Il corteo antifascista a piazza Verdi | Cori e sfottò, niente violenza - Live Sicilia

Il corteo antifascista a piazza Verdi | Cori e sfottò, niente violenza

La città attraversata dal corteo degli antagonisti. La cronaca delle giornata.

Palermo
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PALERMO – Elicotteri che sorvolano il centro della città, camionette delle forze dell’ordine a ogni angolo, in giro pochissime persone per essere un sabato pomeriggio. È così che Palermo si prepara ai due eventi che hanno fatto salire la tensione nelle ultime ore: il corteo dei centri sociali e la manifestazione di Forza Nuova. A poche centinaia di metri l’uno dall’altro. E non è soltanto la natura da sempre opposta delle due “fazioni” a preoccupare, non sono gli eventi di Torino di ieri e di Milano di oggi a far stare pronte le forze dell’ordine: a Palermo c’è anche il conto in sospeso dell’aggressione a Massimo Ursino, dirigente provinciale di Forza Nuova. Due dei suoi presunti aggressori, tra l’altro, sono stati scarcerati oggi poco prima di pranzo. 

LE FOTO DEL CORTEO

LA DIRETTA VIDEO

LA DIRETTA DELLA GIORNATA

17.58.Il corteo è tornato a piazza Verdi. Cori di sfottò dei militanti dei centri sociali nei confronti del dirigente provinciale di Forza Nuova Massimo Ursino. Tra le mani, rotoli di nastro adesivo.

17.41. Il corteo ha raggiunto via Cavour e sta giungendo al luogo in cui è partito. Non sono mancati cori contro la Digos.

17.28. I manifestanti hanno tirato fuori dei rotoli di nastro adesivo. Un chiaro riferimento all’aggressione nei confronti del militante di Forza Nuova Massimo Ursino, avvenuta pochi giorni fa nel centro di Palermo.

17.18. Il serpentone ha raggiunto i Quattro canti e ha imboccato il corso Vittorio Emanuele, in direzione di via Roma. Il corteo pacifico è composto anche da diversi ragazzi di colore che hanno partecipato ai cori: “Siamo tutti antifascisti”.

17.08. Nonostante le paure delle ultime ore, la maggior parte dei negozi di via Maqueda ha tenuto alzate le saracinesche. Tra i manifestanti pochi politici. Presente il deputato nazionale di Leu, Erasmo Palazzotto.

17.02. Al grido di “fascista carogna torna nella fogna” e sulle note di “Bella ciao” è partito il corteo antifascista.

“Quella dell’aggressione a Ursino è un bluff. Solo un caso mediatico. Non c’è un referto, non c’è stato un pestaggio. Parliamo di antifascismo e della gente di Palermo che non vuole Fiore e che non vuole Forza Nuova. Questa è la giornata dell’antifascismo di tutto. Tutti uniti per ripudiare le idee fasciste. Non c’è bisogno di violenza, siamo in tanti. Fiore in centro non può venire”. Lo dichiara Giorgio Martinico che ha appena raggiunto il corteo.

Gli striscioni dell’Anpi e delle bandiere di Potere al popolo, quelle rosse dei sindacati di base e anche quelle gialle e nere dell’Unione atei agnostici e razionalisti. E uno striscione alto con la scritta “Meglio Porco che fascista”. Sta partendo da via Maqueda, di fronte al Teatro Massimo il corteo degli antifascisti. Gli elicotteri della polizia sorvolano già la folla composta da molti giovani. Il serpentone proseguirà per la stessa via Maqueda per poi imboccare corso Vittorio Emanuele verso via Roma, quindi via Cavour per il ritorno al Massimo.

Si sta riempiendo piazza Verdi, luogo scelto da centri sociali, sindacati, Arci, Anpi ed esponenti della sinistra che da qui partiranno per raggiungere il Comune di Palermo manifestando contro il fascismo. Centinaia i poliziotti e i carabinieri presenti per il servizio d’ordine. Una sindacalista della Slai Cobas ha avuto un battibecco con la Iena Ismaele La Vardera ex candidato sindaco di Palermo per la Lega. La sindacalista ha accusato La Vardera di provocare i manifestanti. L’alterco è stato subito sedato dagli agenti.

Il centro della città è deserto. Alcuni negozi sono rimasti aperti questa mattina, ma nel pomeriggio hanno deciso di abbassare le saracinesche: “Non ci sembra il caso di restare ad aspettarli qui”, dicono alcuni commessi, decisamente preoccupati. Altri, invece, aspetteranno fino all’ultimo di capire come evolve la situazione prima di decidere se rimanere aperti o chiudere. Dubbi anche nelle vie che non saranno toccate direttamente dai cortei, ma che sono comunque vicine alle arterie lungo le quali sfileranno gli antagonisti e i centri sociali. “Noi chiudiamo tutto” annuncia una commessa in via Mariano Stabile, proprio mentre una “vicina” di negozio chiede notizie e rassicurazioni: “Voi che fate? A me il capo ha detto che non possiamo chiudere”.

Chiuderanno invece alcuni noti negozi di abbigliamenti in via Ruggero Settimo, a due passi dal Teatro Massimo dove si raduneranno i manifestanti nel pomeriggio. “Noi invece attendiamo di capire come andranno le cose” spiegano dall’interno di un negozio di scarpe.

La preoccupazione è alta, e insieme ai negozi, le strade come detto sono vuote. Alcune macchine della Polizia municipale presidiano gli angoli nei pressi del Teatro Politeama, tra via Amari e via Turati. Oltre le auto e le transenne, il vuoto. Una via Libertà completamente sgombra e insolitamente silenziosa.

A piazza Crispi, più comunemente nota come piazza Croci, la Polizia ha transennato l’ingresso da via La Farina e ha chiesto ai bar che hanno tavolini all’esterno di mettere tutto all’interno. Sgomberate le strade dalle auto, la polizia ha chiesto ai negozianti di non esitare a tirare giù le saracinesche e chiudere nel caso in cui la situazione dovesse diventare pericolosa.

“In un momento storico caratterizzato da alta tensione che si registra su tutto il territorio nazionale dove le forze dell’ordine sono spesso oggetto di aggressioni, talvolta al limite dell’atto terroristico, l’attività di prevenzione riveste un ruolo fondamentale a tutela dei tanti poliziotti impegnati sulle strade”. Così spiega il segretario generale provinciale di Palermo dell’Ugl-LeS, Pasquale Guaglianone che aggiunge: “Quanto visto a Palermo ci rassicura sul fatto che, ancora una volta, lo sforzo comune da parte delle forze dell’ordine e le grandi professionalità di cui è dotata la Polizia di Stato consente di ottenere il massimo risultato. E’ imprescindibile la tutela dell’incolumità pubblica nonché quella degli operatori di Polizia specialmente in occasione di manifestazioni che vedono la partecipazioni di migliaia di persone. Lo svolgimento di tali cortei in forma assolutamente pacifica è stato un momento di reale democrazia ottenuto grazie alla grande professionalità dei poliziotti che meritano perciò il plauso nostro e dell’Italia intera”.


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    Ma alla fine di questa giornata sia i fascisti che gli antifascisti (chiamamoli ancora così per farli contenti anche se si richiamano a due categorie storicamente scomparse esattamente 73 anni fa) cosa avranno ottenuto di concreto da questa giornata di cortei e tensioni? tutto continuerà ad essere come prima più di prima, in compagnia di Gentiloni, Renzi,Berlusconi, Di Maio ecc.. Le manifestazioni di piazza sono come le occupazioni studentesche delle scuole, servono solamente ad illudere chi vi partecipa che riuscirà ad ottenere qualcosa, cioè nulla così come è sempre stato dal 1946 ad oggi…

    La libera manifestazione è un diritto costituzionale. Poi: si possono condividere o meno i contenuti. Non si capisce dalla cronaca perché si tratterebbe di una manifestazione che atterrisce la città.

    Manifestare per il lavoro che non hanno e che difficilmente avranno no vero.
    Gli unici che ne trarranno benefici i politici , che come finirà , questa manifestazione
    servirà a loro , per imbastire questa campagna elettorale , la peggiore degli
    ultimi decenni , visto i partecipanti di bassissimo spessore , il cui unico
    scopo , cercare di essere eletti , per ” buscarisi u pani ” . Speriamo solo
    che tutto si risolva pacificamente .

    Lei invece manifesta contro la disoccupazione?

    Francesco, forse non hai ben presente com’era l’Italia nel 1946. Sono stati fatti passi avanti enormi e questo anche grazie alle lotte e alle manifestazioni dei lavoratori che, un po’ alla volta, hanno conquistato diritti e condizioni di vita migliori. Ora bisogna continuare in questo impegno, spero non dando fiducia a chi propone alla Sicilia, come rimedio ai guasti della più grave crisi economica del secondo dopoguerra, un ponte e un casinò, e neanche a chi grida soltanto che tutto è uno schifo senza avere uno straccio di idea su come si possa far ripartire il paese. Si può ridare ossigeno alle speranze che fecero risollevare l’Italia dal disastro a cui l’aveva portata il fascismo, senza falsi slogan e senza neppure tradire quegli ideali di libertà, giustizia e uguaglianza che restano i più attuali

    Continuare con la solfa che il fascismo è morto nel 1946 è alquanto fazioso.Roberto Fiore si professa tale,e nei suoi comizi parla di pulizia etnica e di razza bianca…quindi o voi siete sordi e ciechi di conseguenza posso capire il vostro ragionamento ma altrimenti fareste bene a prendere atto della realtá o ammettere di essere in malafede.

    Oltre ad essere sordi e ciechi, o essere in malafede, esiste una terza possibilità.

    Il “fascismo” non è solo pulizia etnica e leggi razziali. Il fascismo è anche qualcosa che in venti anni ha prodotto una serie di infrastrutture (strade, scuole ospedali, ferrovie) usate dalla successiva repubblica per mezzo secolo; successiva repubblica che nel doppio del tempo non è stata in grado nenache di completare l’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

    D’altra parte, l’apologia al fascismo e i tentativi di ricostituzione del partito fascista sono reato; per cui se Fiore fosse “fascista” sarebbe già stato indagato e almeno rinviato a giudizio.

    Di contro, “l’antifascismo” rinato in questi ultimi mesi appare come un ulteriore tentativo di questa pseudo sinistra di trovare una scusa per compattare ideologicamente i suoi sostenitori. Dopo aver fregato i proletari, si sono rivolti ai poveri migranti ed agli omosessuali; ma la piega che ha preso la faccenda dei poveri migranti non ha consentito di procedere ulteriormente su questa strada. Allora, ecco ritornare l’antifascismo, l’ultima spiaggia; una trovata per poter organizzare manifestazioni alle quali tutti si devono sentire in dovere di partecipare, pena il fatto di essere additati come “fascisti”.

    Ma il fatto degno di nota non è questo.

    Il fatto degno di nota è che manifestazioni come quelle di Palermo, sia dal lato “nero” sia da quello “rosso”, non sono state organizzate da partiti politici, almeno direttamente. Se dietro vi sono pianificazioni occulte, apparentemente restano quantomeno “indirette”. Almeno all’apparenza, sembrano iniziative che nascono in una condizione diversa da quella partitica. E’ questa la novità.

    Il fatto che si parli di un’assurda epurazione della razza, o di un inesistente antifascismo è irrilevante. Il fatto rilevante è che ciò accade.

    Se poi queste energie verranno incanalate, da qualcuno avulso dagli interessi partitici, verso obiettivi meno stupidi dell’epurazione della razza o dell’antifascismo, si sarà ottenuta una forza emergente che potrà mettere in crisi l’attuale sistema politico, così come esso è stato messo in crisi dal Mvimento Cinque Stelle.

    Che poi questo avrà o meno uno sbocco, è un’altra faccenda; forse i nostri politici saranno in grado di usarlo per distogliere l’attenzione dai veri problemi del Paese, o forse no.

    Intanto, accade; ed è chi non vuole vederlo ad essere in malafede.

    Tutta montatura della regia del governo renzi,ma dove erano sti fascisti? ormai sono stati sepolti, e loro cercano di farli rivivere con le loro visioni politiche,ormai i cittadini anno capito quanto siete falsi.

    Una manifestazione contro il nulla servita solo a dare visibilità ad una sinistra inconcludente e a 4 gatti presunti fascisti. Questa è la sinistra. Una sinistra che si ritrova unita solo nell’odio di qualcuno o di qualcosa.
    Questi sinistroidi hanno bisogno un nemico su cui scaricare tutto il livore e l’odio che hanno addosso per il resto sono assolutamente inesistenti, incapaci e inconcludenti.

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