PALERMO – Quasi tutti danno il Palermo già promosso in serie A. Appunto, quasi tutti. Sì, perché, Beppe Iachini – seppur il traguardo sia davvero a pochi metri e gli avversari sono distanti e con la lingua di fuori – non vuole ancora parlarne. Il buon Iachini continua ad andarci piano, con cautela, e anche oggi alla vigilia del match del Barbera contro l’Avellino, non si scompone e non avanza di un millimetro: “Mancano dieci partite, l’obiettivo è il solito – dice in sala stampa Iachini – rimanere concentrati prendendo una partita per volta, preparando sempre la partita perfetta per organizzazione di gioco e mentalità. Questo è l’obiettivo primario, serve una continua ricerca della crescita”.
Mancano ormai poche curve, eppure Iachini sa bene che la sua macchina ha ancora margini di crescita: “Possiamo migliorare ancora tanto, non possiamo essere perfetti dopo cinque mesi. Dobbiamo migliorare nell’ultimo passaggio, negli smarcamenti e nei passaggi filtranti che possono essere fatti con tempi migliori e con più qualità. Prima delle occasioni da gol ci sono le situazioni da gol, e per crearle serve smarcarsi con i tempi giusti. Possiamo migliorare nelle palle inattive, essere più imprevedibili e renderci imprevedibili. Siamo a buoni livelli, ma tutto migliora con la conoscenza. Vedi l’Avellino, che gioca insieme da qualche anno ed è una squadra solida. Hanno fatto un buon percorso, hanno un buon allenatore e stanno facendo un buon campionato”.
Belotti sta alla grande, segna e convince, domani contro l’Avellino dovrebbe partire titolare: “Ha fatto il suo percorso e può giocare dall’inizio, come gli altri. Sta riprendendo il suo percorso, anche se dopo un infortunio del genere servono antenne dritte. Un conto è corricchiare in campo, un altro è strappare e inserirsi. Lì ci vuole un recupero pieno, se hai una soglia alta di potenza fai 30-40 scatti con un recupero ottimale”. In sala stampa si cerca continuamente di far sbilanciare Iachini, ma niente, il tecnico è deciso: “Ragioniamo una partita per volta, non dobbiamo sottovalutare niente e nessuno per fare più punti possibili. Dopo queste tre partite ci sarà una quarta, una quinta e una sesta. Noi dobbiamo migliorare e crescere, il nostro gruppo deve conoscersi di più. Non sarà finito nulla, ci sarà ancora tanto da mangiare. I ragazzi continuano a dare la loro disponibilità e dovrà esserci a prescindere dai risultati”. Infine Iachini spiega il calo degli spettatori al Barbera: “Io ho una mia idea: a Palermo c’era fame, voglia di Serie A dopo 31 anni. Oggi c’è la pancia piena. I tifosi hanno sempre dimostrato il loro affetto, purtroppo spesso c’è stato un tempo cattivo ma qui per dieci anni c’è stata la Serie A. Dopo dieci anni di ostriche e caviale, il panino con la mortadella piace di meno. Però certi fattori di tifo sono fondamentali per qualsiasi ambiente, e questi ragazzi, ricordando le difficoltà dell’inizio e la valorizzazione di tanti giovani, devono sentirsi partecipi. Senza i tifosi siamo una parte monca, sono la ciliegina sulla torta. Ci auguriamo che possano tornare numerosi, la squadra ne risente. Una serie di motivi come la delusione per la retrocessione, il maltempo e il cosiddetto panino con la mortadella hanno influito. Ci sono tanti fattori, in questo finale sarebbe bello riempire lo stadio e non è per fare appelli. Il tifoso è sempre felice della nostra cavalcata, ma certi aspetti influiscono”.

