I radicali: "Ascoltare il Papa |Ora amnistia e indulto"

I radicali: “Ascoltare il Papa |Ora amnistia e indulto”

L'appello di Francesco. Orlando: "Evitare focolai".

Coronavirus
di
3 min di lettura

ROMA – Papa Francesco ieri ha chiesto attenzione per la situazione nelle carceri alla luce dell’emergenza Coronavirus. I radicali italiani chiedono oggi che il Parlamento voti amnistia e indulto per superare il problema del sovraffollamento.

“Amnistia e indulto”

“Ieri, durante l’Angelus il Papa si è appellato alle nostre istituzioni perché ha ben compreso il problema e il pericolo del sovraffollamento nei penitenziari. Lo ha fatto pensando alle vulnerabilità di chi vive, costretto, in gruppo. Il Papa ha chiesto di ‘prendere le misure necessarie’ per evitare che si verifichino tragedie. Questi provvedimenti, giuridicamente, sono definiti amnistia e indulto. Lo proponiamo da anni, lo invochiamo di nuovo oggi. Chiediamo ai componenti del Parlamento di trovare la forza morale per presentare e approvare una legge di amnistia e indulto, senza delegare tutto al Governo, che su ciò non ha competenze, non può e, purtroppo, come dimostra il ministro Bonafede, non vuole”: lo dichiarano Giulia Crivellini e Igor Boni, Tesoriera e Presidente di Radicali Italiani e Alessandro Massari, Direzione nazionale.

Le parole del Papa e il precedente

“Il mio pensiero va in modo speciale a tutte le persone che patiscono la vulnerabilità per essere costrette a vivere in gruppo come nel caso delle case di riposo o caserme. In modo speciale vorrei menzionare le persone nelle carceri”. Così ieri Bergoglio all’Angelus, aggiungendo: “Ho letto un appunto della Commissione dei diritti umani che parla del problema delle carceri sovraffollate che con il coronavirus potrebbero diventare una tragedia”. L’ultima volta che il Parlamento italiano votò un atto di clemenza per i detenuti, l’indulto, ciò accadde proprio dopo l’appello rivolto alle Camere da Papa Giovanni Paolo II, nel 2000. 

L’appello di Orlando

Anche un ex ministro della Giustizia oggi sollecita il dibattito urgente sul tema: “Aprire rapidamente una discussione sul carcere che tenga conto di questa fase e non ricalchi il copione di questi anni” con la contrapposizione tra giustizialisti e garantisti, per evitare che senza specifici provvedimenti i penitenziari diventino dei “focolai” di coronavirus pericolosi per tutto il Paese e non solo per i reclusi e per chi lavora nelle carceri. Lo scrive il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, in una lettera aperta indirizzata a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, pubblicata sul blog di Orlando ospitato da Huffingtonpost. Nei giorni scorsi il Partito Radicale aveva chiesto al presidente Mattarella di fare massiccio ricorso allo strumento della grazia.

Le preoccupazioni 

Oggi i sindacati siciliani degli agenti di polizia penitenziaria hanno chiesto al presidente della Regione di procedere a effettuare i temponi a tutti gli agenti, che sono esposti a rischio contagio. Qui l’articolo.   «Serve un piano urgente per le carceri» altrimenti «faremo la fine della Colombia». A dirlo è Catello Maresca, sostituto procuratore della Corte di Appello di Napoli e magistrato antimafia, citato dal Mattino. I casi di contagio accertato nelle carceri italiane al momento sono quindici ma c’è il rischio che i penitenziari si trasformino in una bomba. Il governo ha varato misure che facilitano l’accesso ai domiciliari per chi ha un breve residuo di pena ma lo stato di sovraffollamento delle prigioni è tale che queste misure non risolvono il problema.

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI