroi ed eroine citate nel pezzo di Roberta Fuschi?

    Una grande componente………..fino a dicembre…….poi ciao ciao.

    MI COLPISCE LA SUFFICIENZA NEL DIRE DIAMO UNA MANO A QUESTO PAESE. E’ UN SUO DOVERE DARE UNA MANO, HA SGUAZZATO NELLA POLITICA E’ STATO PAGATO, HA GIA MATURATO UN VITALIZIO MENSILE CHE UN LAVORATORE PRENDE IN 6 MESI, MICA FA’ UN FAVORE. SE VUOLE GIOCARE ALLO SFASCIO SI DIMETTE DA DEPUTATO RINUNCIA AL VITALIZIO E POI FA QUELLO CHE VUOLE. VALE PER LUI E PER TUTTI I POLITICI CHE QUASI QUASI FANNO UN FAVORE A QUESTO PAESE.

    Ma figurati , non prenderebbe nemmeno il suo stesso voto

    Per adesso,fin che Renzino Il Bullo è in auge.Fra qualche mese chissà quante emigrazioni.

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