I rifiuti dell'Ilva a Melilli| Amministratori preoccupati - Live Sicilia

I rifiuti dell’Ilva a Melilli| Amministratori preoccupati

La discarica di Melilli

Rassicurazione dal ministero, ma c'è chi chiede maggiore chiarezza.

NEL SIRACUSANO
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SIRACUSA – La Regione non ha competenza sul conferimento quotidiano dei rifiuti speciali, ma solo su quelli solidi urbani. Ogni discarica deve attenersi a quanto previsto dalle proprie autorizzazioni e la Cisma così sta facendo.

È la sintesi della dichiarazione del direttore generale del dipartimento regionale Acqua e rifiuti, Maurizio Pirillo. Dichiarazioni che rompono il silenzio sulla vicenda dei rifiuti speciali che dall’Ilva di Taranto continuano ad arrivare nella discarica della Cisma di Melilli. Vicenda che sta causando la protesta di amministratori locali e ambientalisti.

“È una discarica autorizzata allo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi – dice Pirillo -. Io non sono a conoscenza di questa vicenda, la Regione non è tenuta a esserlo. Noi curiamo soltanto la regolazione del conferimento dei rifiuti solidi urbani. Questo tipo di conferimenti è regolamentato autonomamente dai proprietari delle discariche in base alle autorizzazioni che hanno”. “Non si possono causare danni a norma di legge”, replica Enzo Parisi di Legambiente Augusta

La polemica, scoppiata la prima volta nell’aprile del 2015, è riesplosa in questi giorni dopo una denuncia di Legambiente che segnala come anomalo il fatto che settimanalmente, da almeno un mese, circa trenta camion per volta si imbarcano a Taranto con il carico di Polverino d’altoforno – rifiuto speciale residuo dei fumi dell’Ilva – e giungono a Catania per proseguire su strada verso la discarica di Melilli, in provincia di Siracusa. Ogni spedizione ammonterebbe a circa 900 tonnellate che, secondo Legambiente, sono parte delle 100 mila totali. Nell’aprile 2015 il ministro all’Ambiente Gianluca Galletti, chiamato in Parlamento a rispondere sulla vicenda, aveva parlato di “transitorietà” del conferimento. Aveva aggiunto che i rifiuti sarebbero stati riportati indietro e smaltiti a Taranto quando l’Ilva avrebbe “attuato il piano di gestione dei rifiuti aziendali e avviato nuovi impianti autorizzati di discarica”.

Per questa ragione i nuovi arrivi, notturni e attraverso un porto diverso, hanno fatto crescere la preoccupazione. Nei giorni scorsi il ministro Galletti in un’intervista al tg3 ha ribadito lo stesso concetto aggiungendo che “il conferimento andrà a diminuire”. Gli amministratori non sono soddisfatti. “Rassicurazioni teoriche e superficiali che non bastano – dice sindaco di Melilli Pippo Cannata -, pretendiamo dal ministro spiegazioni ufficiali e circostanziate”. Il gruppo all’Ars dei 5 Stelle ha chiesto l’audizione del ministro in commissione Ambiente e un intervento di Crocetta sulla vicenda. Ma lo scontro maggiore lo sta sollevando un cartello di associazioni ambientaliste (Legambiente Augusta, Decontaminazione Sicilia, Natura Sicula) che vede la presenza anche dell’arciprete augustano don Palmiro Prisutto. Dopo un’assemblea popolare hanno prodotto un documento in cui si chiede al ministro Galletti “il blocco immediato del traffico di rifiuti dall’Ilva verso la Sicilia” e si invitano il governo Crocetta e le amministrazioni locali “a prendere posizione sulla vicenda”. Su questo punto aggiunge Peppe Patti, della federazione italiana dei Verdi, “Crocetta ha l’obbligo di garantire la salute anche perché siamo convinti che il polverino non sia così sicuro come ci vogliono far credere altrimenti non andrebbe in una discarica per rifiuti speciali”

Tra le rivendicazioni degli ambientalisti, sin dal 2015, c’è inoltre una prescrizione dell’ufficio speciale per le Aree a elevato rischio di crisi ambientale all’atto di autorizzazione regionale, secondo cui la discarica Cisma avrebbe dovuto accogliere “esclusivamente” rifiuti speciali provenienti dai territori comunali del Siracusano (ossia i rifiuti derivanti dalle bonifiche del territorio). Ma questa prescrizione, a suo tempo impugnata dalla Cisma, è stata convertita dal Tar in semplice “priorità”, tanto da figurare tale nelle ultime autorizzazioni (Via e Aia) rilasciate dagli enti competenti. “Anche perché -spiega il dirigente Pirillo, – prevedere una esclusività di utilizzo dell’impianto soltanto asservita a un’area del territorio in realtà è una violazione delle norme costituzionali di libertà delle imprese”.

Su questo punto ribatte Peppe Patti, della federazione italiana dei Verdi: “È pur vedo che ci troviamo di fronte a una sentenza del Tar, che il sindaco di Melilli dovrebbe impugnare. Infine il presidente Crocetta ha l’obbligo di garantire la salute anche perché siamo convinti che il polverino non sia così sicuro come ci vogliono far credere altrimenti non andrebbe in una discarica per rifiuti speciali”.

 


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Commenti

    Una protesta popolare, no?

    Scendete in piazza. Se aspettate che la Regione per bocca di Crocetta o di qualche assessore prenda posizione ne avete di tempo.

    e tu?

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